Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1484 del 22/01/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Sent. Sez. L Num. 1484 Anno 2018
Presidente: NOBILE VITTORIO
Relatore: AMENDOLA FABRIZIO

SENTENZA

sul ricorso 24986-2015 proposto da:
IAFRATE GIUSEPPE, elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA MONTE ACERO 2/A, presso lo studio dell’avvocato
GINO BAZZANI, che lo rappresenta e difende, giusta
delega in atti;
– ricorrente 2017
3477

contro

B.N.L. – BANCA NAZIONALE DEL LAVORO S.P.A., in
persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PO 25/B,
presso lo studio dell’avvocato ROBERTO PESSI, che la

Data pubblicazione: 22/01/2018

rappresenta

e

difende

unitamente

all’avvocato

FRANCESCO GIAMMARIA, giusta procura speciale notarile
in atti;
– controricorrente

avverso la sentenza n. 8464/2014 della CORTE

8307/2012;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 14/09/2017 dal Consigliere Dott. FABRIZIO
AMENDOLA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. FRANCESCA CERONI che ha concluso per
inammissibilità del ricorso;
udito l’Avvocato GINO BAllANI;
udito l’Avvocato IOLANDA GENTILE per delega verbale
Avvocato FRANCESCO GIAMMARIA.

D’APPELLO di ROMA, depositata il 15/04/2015 R.G.N.

R.G. n. 24986/2015

Fatti di causa

1. Con sentenza del 15 aprile 2015, la Corte di Appello di Roma ha
confermato, sebbene con diversa motivazione, la pronuncia di primo grado che
aveva ritenuto la legittimità del licenziamento disciplinare intimato il 9 agosto

bancarie irregolari.
2. Per la cassazione di tale sentenza ricorre il 14 ottobre 2015 il lavoratore
con un unico motivo. Resiste con controricorso la società.
Entrambe le parti hanno depositato memorie.

Ragioni della decisione

1. Con il motivo si denuncia “violazione ai sensi dell’art. 360 n. 5 c.p.c. in
riferimento all’art. 7 I. n. 300/70 e 2104 c.c. per omessa, insufficiente e
contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia: nella parte in
cui ritiene congruamente motivato il licenziamento irrogato al lavoratore sulla
base del venir meno del rapporto fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro, per
colpa del lavoratore”.
Il gravame è inammissibile in quanto la sentenza impugnata,

ratione

temporis, è sottoposta al punto n. 5) dell’art. 360, co.1, c.p.c., nella versione di
testo introdotta dall’art. 54, co. 1, lett. b), d.l. n. 83 del 2012, conv. con
modificazioni in I. n. 134 del 2012. Le Sezioni unite di questa Corte (Cass. SS.UU.
nn. 8053 e 8054 del 2014) hanno espresso su tale norma i seguenti principi di
diritto: a) la disposizione deve essere interpretata, alla luce dei canoni
ermeneutici dettati dall’art. 12 disp. prel. cod. civ., come riduzione al minimo
costituzionale del sindacato sulla motivazione in sede di giudizio di legittimità, per
cui l’anomalia motivazionale denunciabile in sede di legittimità è solo quella che si
tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante e attiene all’esistenza
della motivazione in sé, come risulta dal testo della sentenza e prescindendo dal
confronto con le risultanze processuali, e si esaurisce, con esclusione di alcuna
rilevanza del difetto di “sufficienza”, nella “mancanza assoluta di motivi sotto

2011 dalla Banca Nazionale del Lavoro Spa a Giuseppe Iafrate per operazioni

R.G. n. 24986/2015

l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto
irriducibile fra affermazioni inconciliabili”, nella “motivazione perplessa ed
obiettivamente incomprensibile”; b) il nuovo testo introduce nell’ordinamento un
vizio specifico che concerne l’omesso esame di un fatto storico, principale o
secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali,

(vale a dire che se esaminato avrebbe determinato un esito diverso della
controversia); c) l’omesso esame di elementi istruttori non integra di per sé vizio
di omesso esame di un fatto decisivo, se il fatto storico rilevante in causa sia
stato comunque preso in considerazione dal giudice, benché la sentenza non
abbia dato conto di tutte le risultanze istruttorie; d) La parte ricorrente dovrà
indicare – nel rigoroso rispetto delle previsioni di cui agli artt. 366, primo comma,
n. 6), c. p. c. e 369, secondo comma, n. 4), c. p. c. – il “fatto storico”, il cui
esame sia stato omesso, il “dato”, testuale o extratestuale, da cui ne risulti
l’esistenza, il “come” e il “quando” (nel quadro processuale) tale fatto sia stato
oggetto di discussione tra le parti, e la “decisività” del fatto stesso.
Nella specie parte ricorrente, lungi dal tenere conto dell’insegnamento
esposto da questa Corte ben prima della proposizione del ricorso per cassazione,
formula una denuncia del vizio che replica sostanzialmente il previgente testo del
n. 5) dell’art. 360 e che si palesa inammissibile alla luce del nuovo testo della
richiamata disposizione, che ha certamente escluso la valutabilità della
“insufficienza” della motivazione, limitando il controllo di legittimità all’«omesso
esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra
le parti», mentre dalla stessa articolazione della censura è escluso che ci si possa
trovare in un caso nel quale il giudice di merito abbia omesso l’esame di un fatto
decisivo, lamentando piuttosto una motivazione incongrua, anche in relazione alle
richieste istruttorie.
Pertanto il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna
del soccombente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità liquidate
come da dispositivo.

2

che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo

R.G. n. 24986/2015

Occorre dare atto infine della sussistenza per il ricorrente dei presupposti
di cui all’art. 13, co. 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002, come modificato dall’art. 1,
co. 17, I. n. 228 del 2012.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese liquidate in euro 4200,00, di cui euro 200,00 per esborsi,
oltre accessori secondo legge e spese generali al 15%.
Ai sensi dell’art. 13, co. 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002 dà atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il
ricorso incidentale a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 14 settembre 2017

P.Q.M.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA