Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14731 del 27/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 27/05/2021, (ud. 12/11/2020, dep. 27/05/2021), n.14731

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. PERRINO Angel – Maria –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. GALATI Vincenzo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2851-2013 proposto da:

AGENZIA DELLE DOGANE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore

p.t., dom.to in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI, n. 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO;

– ricorrente –

contro

ONAMOR DI G.F. & C. S.N.C., G.F.,

C.R. rapp. e dif., in virtù di procura speciale in calce al

controricorso, dall’Avv. FRANCO MARCOLINI, unitamente al quale è

elett.te dom.to in ROMA, alla VIA C. POMA, n. 4, presso lo studio

dell’Avv. ANTONIO CONTE;

– controricorrenti –

G.P.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 165/01/11 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE dell’EMILIA ROMAGNA, depositata il 15/12/2011;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/11/2020 dal Consigliere Dott. GIAN ANDREA CHIESI.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Osservato che la C.T.R. dell’Emilia Romagna ha accolto l’appello proposto dalla ONAMOR DI G.F. & C. S.N.C., nonchè da G.F., C.R. e G.P. avverso la sentenza n. 30/09/2007 della C.T.P. di Bologna, riconoscendo il diritto della società predetta ad “usufruire del gasolio agevolato per l’attività svolta dalla propria imbarcazione (OMISSIS)”, ai sensi di quanto previsto al punto 3 della tab. A allegata al D.Lgs. n. 504 del 1995, trattandosi di natante destinato al noleggio in favore di terzi; che avverso tale decisione l’AGENZIA DELLE DOGANE ha quindi proposto ricorso per cassazione, affidato a cinque motivi. Si sono costituiti, con controricorso, la ONAMOR DI G.F. & C. S.N.C., nonchè G.F., C.R.;

che entrambe le parti hanno depositato memoria ex art. 380-bis.1 c.p.c.;

Considerato che con il primo motivo, l’AGENZIA lamenta (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4) la violazione e falsa applicazione dell’art. 111 Cost., art. 32 c.p.c., comma 1, n. 4, e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32, comma 2, nn. 2 e 3, per essere la C.T.R. incorsa nell’omissione di motivazione pertinente” (cfr. p. 6, cpv., del ricorso) e, in ogni caso, in una motivazione “apparente ma del tutto inesistente, sul punto controverso in causa che riguardava la corretta applicazione del punto 3 della Tabella A, allegata al D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (TU accise); comunque inesistente sulle conclusioni subordinate dell’Agenzia delle Entrate relative all’anno 2000” (cfr. p. 18);

che con il secondo motivo la difesa della parte ricorrente si duole (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) della violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1995, art. 24, comma 1, del punto 3 della Tabella A, allegata allo stesso D.Lgs. n. 504 cit., del D.M. n. 577 del 1995, nonchè della L. n. 171 del 1989, art. 15 come modificato dalla L. n. 674 del 1996, art. 10, comma 11, per avere la C.T.R. ritenuto applicabile, nella specie, l’esenzione dall’accise, nonostante non vi fosse prova che il carburante sotteso alla ripresa per cui è causa fosse stato usato, in concreto, per lo svolgimento di attività esente;

che con il terzo motivo parte ricorrente lamenta (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. e dei principi generali in materia di onere della prova, per avere la C.T.R. erroneamente ritenuto che spettasse all’AGENZIA dimostrare che il carburante sotteso all’avviso di accertamento per cui è causa non fosse stato utilizzato per lo svolgimento di attività in regime di esenzione dall’accisa;

che con il quinto motivo la difesa dell’AGENZIA si duole (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) della carenza e contraddittorietà della motivazione circa la corretta individuazione dei presupposti per l’attribuzione dell’esenzione d’accisa per cui è causa;

che i motivi – i quali, salvo per quanto concerne l’anno di imposta 2000, disvelano un dedotto error in iudicando e che, dunque, per identità di questioni agli stessi sottese, ben possono essere trattati congiuntamente – sono fondati;

che questa Corte ha recentemente chiarito (Cass., Sez. 5, 23.10.2020, n. 23226) che, in tema di esenzione d’accisa per l’utilizzazione di carburante per la navigazione, il D.Lgs. n. 171 del 2005, art. 2, comma 1, lett. a), limitandosi a prevedere che “l’unità da diporto è utilizzata a fini commerciali: a) quando è oggetto di contratti di locazione e di noleggio”, va disapplicato perchè in contrasto con l’art. 14, n. 1, lett. c), della direttiva n. 2003/96/CE, dovendosi accertare, con onere della prova in capo al soggetto che invoca l’esenzione, che la navigazione da parte dell’utilizzatore implichi una prestazione di servizi a titolo oneroso (in senso conforme cfr. anche Cass., 3.11.2020, n. 24290);

che il principio suddetto, benchè affermato in relazione all’art. 2 cit., ha evidente portata generale, nel senso che la disciplina unionale riconosce carattere solo strumentale al titolo grazie al quale si consolida il potere di utilizzo sul mezzo nautico, cui deve seguire, per fruire del beneficio, la concreta utilizzazione del bene per scopi commerciali da parte del titolare del potere di fatto;

che a tali principi non si è attenuta la C.T.R., la quale, nel ritenere legittima l’esenzione per cui è causa, ne ha ravvisato il fondamento nella astratta conclusione dei contratti di noleggio relativi all’imbarcazione (OMISSIS)PS 072/D, senza verificare, al contrario, l’utilizzazione che, a seguito della conclusione di tali contratti, fu fatta del natante (e, quindi, del carburante in esso caricato);

che quanto precede determina l’assorbimento (1) del primo motivo di ricorso, nella parte in cui l’AGENZIA Si è doluta dell’omessa pronunzia,’ ad opera della C.T.R., sulle doglianze benchè sviluppate in via subordinata – relative alla non fruibilità dell’esenzione in questione per l’anno di imposta 2000, a cagione della diversità soggettiva tra soggetto autorizzato ai rifornimenti (ONAMOR DI G.F. & C. S.N.C.) e soggetto che ebbe ad emettere le fatture per il noleggio dell’imbarcazione in questione (DITTA INDIVIDUALE G.F.), nonchè (2) del quarto motivo di ricorso, con il quale l’AGENZIA ha sostanzialmente prospettato la medesima doglianza appena esposta (sia pure avuto riguardo all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) sub specie di violazione e falsa applicazione degli artt. 112 e 163 c.p.c., anche in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 18, 21 e 24 nonchè agli artt. 24 e 111 Cost.;

Ritenuto che il ricorso vada accolto, nei limiti e per le causali di cui in motivazione, con cassazione della sentenza impugnata e rinvio alla C.T.R. dell’Emilia-Romagna, in diversa composizione, affinchè decida la controversia attenendosi ai principi che precedono e liquidi, altresì, le spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

Accoglie, per le causali di cui in motivazione, il ricorso. Per l’effetto cassa la gravata decisione e rinvia alla C.T.R. dell’Emilia-Romagna, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Civile Tributaria, il 12 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 27 maggio 2021

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