Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1472 del 24/01/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 1472 Anno 2014
Presidente: SEGRETO ANTONIO
Relatore: VIVALDI ROBERTA

ORDINANZA
sul ricorso 16787-2011 proposto da:
MODA E PELLE SRL 01718660564 in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
DEI GRACCHI 209, presso lo studio dell’avvocato CARDONI
CESARE, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato
CONTICELLI GUIDO, giusta procura a margine del ricorso;
– ricorrente contro

LA SCAGLIA SRL ;
– intimata –

avverso la sentenza n. 1756/2010 della CORTE D’APPELLO di
ROMA del 22.4.2010, depositata il 16/06/2010;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
07/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA VIVALDI.

Data pubblicazione: 24/01/2014

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott.

ANTONIETTA CARESTIA.

Ric. 2011 n. 16787 sez. M3 – ud. 07-11-2013
-2-

16787/2011

Premesso in fatto.
E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:
” 1. – E’ chiesta la cassazione della sentenza della Corte

ingiuntivo per il pagamenti di canoni relativi ad immobile ad
uso commerciale.
Al ricorso proposto è applicabile la normativa di cui alla 1.
18.6.2009 n. 69 per essere la sentenza impugnata pubblicata
successivamente all’entrata in vigore della stessa
(4.7.2009).
Con unico motivo la ricorrente denuncia violazione e/o falsa
applicazione di norme di diritto, con particolare riferimento \)
agli artt. 21, 447 bis, 641, 645 c.p.c..
Il motivo è fondato sulla base del seguente principio:
” La scelta, da parte del creditore, del rito ordinario e
delle forme del procedimento monitorio per la proposizione
della domanda comporta che la relativa opposizione al decreto
ingiuntivo vada, a sua volta, proposta nella medesima forma
ordinaria,

indipendentemente dalle eccezioni

sollevate

dall’opponente le quali andranno delibate ai soli e diversi
fini dell’ammissibilità e fondatezza dell’avversa domanda
“(Cass. 14.12.2007 n. 26372; cass. 11.7.2006 n. 15720; cass.
26.7.2001 n. 10206).

3

d’Appello di Roma in data 16.6.2010 in materia di decreto

16787/2011

La Corte di cassazione, in relazione alle modalità relative
all’opposizione a decreto ingiuntivo, ha affermato che, nelle
controversie soggette al rito del lavoro, essa deve proporsi
con ricorso depositato in cancelleria entro il termine di

qualora sia stata proposta con citazione, questa può valere
come ricorso a condizione che sia depositata in cancelleria
nel termine perentorio predetto, la cui inosservanza
determina l’inammissibilità dell’opposizione (tra le molte
Cass. 2.4.2009 n. 8014).
Si è, però, precisato (Cass. 14.12.2007 n. 26372; cass.
11.7.2006 n. 15720; cass. 26.7.2001 n. 10206) che la scelta,
da parte del creditore, del rito ordinario e delle forme del
procedimento monitorio per la proposizione della domanda
comporta che l’eventuale opposizione vada, a sua volta,
proposta nella medesima forma ordinaria, indipendentemente
dalle eccezioni sollevate dall’opponente, le quali andranno
delibate ai soli fini dell’ammissibilità e della fondatezza
dell’avversa domanda.
La qualificazione del ricorso monitorio compiuto dalla parte,
quindi, assume funzione enunciativa della natura della
controversia, anche ove diversa sia la valutazione ad essa
attribuita all’opponente.
Nel caso in esame, la notifica del decreto ingiuntivo – la
cui richiesta, nelle forme del rito ordinario, era stata

4

quaranta giorni dalla notifica della ingiunzione, mentre,

16787/2011

formulata al tribunale di Viterbo – è stata effettuata in
data 3.8.2006; in periodo, quindi, feriale.
Correttamente, quindi, l’atto di opposizione è stato proposto
nella forma della citazione ed è stato notificato in data

Sulla base delle considerazioni svolte, la notificazione
dell’atto di citazione in opposizione – unico elemento cui
fare riferimento nella specie – è tempestiva (decorso dei 40
giorni dalla notificazione del decreto ingiuntivo a partire
dal 16.9.2006).
Ed

erroneamente,

la

Corte

di

merito

ha

statuito

l’improcedibilità della opposizione a decreto ingiuntivo
proposta perché tardiva ”
La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e
notificata ai difensori delle parti.
Non sono state presentate conclusioni scritte, né alcuna
delle parti è stata ascoltata in camera di consiglio.
La ricorrente ha presentato anche memoria.
Ritenuto in diritto.

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera
di consiglio, il Collegio ha condiviso i motivi in fatto ed
in diritto esposti nella relazione.
Conclusivamente, il ricorso è accolto, la sentenza cassata e
la causa rinviata alla Corte d’Appello di Roma in diversa
composizione.

5

25.10.2006.

16787/2011

Le spese sono rimesse al giudice del rinvio.
P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa e rinvia, anche per le
spese, alla Corte d’Appello di Roma in diversa composizione

di consiglio della sesta sezione civile – 3 della Corte
suprema di cassazione.

Così deciso in Roma, il giorno 7 novembre 2013, nella camera

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA