Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14881 del 20/07/2016


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Cassazione civile sez. trib., 20/07/2016, (ud. 24/02/2016, dep. 20/07/2016), n.14881

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 4042/2011 proposto da:

B.C., nq di legale rappresentante pro tempore della MA.CO

IMMOBILIARE SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIA BONCOMPAGNI

93, presso lo studio dell’avvocato MATTIA RUSSO, rappresentato e

difeso dall’avvocato DANIELE OSNATO giusta delega a margine;

– ricorrente –

contro

SERIT SICILIA SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA VINCENZO TIERI 29, presso lo

studio dell’avvocato MASSIMO PENSABENE, che lo rappresenta e difende

con procura notarile del Net. Dr. GIOVANNI BRUCIA in PALERMO rep. n.

2099 DEL 09/05/2011;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 602/2010 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di

CALTANISSETTA depositata il 10/11/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

24/02/2016 dal Consigliere Dott. PAOLA VELLA;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

BASILE Tommaso, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

B.C., nella qualità di legale rappresentante della società “MA.CO. Immobiliare s.r.l.”, propone ricorso affidato ad un unico motivo avverso la sentenza n. 602/21/2010 del 10.11.2010, con cui la Commissione tributaria regionale della Sicilia, accogliendo l’appello del Concessionario Serit Sicilia s.p.a., ha riformato la decisione della Commissione tributaria provinciale di Caltanissetta recante l’annullamento dell’iscrizione ipotecaria sugli immobili della società contribuente, e – dopo aver tra l’altro ritenuto insussistente l’eccepito difetto di giurisdizione (limitatamente alle cartelle relative ai crediti INPS ed INAIL) – ne ha affermato la piena legittimità, sebbene non preceduta dalla notifica dell’avviso di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, non essendo l’iscrizione ipotecaria qualificabile come atto di inizio dell’espropriazione, ove quest’ultima sia iniziata oltre un anno dopo la notifica della cartella esattoriale.

L’intimata Serit Sicilia s.p.a. ha resistito con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con l’unico motivo di ricorso si denunzia la “violazione e/o falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, ciò in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3”.

2. Osserva il ricorrente che, decorso un anno dalla notifica della cartella di pagamento senza che sia iniziata l’espropriazione forzata, il ruolo perde efficacia di titolo esecutivo e quindi non può farsi luogo all’iscrizione ipotecaria, in mancanza dell’avviso-intimazione previsto del citato art. 50, comma 2.

3. Il motivo è fondato.

4. In materia sono infatti intervenute le Sezioni Unite di questa Corte, che con la sentenza n. 19667 del 2014 hanno affermato i seguenti principi: a) l’iscrizione ipotecaria prevista dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77, non costituisce atto dell’espropriazione forzata, ma va riferita ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria, sicchè può essere effettuata anche senza la necessità di procedere alla notifica dell’intimazione di cui al D.P.R. n. 602 cit., art. 50, comma 2, la quale è prescritta per l’ipotesi in cui l’espropriazione forzata non sia iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento; b) in tema di riscossione coattiva delle imposte, l’Amministrazione finanziaria, prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 77 (nella formulazione vigente ratione temporis), deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative (da ultimo, quello previsto dall’art. 77, comma 2-bis, del medesimo D.P.R., come introdotto dal D.L. 14 maggio 2011, n. 70, conv. con modif. dalla L. 12 luglio 2011, n. 106), in trenta giorni per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità (ex multis v. da ultimo Cass. sez. 5, n. 13115/16).

5. Successivamente, la statuizione sub b) è stata ribadita dalle stesse Sezioni Unite, con sentenza n. 24823 del 2015, in considerazione della specificità della disposizione normativa (cfr. da ultimo Cass. sez. 6-5, ord. n. 11185 del 2016).

6. Sotto altro profilo, si è consolidato anche l’orientamento in base al quale le richiamate pronunce nomofilattiche hanno implicitamente riconosciuto che spetta al giudice qualificare giuridicamente la tesi del contribuente che ha comunque dedotto la nullità della iscrizione di ipoteca a causa della mancata instaurazione del contraddittorio, non assumendo rilievo la circostanza che sia stata invocata una norma in concreto non applicabile, dovendo il giudice dare adeguata veste giuridica ai fatti, utilizzando la normativa che ad essi si attaglia (Cass. nn. 6072, 8447, 9926, 11505 del 2015).

7. Nel caso di specie, essendo pacifico che l’iscrizione ipotecaria oggetto di causa non è stata preceduta da alcun avviso rivolto al contribuente, ed idoneo a renderlo edotto in via preventiva dell’imminente iscrizione da parte dell’agente della riscossione, la sentenza merita di essere cassata, con rinvio al giudice d’appello che in diversa composizione provvederà anche a regolare le spese processuali del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Sicilia, che provvederà anche a regolare le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 febbraio 2016.

Depositato in Cancelleria il 20 luglio 2016

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