Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14738 del 13/06/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 13/06/2017, (ud. 01/02/2017, dep.13/06/2017),  n. 14738

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10233-2016 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

D.N.F., D.N.L., D.N.E., M.R.,

EQUITALIA SUD SPA (OMISSIS);

avverso la sentenza n. 5478/4/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di ROMA, depositata il 21/10/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata dell’ 01/02/2017 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La controversia concerne l’impugnazione di una cartella esattoriale, con la quale il concessionario della riscossione ha richiesto il pagamento dell’importo intimato, a titolo d’imposta complementare di registro non versata per l’anno 1993. La cartella di pagamento, basata su una sentenza della CTP di Roma divenuta definitiva il 30.7.2004 è stata notificata il 15.6.2009.

I giudici di merito, rilevando la decadenza triennale in cui sarebbe incorsa l’Amministrazione finanziaria, del D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 76, comma 2, lett. b) hanno accolto e confermato le ragioni della contribuente.

Propone ricorso – notificato a mezzo pec – l’Agenzia delle Entrate sulla base di un unico motivo, mentre la parte contribuente non si è costituita.

L’ufficio denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, comma 2, lett. b) e art. 78 nonchè dell’art. 2953 c.c., in relazione all’art. 360c.p.c., comma 1, n. 3, in quanto, secondo la l’orientamento consolidato di questa Corte, la decadenza prevista dall’art. 76, comma 2, lett. b) cit., farebbe riferimento all’ipotesi – non ricorrente nel caso di specie – in cui a seguito del giudicato sul ricorso del contribuente, che ha deciso in senso a lui sfavorevole in merito alla pretesa impositiva, l’amministrazione sia tenuta a procedere ad un ulteriore accertamento d’imposta, in questo caso, entro il termine ivi previsto, ma non nel caso in cui la cartella venga emessa sulla base dello iussum contenuto nella sentenza sfavorevole passata in giudicato.

Il ricorso va accolto in camera di consiglio, avendo il favore della giurisprudenza di questa Corte, secondo la quale “In caso di notifica di cartella esattoriale fondata su una sentenza passata in giudicato relativa ad un atto impositivo, non sono applicabili i termini di decadenza e/o prescrizione che scandiscono i tempi dell’azione amministrativa/tributaria, ma soltanto il termine di prescrizione generale previsto dall’art. 2953 c.c., perchè il titolo della pretesa tributaria cessa di essere l’atto e diventa la sentenza che, pronunciando sul rapporto, ne ha confermato la legittimità, derivandone l’inapplicabilità del termine di decadenza di cui al D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25 che concerne la messa in esecuzione dell’atto amministrativo e presidia l’esigenza di certezza dei rapporti giuridici e l’interesse del contribuente alla predeterminazione del tempo di soggezione all’iniziativa unilaterale dell’ufficio” (Cass. n. 16730/16, 4166 sez. un. 25790/09).

Nel caso di specie, pertanto, la notifica della cartella impugnata era tempestiva.

La sentenza va, pertanto, cassata e rinviata nuovamente alla Commissione Tributaria regionale del Lazio, affinchè, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia.

PQM

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Accoglie il ricorso.

Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 1 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 giugno 2017

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