Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14999 del 21/07/2016

Cassazione civile sez. III, 21/07/2016, (ud. 04/03/2016, dep. 21/07/2016), n.14999

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Nel 2002 L.Q.G., O.I., L.Q.A. e L.Q.F. convennero dinanzi al Tribunale di Roma il Ministero della Salute, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni rispettivamente patiti in conseguenza della morte del loro congiunto La.Qu.Gi., deceduto in seguito ad una infezione col virus dell’HCV causata da trasfusione con sangue infetto.

Il Tribunale di Roma con sentenza 9.10.2007 accolse la domanda.

La Corte d’appello di Roma, con sentenza n. 1009 del 2014, ritenne prescritto il diritto al risarcimento del danno.

2. La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da L.Q.G., O.I., L.Q.A. e L.Q.F..

Il Ministero della Salute ha resistito con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Inammissibilità del ricorso.

1.1. Con atto ritualmente depositato in cancelleria, i ricorrenti hanno dichiarato di avere transatto la lite, e di rinunciare al ricorso, con compensazione delle spese.

L’avvocatura dello Stato nulla ha osservato.

Va, di conseguenza, rilevata l’intervenuta cessazione della materia del contendere, e quindi l’inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

1.2. Le spese restano integralmente compensate.

PQM

la Corte di cassazione, visto l’art. 380 c.p.c.:

(-) dichiara inammissibile il ricorso per cessazione della materia del contendere;

-) compensa integralmente tra le parti le spese del presente grado di giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Terza Civile della Corte di Cassazione, il 4 marzo 2016.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2016

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