Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15062 del 21/07/2016


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Cassazione civile sez. II, 21/07/2016, (ud. 13/04/2016, dep. 21/07/2016), n.15062

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Presidente –

Dott. MATERA Lina – Consigliere –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. ORICCHIO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 20351-2011 proposto da:

D.M.F., C.F. (OMISSIS), B.L. (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA GIULIO VENTICINQUE 6, presso

lo studio dell’avvocato LAURA POLIMENO, rappresentati e difesi dagli

avvocati LUCA BRUNI, GIUSEPPE NEGRO;

– ricorrenti –

contro

M.L., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,

CORSO RINASCIMENTO, 11, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI

PELLEGRINO, rappresentato e difeso dall’avvocato MAURO FINOCCHITO;

– controricorrente –

e contro

COMUNE OTRANTO IN PERSONA DEL SINDACO P.T., CONDOMINIO RIVIERA DEGLI

HAETHEY IN PERSONA DELL’AMM.RE P.T.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 199/2011 della CORTE D’APPELLO di LECCE,

depositata il 10/03/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

13/04/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO ORICCHIO;

udito l’Avvocato Bruni Luca che deposita notifica di atti ex art. 372

c.p.c., e chiede di riportarsi alle difese depositate;

udito l’Avv. Finocchito Mauro che ha chiesto l’irricevibilità o

l’improcedibilità del ricorso e chiede il rigetto del ricorso;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI Carmelo, che ha concluso per l’improicedibilità del ricorso.

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

M.L., quale proprietario di alcune unità immobiliari 0facenti parte del complesso condominiale (OMISSIS), conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Lecce – sezione Distaccata di Maglie i coniugi B.L. e D.M.F., proprietari di unità immobiliare del medesimo complesso.

Lamentava, l’attore, una serie di modificazioni apportate dai convenuti all’immobile e chiedeva di accertarne l’illegittimità e condannare i convenuti al ripristino dello stato dei luoghi.

Costituitisi in giudizio i coniugi convenuti contestavano l’avversa domanda di cui chiedevano il rigetto, deducendo che l’area interessata dalle modificazioni (ovvero l’area antistante alla porzione oggetto di trasformazione) non era più condominiale, ma di proprietà del Comune di Otranto.

Venivano, quindi, chiamati in causa il Condomino (OMISSIS) ed il Comune di Otranto.

L’adito Tribunale di prima istanza, con sentenza n. 115/2005, rigettava le domande proposte dall’attore, che veniva condannato al pagamento delle spese in favore dei coniugi convenuti, compensando interamente le spese relativamente al rapporto processuale con i chiamati in causa Comune di Otranto e Condominio (OMISSIS).

Avverso la suddetta decisione il M. interponeva appello, resistito dagli originari convenuti (che ne chiedevano il rigetto) e dal Comune di Otranto, che proponeva appello incidentale per la condanna dell’appellante alle spese di lite in proprio favore. Rimaneva contumace in secondo grado il suddetto Condominio. Con sentenza n. 199/2011 la Corte di Appello di Lecce, in riforma dell’impugnata decisione, accoglieva per quanto di ragione le domande del M. e, accertata l’illegittimità delle modificazioni apportate dagli appellati coniugi, condannava i B.- D.M. al ripristino dello stato dei luoghi e dell’originaria destinazione del vano, rigettando la richiesta di risarcimento del danno e condannando, anche in accoglimento dell’appello del Comune di Otranto, i medesimi coniugi alla refusione delle spese del giudizio in favore del medesimo ente e dell’appellante principale.

Per la cassazione della succitata decisione della Corte territoriale ricorrono i B.- D.M. con atto affidato a cinque motivi.

Resiste con controricorso il M..

Non hanno svolto attività difensiva le altre parti intimate.

Nell’approssimarsi dell’udienza hanno depositato memorie, ai sensi dell’art. 378 c.p.c., le parti ricorrenti ed il M..

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1.- Con il primo motivo del ricorso si censura il vizio di omessa motivazione in punto di accertamento della proprietà antistante alla porzione di immobile trasformata.

2.- Con il secondo motivo del ricorso si deduce il vizio di omessa o insufficiente motivazione in relazione alla ritenuta opponibilità del regolamento condominiale nella parte in cui vi si prevede un divieto di modifiche esteriori e di destinazione di uso.

3.- Con il terzo motivo di ricorso si deduce il vizio di omessa od insufficiente motivazione in relazione al ritenuto difetto di una deliberazione assembleare.

4.- Con il quarto motivo parti ricorrenti lamentano l’omessa o insufficiente motivazione circa l’affermata alterazione dell’aspetto architettonico.

5.- Con il quinto motivo del ricorso si prospetta la violazione di norme in tema di regolamentazione di spese.

6.- Una volta doverosamente esposti e riassunti, così come innanzi, i motivi del proposto ricorso, la Corte deve procedere all’esame della ricorrenza dei requisiti di procedibilità del ricorso.

Tanto pure all’esito della richiesta svolta, come in atti, dal P.G..

Il ricorso (per affermazione contenuta anche nello stesso) risulta essere stato proposto avverso la sentenza “notificata il 23.05.2011” n. 199/2011 della Corte di Appello di Lecce.

Senonchè – come da apposita ed acquista certificazione della Cancelleria di questa Corte in data 13/04/2016 – l’unica copia prodotta in atti è “una copia conforme (della detta sentenza), ma non recante la relata di notifica”.

Deve, al riguardo, rammentarsi il noto principio già affermato da questa Corte, secondo il quale “la previsione – di cui all’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2 – dell’onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al primo collima della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al risconto – da parte della Corte di cassazione – a tutela dell’esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale – della tempestività dell’esercizio del diritto di impugnazione, il quale una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l’osservanza del cosiddetto termine breve.

Nell’ipotesi in cui il ricorrente, espressamente o implicitamente, alleghi che la sentenza gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev’essere dichiarato improcedibile” (Cass., civ., SS.UU. 16 aprile 2009, n. 9005).

Deve, pertanto essere dichiarato l’improcedibilità del ricorso.

7.- Le spese vanno poste a carico delle parti ricorrenti e si determinano così come in dispositivo.

PQM

LA CORTE dichiara l’improcedibilità del ricorso e condanna i ricorrente al pagamento in favore del controricorrente delle spese del giudizio, determinate in Euro 3.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15% ed accessori come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 13 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2016

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