Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14693 del 11/06/2013


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Civile Sent. Sez. 6 Num. 14693 Anno 2013
Presidente: FINOCCHIARO MARIO
Relatore: FRASCA RAFFAELE

SENTENZA
sul ricorso 2236-2012 proposto da:
ENEL SERVIZIO ELETTRICO SPA 09633951000, Società con
unico azionista, soggetta all’attività di direzione e
coordinamento di Enel Spa, nella qualità di procuratore
della ENEL DISTRIBUZIONE SPA, in persona del proprio
procuratore, nonchè ENEL SERVIZIO ELETTRICO SPA, Società
con unico azionista, soggetta all’attività di direzione
e coordinamento di Enel Spa, nella sua qualità di
beneficiaria

del

ramo

di

azienda

della

Enel

Distribuzione Spa, in persona del proprio procuratore,
elettivamente domiciliate in ROMA, VIA GIROLAMO DA CARPI
6, presso lo studio dell’avvocato SZEMERE RICCARDO, che

Data pubblicazione: 11/06/2013

le rappresenta e difende unitamente all’avvocato PIETRO
GUERRA giusta procura a margine del ricorso;
– ricorrenti contro
DI TROIA CORRADO;
– intimato –

avverso la sentenza n. 1949/2010 del TRIBUNALE di
AVELLINO del 10.12.2010, depositata il 20/12/2010;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza dell’11/04/2013 dal Consigliere Relatore Dott.
RAFFAELE FRASCA.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott.
CARMELO SGROI che ha concluso per l’accoglimento del
ricorso per quanto di ragione.

)

R.g.n. 2236-12 (ud. 11.4.2013)

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

§1. Il Tribunale di Avellino, con sentenza n. 1949 del 20 dicembre 2010, ha rigettato
l’appello proposto dall’Enel Distribuzione s.p.a. avverso la sentenza del Giudice di Pace di
Avellino n. 2235 del 2008, che aveva accolto la domanda di Corrado Di Troia, intesa ad
ottenere il risarcimento del danno derivato dall’avere dovuto sborsare le tasse postali per il
pagamento delle bollette di energia elettrica, in conseguenza dell’inadempimento da parte

dell’Enel all’art. 6, comma, 4, della Deliberazione 28 dicembre 1999 n. 200, con cui
l’Autorità per L’Energia Elettrica ed il Gas (A.E.E.G) aveva imposto agli esercenti il
servizio di distribuzione e vendita dell’energia elettrica e, quindi, all’Enel, di <>. L’Enel, d’altro canto,
non aveva informato l’attore della possibilità di pagare senza oneri aggiuntivi, così
violando gli oneri di informazione su di essa incombenti.
§2. L’appello dell’Enel si era articolato, per quanto interessa riferire ai fini della
presente decisione, con l’assunto che nella specie l’art. 6, comma, 4, non aveva avuto
efficacia integrativa del contratto ed il Tribunale ha disatteso tale motivo, reputando il
contrario e precisamente che tale efficacia si era dispiegata ai sensi dell’art. 1339 c.c.
§3. Avverso la decisione del Tribunale ha proposto ricorso per cassazione l’Enel
servizio Elettrico s.p.a. (nella duplice qualità, giusta i riferimenti ai relativi atti notarili, di
procuratrice speciale dell’Enel Distribuzione s.p.a. e di beneficiaria del ramo di azienda di
quest’ultima costituito dal complesso di beni e rapporti, attività e passività relativi
all’attività di vendita di energia elettrica a clienti finali).
Al ricorso, che propone sei motivi, la parte intimata non ha resistito.

MOTIVI DELLA DECISIONE

§1. Con il primo motivo di ricorso si deduce “violazione e falsa applicazione dell’art.
2 della Legge 14 novembre 1995 n. 481”, assumendosi che la deliberazione n. 200 del
1999 e particolarmente l’art. 6, comma 4, di essa non aveva avuto l’effetto di integrare il
contratto di utenza, perché la legge n. 481 del 1995 e in specie l’art. 2, comma 12, lettera
h) di essa attribuirebbe questo effetto solo alle delibere in tema di produzione ed
erogazione di servizi, mentre il citato comma 4 dell’art. 6 avrebbe riguardato materia
estranea a tali concetti.

