Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15010 del 16/06/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 16/06/2017, (ud. 15/03/2017, dep.16/06/2017),  n. 15010

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24598-2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

P.M., elettivamente domiciliato in ROMA VIA SEBASTIANO

VENIERO 31, presso lo STUDIO COZZOLINO-MAGRI’, rappresentato e

difeso dall’avvocato D’AMATO ROBERTO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 328/2009 della COMM.TRIB.REG. DELLA CAMPANIA,

depositata il 16/07/2009;

sul ricorso 24913-2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

OFFICINE SERIO DI M. E PI.MA. SNC, elettivamente

domiciliato in ROMA VIA S. VENIERO 31, presso lo STUDIO

COZZOLINO-MACRI’, rappresentato e difeso dall’avvocato ROBERTO

D’AMATO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 348/2009 della COMM.TRIB.REG. DELLA CAMPANIA

depositata il 28/07/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/03/2017 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE LOCATELLI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

A seguito di processo verbale di constatazione del 21.2.2005 redatto dalla Guardia di Finanza nei confronti della società Officine Serio di M. e Pi.Ma., l’Agenzia delle Entrate emetteva a carico di P.M., socio della società verificata, un avviso di accertamento del reddito da partecipazione relativo all’anno di imposta 1997, accertando una maggiore imposta Irpef e addizionale regionale, oltre interessi e sanzioni.

P.M. proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Napoli che lo accoglieva con sentenza n.367 del 2007.

L’Agenzia delle Entrate proponeva appello alla Commissione tributaria regionale che lo rigettava con sentenza n.328 pronunciata il 27.4.2009 e depositata il 16.7.2009.

L’Agenzia delle Entrate propone ricorso deducendo il vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 e violazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la Commissione tributaria regionale non si è pronunciata sulla eccezione di nullità della sentenza di primo grado perchè emessa senza la previa instaurazione del contraddittorio necessario con la società e l’altro socio.

P.M. resiste con controricorso.

A seguito del medesimo processo verbale di constatazione, l’Agenzia delle Entrate emetteva nei confronti della società Officine Serio snc di M. e Pi.Ma. un avviso di accertamento relativo all’anno di imposta 1997 con il quale determinava la maggiore Ilor dovuta dalla società, oltre interessi e sanzioni.

La società proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Napoli che lo accoglieva con sentenza n. 368 del 2007.

L’Agenzia delle Entrate proponeva appello alla Commissione tributaria regionale che lo rigettava con sentenza n. 348 pronunciata il 27.4.2009 e depositata il A.7.2009.

L’Agenzia delle Entrate propone ricorso deducendo il vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nonchè violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., artt. 101 e 102 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la Commissione tributaria regionale non ha rilevato la nullità della sentenza di primo grado emessa senza l’osservanza della regola sul litisconsorzio necessario tra società di persone e soci.

La società resiste con controricorso

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

A norma dell’art. 274 c.p.c. si dispone la riunione del ricorso n. 24913/2010 proposto contro la società con il ricorso n. 24598/2010 proposto contro il socio P.M..

I ricorsi sono fondati con riferimento alla violazione della regola processuale del litisconsorzio necessario in materia tributaria.

Sia le sentenze emesse nel giudizio di primo grado, sia le sentenze emesse dalla Commissione tributaria regionale sono state pronunciate senza disporre l’obbligatoria integrazione del contraddittorio nei confronti del socio Pi.Ma..

Ne risulta violato il principio secondo cui, in materia tributaria, la natura unitaria dell’accertamento di rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e dei soci delle stesse, con la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi stabilita dal D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 comporta che il ricorso tributario proposto da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi, ricorrendo un’ipotesi di litisconsorzio necessario originario a norma del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14. Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio. (Sez. U, Sentenza n. 14815 del 04/06/2008, Rv. 603330 – 01).

Pertanto, in accoglimento dei ricorsi riuniti, le sentenze impugnate devono essere cassate ed i relativi giudizi dichiarati nulli, con rinvio della cause alla Commissione tributaria provinciale di Napoli perchè proceda al un processo unitario nei confronti dei soci e della società. Si compensano le spese, considerato che la giurisprudenza di legittimità sul litisconsorzio necessario tra soci e società di persone è successiva alla proposizione dei ricorsi in oggetto.

PQM

 

Riunisce il ricorso n. 24913/20101accoglie i ricorsi riuniti, cassa le sentenze e dichiara la nullità dei giudizi; rinvia la causa alla Commissione tributaria provinciale di Napoli. Compensa le spese dell’intero processo.

Così deciso in Roma, il 15 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 16 giugno 2017

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