Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1488 del 20/01/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 20/01/2017, (ud. 16/12/2015, dep.20/01/2017),  n. 1488

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata in Roma in via dei Portoghesi n. 12;

– ricorrente –

contro

FIRS ITALIANA DI ASSICURAZIONI spa in liquidazione, rappresentata e

difesa dall’avv. Valentino Fedeli, presso il quale è elettivamente

domiciliata in Roma alla via Lucrezio Caro n. 62;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio

n. 28/37/10, depositata il 3 marzo 2010;

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 16

dicembre 2015 dal Relatore Cons. Greco Antonio;

uditi l’avvocato dello Stato Zerman Paola Maria per la ricorrente e

l’avv. Valentino Fedeli per la controricorrente;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CUOMO Luigi, che ha concluso per raccoglimento del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, con due motivi, nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio che, rigettandone l’appello, nel giudizio introdotto dalla spa Firs Italiana di Assicurazioni con l’impugnazione del silenzio rifiuto serbato sull’istanza di rimborso dell’ILOR relativa agli anni dal 1983 al 1987 incluso, per un verso ha rilevato che l’istanza di rimborso cumulativa era stata presentata solo in data 18 dicembre 1998, e per altro verso ha ritenuto dovesse intendersi “tacitamente valida” la comunicazione all’Agenzia delle entrate del diritto di credito vantato, e quindi del suo diritto al rimborso, “senza avere l’obbligo di presentare ogni volta” una specifica istanza di rimborso annuale, almeno fino al 30 giugno 1997. A norma della L. 24 dicembre 2003, n. 350, art. 2, comma 58, infatti, “nel quadro delle iniziative volte a definire le pendenze con i contribuenti, e di rimborso delle imposte, l’Agenzia delle entrate provvede alla erogazione delle eccedenze IRPEL e IRPRG dovute in base alle dichiarazioni dei redditi presentate – appunto – fino al 30 giugno 1997, senza far valere la eventuale prescrizione del diritto dei contribuenti”.

Secondo il giudice d’appello erano “valide le singole dichiarazioni dei redditi, validi i crediti trascritti, senza che fossero prescritti i diritti acquisiti al rimborso delle imposte vantate e dichiarate annualmente”.

La società contribuente resiste con controricorso illustrato con successiva memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va preliminarmente disattesa l’eccezione, sollevata dalla controricorrente, di inammissibilità del ricorso per cassazione dell’Agenzia delle entrate, avverso la sentenza depositata il 3 marzo 2010, perchè notificato tardivamente.

L’atto risulta infatti affidato all’ufficiale giudiziario per la notifica il 18 aprile 2011, e quindi entro il termine “lungo” di un anno e quarantasei giorni fissato dall’art. 327 c.p.c., nel testo applicabile ratione temporis.

Col primo motivo l’amministrazione, denuncia la violazione e falsa applicazione della L. n. 350 del 2003, art. 2, comma 58, assumendo che tale disposizione, riferendosi alle sole imposte IRPEP e IRPEG, dovrebbe ritenersi di stretta interpretazione, e perciò non applicabile al caso di specie, avente ad oggetto esclusivamente l’imposta dovuta a titolo di ILOR.

Con il secondo motivo l’amministrazione, premesso di aver eccepito con l’appello la prescrizione decennale dei crediti ILOR 1983, esposti nella dichiarazione presentata il 30 luglio 1984, e ILOR 1987, esposti nella dichiarazione 1988, in quanto l’istanza di rimborso era stata presentata il 18 dicembre 1998, dopo più di dieci anni, denuncia insufficiente e contraddittoria motivazione assumendo che, a fronte della specifica individuazione dei termini dai quali sarebbe decorso ciascun nuovo termine di prescrizione, la sentenza impugnata avrebbe omesso di effettuare le dovute valutazioni, limitandosi a sostenere una generica validità delle precedenti dichiarazioni a determinare l’interruzione dei termini di prescrizione del diritto al rimborso per la totalità delle annualità oggetto delle precedenti dichiarazioni, e senza tener conto della circostanza, evidenziata dall’ufficio, che per ogni annualità decorreva un diverso termine di prescrizione.

Il ricorso, i cui due motivi vanno esaminati congiuntamente in quanto legati, è fondato.

Questa Corte ha infatti affermato che “in tema di imposte sui redditi, qualora il contribuente abbia evidenziato nella dichiarazione un credito di imposta, l’azione volta al relativo recupero è sottoposta all’ordinario termine di prescrizione decennale, sulla cui decorrenza non incidono nè il limite temporale stabilito per il controllo formale o cartolare delle dichiarazioni e la liquidazione delle somme dovute, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36 – bis, nè i limiti alla proponibilità della relativa eccezione, posti dalla L. 24 dicembre 2003, n. 350, art. 2, comma 58: la prima disposizione è volta, infatti, ad imporre un obbligo dell’Amministrazione finanziaria, senza stabilire un limite all’esercizio dei diritti del contribuente, mentre la seconda contiene un mero invito rivolto agli uffici, non suscettibile di applicazione diretta da parte del giudice” (Cass. n. 7706 del 2013, Cass. sezioni unite, 7 febbraio 2007, n. 2687).

Con riguardo all’ILOR, in particolare, si è poi chiarito che “la disposizione di cui alla L. 24 dicembre 2003, n. 350, art. 2, comma 58, secondo cui “nel quadro delle iniziative volte a definire le pendenze con i contribuenti, e di rimborso delle imposte, l’Agenzia delle entrate provvede alla erogazione delle eccedenze di IRPEF e IRPFG dovute in base alle dichiarazioni dei redditi presentate fino al 30 giugno 1997, senza far valere la eventuale prescrizione del diritto dei contribuenti”, dev’essere interpretata nel senso che dalla predetta agevolazione è esclusa l’ILOR, trattandosi di norma che, comportando una esenzione o agevolazione tributaria e introducendo un’eccezione alla regola generale contenuta nell’art. 2934 c.c., comma 1, è insuscettibile di interpretazione analogica” (Cass. n. 4786 del 2009).

Il ricorso deve essere pertanto accolto, la sentenza impugnata cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito, con il rigetto del ricorso introduttivo della contribuente.

Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo, mentre possono essere compensate fra le parti le spese per i gradi di merito.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo della contribuente.

Condanna la società contribuente al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in Euro 4.000 per compensi di avvocato, oltre alle spese prenotate a debito, e dichiara compensate fra parti le spese per i gradi di merito.

Così deciso in Roma, il 16 dicembre 2015.

Depositato in Cancelleria il 20 gennaio 2017

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