Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1493 del 20/01/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 20/01/2017, (ud. 14/10/2016, dep.20/01/2017),  n. 1493

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – rel. Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 3165-2011 proposto da:

O.A., elettivamente domiciliata in ROMA VIA L. CARO 62,

presso lo studio dell’avvocato SIMONE CICCOTTI, che la rappresenta e

difende giusta delega a margine;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE UFFICIO DI MILANO (OMISSIS), AGENZIA DELLE

ENTRATE DIREZIONE GENERALE;

– intimati –

avverso la sentenza n. 150/2009 della COMM. TRIB. REG. della

LOMBARDIA, depositata il 18/12/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

14/10/2016 dal Consigliere Dott. ESPOSITO ANTONIO FRANCESCO;

udito per la ricorrente l’Avvocato CICCOTTI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MASTROBERARDINO PAOLA che ha concluso per l’accoglimento del 1

motivo di ricorso, assorbiti gli altri.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

O.A., esercente la professione di avvocato, propone ricorso per cassazione, sulla base di quattro motivi, avverso la sentenza con la quale la Commissione tributaria regionale della Lombardia, in accoglimento dell’appello dell’Agenzia delle Entrate, ha rigettato il ricorso proposto dalla contribuente avverso la cartella di pagamento relativa ad IRAP per l’anno di imposta 2003.

L’intimata non ha svolto difese.

La ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il Collegio ha autorizzato la redazione della sentenza in forma semplificata, giusta decreto del Primo Presidente del 14 settembre 2016.

2. In ordine logico, va prioritariamente scrutinato il terzo motivo di ricorso, con il quale si denuncia, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5, insufficiente e contraddittoria motivazione della sentenza impugnata.

Il motivo è fondato.

La motivazione della sentenza impugnata si esaurisce nella seguente proposizione: “”l’accertamento del requisito dell’autonoma organizzazione spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato” (da ultimo, Cass. 11 maggio 2009, n. 10841) e non certo al contribuente stesso”.

Le argomentazioni svolte dal giudice di merito, oltre ad essere carenti sotto il profilo della coerenza logica, essendo del tutto evidente che l’accertamento del presupposto d’imposta spetti al giudice e non al contribuente, risultano prive di qualsivoglia riferimento alla fattispecie concreta e non consentono, quindi, di individuare i fatti ritenuti giuridicamente rilevanti in ordine alla affermata sussistenza del presupposto impositivo dell’IRAP, non evidenziando gli elementi considerati o i presupposti della decisione ed impedendo così ogni controllo sul percorso logico – argomentativo seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento.

3. Restano assorbiti gli altri mezzi di impugnazione.

4. Conclusivamente, accolto il terzo motivo di ricorso e assorbiti gli altri, la sentenza impugnata deve essere cassata, con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lombardia in diversa composizione, la quale provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il terzo motivo di ricorso, assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale della Lombardia in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 14 ottobre 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 gennaio 2017

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