Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1479 del 22/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1479 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: LA TORRE MARIA ENZA

ORDINANZA
sul ricorso 15424-2016 proposto da:
T.C.F. IMMOBILIARE SRL, in persona del legale rappresentante protempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VITTORIO
VENETO n. 146, presso lo studio legale APOLLONI &
PARTNERS, rappresentata e difesa dall’avvocato MAURO MOCCI;

– ricorrente contro
EQUITALIA SUD S.P.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
G.GIANFRANCESCHI n. 46, presso lo studio dell’avvocato
MAURO BUONINCONTRI, rappresentata e difesa dall’avvocato
FRANCESCA CRESCIMBENI;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 22/01/2018

avverso la sentenza n. 6662/38/2015 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE del LAZIO (sez. di ROMA), depositata
il 14/12/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 15/11/2017 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA

Fatti di causa
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte della
TFC immobiliare s.r.l. di cartella di pagamento, detta Società ricorre, su
tre motivi, nei confronti di Equitalia Sud s.p.a., che resiste con
controricorso, avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con cui la
C.T.R. del Lazio, in accoglimento dell’appello proposto da Equitalia
Sud s.p.a., aveva dichiarato inammissibile il ricorso introduttivo.
In particolare, il Giudice di appello rilevato che la notificazione
dell’ultima cartella inviata alla ricorrente si era perfezionata il
31.12.2012 rilevava la tardività del ricorso spedito il 19.6.2012.
T.C.F. immobiliare s.r.l. deposita successiva memoria.
Ragioni della decisione.
La ricorrente deduce l’inammissibilità dell’appello di Equitalia
Sud s.p.a., in quanto notificato in plico chiuso oltre il termine di cui
all’art. 51 d.lgs. 546/92; violazione di legge, per essere stati i documenti
prodotti in fotocopia, in violazione dell’art. 26 d.P.R. 602/73; per
errata motivazione sulla prescrizione delle cartelle.
Il ricorso è inammissibile.
Lo stesso, infatti, carente dei requisiti previsti dall’art. 366 c.p.c.,
si limita a riproporre le medesime contestazioni svolte nei gradi
precedenti, senza alcuna specificazione dei motivi di ricorso, delle
non-ne di legge asseritamente violate, né tanto meno delle
argomentazioni in diritto che sarebbero in ipotesi viziate (cfr. Cass. n.
Ric. 2016 n. 15424 sez. MT – ud. 15-11-2017
-2-

TORRE.

oti vi

24298/2016).

per i quali si chiede la cassazione della sentenza non possono essere
affidati a deduzioni generali e ad affermazioni apodittiche, con le quali
la parte non prenda concreta posizione, articolando specifiche censure
esaminabili dal giudice di legittimità sulle singole conclusioni tratte dal

ricorrente – incidentale, come quello principale – ha l’onere di indicare
con precisione gli asseriti errori contenuti nella sentenza impugnata, in
quanto, per la natura di giudizio a critica vincolata propria del processo
di cassazione, il singolo motivo assolve alla funzione condizionante il
“devolutum” della sentenza impugnata, con la conseguenza che il
requisito in esame non può ritenersi soddisfatto qualora il ricorso per
cassazione (principale o incidentale) sia basato sul mero richiamo dei
motivi di appello, una tale modalità di formulazione del motivo
rendendo impossibile individuare la critica mossa ad una parte ben
identificabile del giudizio espresso nella sentenza impugnata,
rivelandosi del tutto carente nella specificazione delle deficienze e degli
errori asseritamente individuabili nella decisione (cfr. Cass. n. 10420 del
18/05/2005; conf. n. 15882 del 1 – 7 107 12007).
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4

Le spese seguono la soccombenza, e vengono liquidate come in
dispositivo.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la società ricorrente al
pagamento delle spese, liquidate in €.. 3.500,00 oltr spese prenotate a
debito.
Roma, 15/11/2017

Ric. 2016 n. 15424 sez. MT – ud. 15-11-2017
-3-

giudice del merito in relazione alla fattispecie decisa. Invero, il

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