Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14930 del 20/07/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. I, 20/07/2016, (ud. 19/05/2016, dep. 20/07/2016), n.14930

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPPI Aniello – Presidente –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – rel. Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 7813/2010 proposto da:

B.P. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA LAURENTINA 640, presso l’avvocato NUNZIO ROBERTO VALENZA, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIANPIERO BOSCHERO,

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

BANCA SELLA HOLDING S.P.A., già SELLA HOLDING BANCA S.P.A., già

BANCA SELLA S.P.A. (P.I. (OMISSIS)), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

MONTE ZEBIO 32, presso l’avvocato MARINA ROSSI, che la rappresenta e

difende unitamente agli avvocati GINO DA POZZO, CATERINA SELLA,

giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 973/2009 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 02/07/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

19/05/2016 dal Consigliere Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CERONI Francesca, che ha concluso per l’inammissibilità, in

subordine rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione notificata in data 15/09/2005, Banca Sella spa conveniva in giudizio B.P. davanti al Tribunale di Sezione distaccata di Bra.

Lamentava la Banca un duplice accreditamento sul conto corrente del convenuto, a sconto di un’unica cambiale, e chiedeva la restituzione del controvalore per l’importo di Euro 20.415,92.

Costituitosi il contraddittorio, il convenuto chiedeva il rigetto della domanda.

Con sentenza in data 5/05/2007, il Tribunale rigettava la domanda Avverso tale sentenza proponeva appello Sella Holding Banca S.p.A..

Costituitosi il contraddittorio, l’appellato, chiedeva il rigetto dell’appello.

La Corte di Appello di Torino, con sentenza in data 02/07/2009, in riforma, condannava il B. alla restituzione della somma di Euro 20.416,92 alla banca. Ricorre per cassazione l’appellato.

Resiste con controricorso la Banca.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo, il ricorrente lamenta violazione dell’art. 112 c.p.c., nonchè vizio di motivazione riguardo alla mancata pronuncia sull’eccezione di carenza di legittimazione attiva di Sella Holding. Con il secondo, violazione dell’art. 1832 c.c., in ordine alla decadenza prevista dal comma 2, di tale norma, sostenendo altresì l’erroneità della qualificazione Andebito oggettivo ex art. 2033 c.c..

Con il terzo, violazione dell’art. 2697 c.c., sull’onere della prova dell’indebito oggettivo, che graverebbe sulla banca e non sul cliente.

Con il quarto, vizio di motivazione di alcune risultanze processuali.

Quanto al primo motivo, va precisato che, nella specie,non rileva l’omessa pronuncia sulla eccezione di difetto di legittimazione, ma l’esistenza di tale difetto che va accertato direttamente in questa sede (tra le altre, Cass. N. 22952 del 2015; 15843 del 2015).

Dagli atti di causa emerge con chiarezza che il mutamento eccepito riguardava solo la denominazione della banca (Banca Sella S.p.A., in primo grado, Sella Holding Banca S.p.A. in secondo grado), permanendo, al contrario, la medesima sede, la rappresentanza e (l’identità), del Vice Presidente, nonchè la partita IVA (al riguardo, Cass. N. 26191 del 2010; n. 26 del 2002). Si tratta dunque del medesimo soggetto e non di successore a titolo particolare.

Il motivo è pertanto infondato.

Possono trattarsi congiuntamente il secondo e terzo motivo, strettamente connessi.

Correttamente il giudice a quo, richiamando giurisprudenza consolidata di questa Corte (tra le altre, Cass. 11749 del 2006; 4502 del 2002) distingue tra la decadenza dalla contestazione contabile dell’estratto conto nel termine semestrale (ai sensi dell’art. 1832 c.c., comma 2), che si applica ad entrambe le parti stipulanti il contratto di conto corrente, e la contestazione del rapporto obbligatorio sottostante, soggetto al termine di prescrizione proprio del negozio cui si riferisce.

Chiarisce ulteriormente il giudice a quo che la prova dell’indebito oggettivo emerge dall’esame dei documenti contabili prodotti dalla stessa banca e mai contestati costituiti da estratti conto e fotocopie di cambiali agrarie: ad ogni accredito anticipato corrispondeva la presentazione di cambiale successivamente scadente. Emerge in modo incontestabile – così la pronuncia impugnata – che uno degli accrediti è privo di causar dal momento che a fronte di esso non risultava emessa alcuna cambiale.

Da un lato ha provato l’esistenza di un accredito privo di causa dall’altro non vi è prova che esso avesse un’altra specifica causa: si tratta dunque di indebito oggettivo ex art. 2033 c.c..

I motivi appaiono infondati.

Il quarto motivo appare invece inammissibile: si intendono propone circostanze e valutazioni alternative, rispetto a quelle espresse, con motivazione adeguata e non illogica, dalla Corte di merito.

Il ricorrente sostiene che la causale dell’accredito in questione “giroconto cambiale agraria” era stato preceduto da altro giroconto: avendo avuto a disposizione somme di denaro in precedenza non previste, il B. aveva potuto “coprire” subito il debito garantito dall’ultima cambiale agraria, che,conseguentemente, alla sua scadenza, non era stata rinnovata.

Si tratta, all’evidenza, come si diceva, di censura in fatto, insuscettibile di controllo in questa sede.

Conseguentemente il ricorso va rigettato.

Le spese seguono la soccombenza.

PQM

La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in Euro 3200,00 comprensive di Euro 200,00 per esborsi; oltre spese forfettarie ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 19 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 luglio 2016

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA