Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15067 del 07/07/2011

Cassazione civile sez. VI, 07/07/2011, (ud. 26/05/2011, dep. 07/07/2011), n.15067

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PLENTEDA Donato – Presidente –

Dott. RORDORF Renato – rel. Consigliere –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

FINCENTROSUD SERVIZI SAS (OMISSIS) (già Finsud Servizi sas) in

persona del proprio legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA FERDINANDO DI SAVOIA 3, presso lo studio

dell’avvocato GHILARDI MARCO (Studio ANDREOZZI PIERVANNI), che la

rappresenta e difende, giusta procura alle liti in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

CURATELA DEL FALLIMENTO TESSITURA LUCA-TEX SRL (OMISSIS) in

persona del curatore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTE

ZEBIO 30, presso lo studio dell’avvocato CAMICI GIAMMARIA,

rappresentata e difesa dall’avvocato CALO’ CARDUCCI IACOPO, giusta

procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

e contro

GENERALI ASSICURAZIONI SPA (OMISSIS);

– intimata –

avverso la sentenza n. 1427/2 009 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE

del 22.9.09, depositata il 28/10/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26/05/2011 dal Consigliere Relatore Dott. RENATO RORDORF;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. PIERFELICE

PRATIS.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il relatore designato a norma dell’art. 377 c.p.c., ha depositato una relazione del seguente tenore:

“1. La Corte d’appello di Firenze, con sentenza depositata il 28 ottobre 2009, ha dichiarato inammissibile il gravame proposto dalla società Fincentrosud Servizi s.a.s. avverso la decisione con cui il Tribunale di Prato, accogliendo la domanda in tal senso avanzata dal curatore del fallimento della Tessitura Luca Tex s.r.l., aveva dichiarato inefficace, perchè assolutamente simulato, un contratto mediante il quale la società poi fallita aveva ceduto alla Finsud Servizi di Flenda Agostino & C s.a.s. (poi divenuta Fincentrosud Servizi) un proprio credito nei confronti della Assicurazioni Generali s.p.a..

L’inammissibilità dell’appello è stata motivata col rilievo che, nel corso del giudizio di primo grado, era deceduto il sig. F. A., unico accomandatario della Finsud Servizi, e che il gravame era stato proposto dal difensore di detta società sulla base del mandato alle liti a suo tempo rilasciatogli dallo stesso sig. F., da ritenersi ormai non più operativa.

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso la Fincentrosud Servizi, in persona del sig. B.I., il quale si è qualificato legale rappresentante della società ed in calce al ricorso ha rilasciato la procura speciale al difensore. La curatela del fallimento ha depositato controricorso, mentre le Assicurazioni Generali non hanno svolto difese in questa sede.

2. Il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c., poichè è prospettabile la sua inammissibilità.

La curatela controricorrente ha infatti prodotto un certificato della competente Camera di Commercio dal quale risulta che la società Fincentrosud Servizi s.a.s. non è rappresentata legalmente dal sig. B., benchè in tale asserita veste egli abbia rilasciato al difensore la procura speciale in calce al ricorso per cassazione. Il sig. B. appare rivestire unicamente la qualifica di socio accomandante, nè il decesso del socio accomandatario, sig. F. (mai, a quanto risulta, sostituito in siffatta qualifica), vale ad attribuire all’accomandate la legale rappresentanza della società.

Questa corte ha già in passato chiarito come, nella società in accomandita semplice, in caso di sopravvenuta mancanza di tutti i soci accomandatari, l’art. 2323 c.c., nel prevedere la sostituzione dei soci venuti meno e la nomina in via provvisoria di un amministratore per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione, esclude implicitamente la possibilità di riconoscere al socio accomandante, ancorchè unico superstite, la qualità di rappresentante della società per il solo fatto di aver assunto in concreto la gestione sociale (Cass. 11 ottobre 2006, n. 21803, e Cass. 2 dicembre 1983, n. 7204). D’altronde, l’ingerenza del socio accomandante nell’amministrazione, pur comportando la perdita della limitazione di responsabilità, ai sensi dell’art. 2320 c.c., non determina l’acquisto da parte sua del potere di rappresentanza della società (in tal senso, oltre alle pronunce appena citate, si veda anche Cass. 28 giugno 1997, n. 5790).

Stando così le cose, e non avendo evidentemente l’accomandante supersite neppure provveduto alla nomina di un amministratore provvisorio della società, a norma del secondo comma del citato art. 2323, il ricorso da lui proposto in nome di un soggetto del quale non ha la rappresentanza potrebbe risultare inammissibile”.

La corte condivide tali considerazioni, alle quali nessuna obiezione è stata successivamente mossa dalle parti.

Alla conseguente declaratoria d’inammissibilità del ricorso consegue la condanna della società ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

La corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.500,00 per onorari e 200,00 per esborsi, oltre alle spese generali ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 26 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 7 luglio 2011

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