Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14826 del 05/07/2011

Cassazione civile sez. trib., 05/07/2011, (ud. 30/06/2011, dep. 05/07/2011), n.14826

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – rel. Presidente –

Dott. D’ALONZO Michele – Consigliere –

Dott. FERRARA Ettore – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

MINISTERO DELL’ECONOMIA E FINANZE in persona del Ministro pro

tempore, AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliati in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrenti –

contro

P.L.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 104/2005 della COMM. TRIB. REG. di MILANO,

depositata il 22/11/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 3

0/06/2011 dal Presidente e Relatore Dott. FERNANDO LUPI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

APICE Umberto, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La CTR della Lombardia ha accolto l’appello di P.L. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate avente ad oggetto la domanda del contribuente di rimborso dell’IRAP per gli anni del 1998 al 2001.

Ha motivato la decisione ritenendo che ricorressero i presupposti per l’esenzione dall’imposta.

Ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi l’Agenzia delle Entrate, la contribuente non si è costituita.

Con il primo motivo l’Agenzia delle Entrate deduce l’inammissibilità della domanda avendo la contribuente fruito del condono tombale per le medesime annualità.

Il motivo è fondato. Ha ritenuto questa Corte con sentenza n. 21719/09 ha affermato: Con riferimento alla definizione automatica prevista dalla L. n. 289 del 2002, art. 9, la presentazione della relativa istanza preclude al contribuente ogni possibilità di rimborso per le annualità d’imposta definite in via agevolata, ivi compreso il rimborso di imposte asseritamente inapplicabili per assenza del relativo presupposto (nella specie, IRAP): il condono, infatti, in quanto volto a definire “transattivamente” la controversia in ordine all’esistenza di tale presupposto, pone il contribuente di fronte ad una libera scelta tra trattamenti distinti e che non si intersecano tra loro, ovverosia coltivare la controversia nei modi ordinari, conseguendo se del caso il rimborso delle somme indebitamente pagate, oppure corrispondere quanto dovuto per la definizione agevolata, ma senza possibilità di riflessi o interferenze con quanto eventualmente già corrisposto in via ordinaria.

L’altro motivo è assorbito.

Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto la causa può essere decisa nel merito con il rigetto del ricorso introduttivo della ricorrente.

In ordine alle spese la circostanza, che la giurisprudenza sulla questione decisa si sia consolidata in data successiva al ricorso per cassazione, è motivo per compensarle per l’intero giudizio.

P.T.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta il ricorso introduttivo del contribuente, compensa le spese dell’intero giudizio.

Così deciso in Roma, il 30 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 5 luglio 2011

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