3
Est. Co

affaele Frasca

R.g.n. 2236-12 (ud. 11.4.2013)

Con il secondo motivo si deduce “difetto di motivazione in ordine ad un fatto
decisivo e controverso” e si lamenta un’omessa motivazione del Tribunale su come la
previsione del suddetto comma 4 dell’art. 6 potesse essere ricondotta all’ambito del citato
art. 2, comma 12, lett. h).
Il terzo motivo deduce “violazione e falsa applicazione dell’art. 2 comma 12, lett. h)
della legge 481/1995 in relazione all’art. 1196 c.c.” e ripropone in iure le considerazioni

dell’art. 1196 c.c.
Il quarto motivo lamenta “violazione e falsa applicazione dell’art. 1339 c.c.”, sotto il
profilo che erroneamente il Tribunale avrebbe attribuito comunque efficacia integrativa del
contratto all’art. 6, comma 4, citato, invocando l’art. 1339 c.c.: tale norma non poteva,
invece, trovare applicazione, perché rende possibile l’inserzione automatica di clausole del
contratto solo in sostituzione di quelle difformi previste e non invece, l’inserimento in
assenza di una specifica pattuizione contrattuale. D’altro canto, l’inserimento non era stato
possibile anche perché l’inosservanza della delibera da parte dell’Enel era espressamente
sanzionabile dall’Autorità ai sensi dell’art. 2, comma 20, lett. c) della citata 1. n. 481 del
1995.
Gli altri motivi censurano la sentenza impugnata sotto altri profili, che non merita
riferire, perché destinati ad essere assorbiti in ragione delle considerazioni che seguono.
§2. I primi quattro motivi, afferendo alla questione della idoneità dell’art. 6, comma
4, della nota deliberazione a svolgere efficacia integrativa del contratto, possono essere
considerati unitariamente ed appaiono fondati per quanto di ragione al lume del precedente
di cui alla decisione di questa Corte resa (a seguito dell’udienza dell’8 giugno 2011) con la
sentenza n. 17786 del 2011 su un ricorso dell’Enel propositivo di motivi identici in una
controversia di identico tenore, nonché di numerosissime decisioni rese a seguito della
stessa udienza dell’8 giugno 2001 ricorsi proposti da utenti contro decisioni di tribunali che
avevano rigettato domande come quella proposta dall’intimato.
Nella suddetta decisione, invocata anche dalla ricorrente (come nelle altre) ed alle cui
ampie motivazioni il Collegio rinvia, si è anzitutto affermato il seguente principio di
diritto: <>.
Dopo di che, sempre con ampia motivazione alla quale nuovamente si rinvia, si è
concluso che deve <> e che
<>.
§3. Il ricorso è, dunque, accolto per quanto di ragione sulla base dello scrutinio
complessivo ed unitario dei primi quattro motivi e la sentenza è cassata.
Gli altri motivi, essendo basati sul presupposto che la nota delibera avesse svolto
efficacia integrativa, restano assorbiti.

Est. Consi RMfaele Frasca

legge di contenuto imperativo e la deroga a norme di legge dispositive a sfavore

R.g.n. 2236-12 (ud. 11.4.2013)

§4. Il Collegio reputa a questo punto che non vi sia necessità di rinvio, potendo la
causa essere decisa nel merito, in quanto non occorrono accertamenti di fatto per ritenere
che l’appello proposto dall’Enel fosse fondato e che la domanda proposta dall’utente, in
accoglimento dello stesso ed in riforma della sentenza del Giudice di Pace resa in primo
grado, debba essere rigettata.
Al riguardo, la sua infondatezza emerge, infatti, anche per il profilo subordinato,

delibera non ha integrato il contratto per la sua indeterminatezza, l’oggetto dell’obbligo de
quo non può essere insorto.
§5. Le spese delle fasi di merito, sulle quali questa Corte deve provvedere, possono
essere integralmente compensate, giacché è notorio che nella giurisprudenza di merito la
questione di diritto dell’efficacia della norma della nota deliberazione è stata decisa in
modi opposti.
Le spese del giudizio di cassazione seguono invece la soccombenza e si liquidano in
dispositivo ai sensi del d.m. n. 140 del 2012.

P. Q. M.

La Corte accoglie il ricorso per quanto di ragione riguardo ai primi quattro motivi.
Dichiara assorbito gli altri motivi. Cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi
accolti e, pronunciando sul merito, accoglie l’appello dell’Enel e rigetta la domanda di
Corrado Di Troia. Compensa le spese dei gradi di merito. Condanna Corrado Di Troia alla
rifusione alla ricorrente delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in euro seicento, di
cui duecento per esborsi, oltre accessori come per legge.
C sì deciso nella Camera di consiglio della Terza Sezione Civile-3 1’11 aprile 2013.
o iS. Est.

Il Presidente

inerente il preteso inadempimento dell’obbligo di informazione: è evidente che, se la

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