Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14738 del 18/06/2010

Cassazione civile sez. trib., 18/06/2010, (ud. 11/05/2010, dep. 18/06/2010), n.14738

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – rel. Presidente –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 3240-2005 proposto da:

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE in persona del Ministro pro-

tempore e AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro-tempore,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende, ope

legis;

– ricorrenti –

contro

R.R.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 40/2002 della Commissione Tributaria Regionale

di FIRENZE del 6.5.02, depositata il 03/06/2002;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’11/05/2010 dal Presidente Relatore Dott. FERMANDO LUPI.

E’ presente il P.G. in persona del Dott. RAFFAELE CENICCOLA.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Premesso che l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione nei confronti di R.R., avverso l’indicata sentenza della CTR della Toscana;

che il contribuente non si è costituito;

avendo la Corte ritenuto ricorrere i presupposti per il procedimento in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c., ha acquisito le conclusioni scritte del P.M., che ha chiesto l’accoglimento dei motivi del ricorso per essere manifestamente fondati;

nella camera di consiglio odierna il ricorso è stato deciso.

La sentenza impugnata ha accolto l’appello, e con esso il ricorso del contribuente avverso un avviso di mora per sanzioni IRPEG 1990 notificatogli quale coobbligato ai sensi dell’art. 98 del TUIR perchè amministratore di una società, ritenendo che il procedimento sanzionatorio non si fosse concluso e conseguentemente trovavano applicazione il D.Lgs. n. 472 del 1997, artt. 16 e 17 che aveva modificato le norme sulla responsabilità degli amministratori introducendo il principio del favor rei.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate con il ricorso hanno affermato che il procedimento sanzionatorio ne confronti della società di era concluso con la notifica ad essa della cartella esattoriale relativa alle sanzioni l’11.4.1997 ben prima dell’entrata in vigore il 1 aprile 1998 del nuovo sistema sanzionatorio (conseguentemente (a norma del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 27 permaneva la responsabilità solidale del rappresentante prevista dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 98.

Il ricorso è fondato in quanto conforme ai principi enunciati da questa Corte con sentenza n. 12969/07 che precisano: In tema di sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie commesse da una società, qualora il provvedimento sanzionatorio sia divenuto definitivo anteriormente al 1 aprile 1998 (data di entrata in vigore del D.Lgs 18 dicembre 1997, n. 472), e la cartella esattoriale sia stata già notificata alla società, è legittimo il procedimento di riscossione coattiva avviato nei confronti del legale rappresentante mediante la notifica del solo avviso di mora, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 46, comma 4: non può trovare infatti applicazione la disciplina dettata dal D.Lgs. n. 472 cit., artt. 16 e 17, non operando l’art. 27 del medesimo decreto, il quale contiene una norma di chiusura di carattere sostanziale applicabile ai rappresentanti legali dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina sanzionatoria, nè l’art. 25, comma 2, il quale presuppone che non sia stato ancora definito il procedimento di irrogazione della sanzione.

La sentenza impugnata va pertanto cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa con il rigetto del ricorso introduttivo del R..

L’alterno esito dei giudizi di merito è motivo per compensare le spese dell’intero giudizio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta il ricorso introduttivo del contribuente, compensa le spese dei gradi di merito e del presente.

Così deciso in Roma, il 11 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 18 giugno 2010

 

 

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