Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14673 del 06/06/2018


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Civile Ord. Sez. 1 Num. 14673 Anno 2018
Presidente: TIRELLI FRANCESCO
Relatore: CIRESE MARINA

sul ricorso 12549/2013 proposto da:

C -U e e,

Infomatic S.r.l., già GFI S.p.a., in proprio e quale capogruppo della
A.T.S. composta dall’allora GFI s.p.a, GFI-NET s.r.I., Studio Ricerche
Sociali, Gruppo Ottico Multimedia, Almagreal & Associates, in
persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in Roma, Viale Maresciallo Pilsudski n.118, presso lo
studio dell’avvocato Stanizzi Antonio, rappresentata e difesa dagli
avvocati Giusti Gilberto, Passalacqua Ugo, giusta procura a margine
del ricorso;
-ricorrente –

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Data pubblicazione: 06/06/2018

contro

Provincia di Firenze, in persona del Presidente pro tempore,
elettivamente domiciliata in Roma, Corso d’Italia n.102, presso lo
studio dell’avvocato Mosca Giovanni Pasquale, rappresentata e

controricorso;
-controricorrente contro
Milano Assicurazioni S.p.a. – Divisione La Previdente;

– intimataavverso la sentenza n. 469/2012 della CORTE D’APPELLO di
FIRENZE, depositata il 29/03/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
06/03/2018 dal cons. CIRESE MARINA.

FATTI DI CAUSA
La GFI s.p.a.,ora Informatic s.r.I., in qualità di capogruppo di una
associazione Temporanea di Imprese, in data 9.7.2001 stipulava con
la Provincia di Firenze una convenzione per regolare l’erogazione e la
gestione del contributo per la realizzazione di un progetto con
finanziamento a carico del Fondo sociale europeo denominato
“Anyway” (prbgetto di formazione a distanza a mezzo di
computer)stipulando a tal fine due polizze fideiussorie con la Milano
Assicurazioni a garanzia del finanziamento.
Insorte contestazioni con la Provincia che si era rifiutata di
corrispondere il saldo del finanziamento, la G.F.I. s.p.a. aveva
convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale di Firenze la Provincia al
fine di ottenere il pagamento del residuo importo. L’Amministrazione
convenuta, assumendo l’inadempimento della controparte alla
convenzione, in ragione di numerose violazioni normative sotto il
profilo finanziario e contabile, spiegava domanda riconvenzionale
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difesa dall’avvocato Gualtieri Stefania, giusta procura a margine del

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso la ricorrente deduce l’omesso esame di un
fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti,
in relazione all’art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c., per non aver valutato il
giudice d’appello la circostanza che nei costi di locazione sostenuti non
rientravano soltanto i computers ma anche una serie di servizi connessi al
contratto di leasing.
Con il secondo motivo la ricorrente deduce la violazione di norme di diritto
e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro: Deliberazione Giunta
Regionale della Regione Toscana 24.2.1997 n. 197, art. 34.1.1; Circolare
del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 98/95 in riferimento
al Regolamento (CE) n. 1685/2000 della Commissione del 28 luglio 2000
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale L. 193 del 29.7.2000 norma 10 sub 3,
per avere il giudice di appello violato i criteri di ammissibilità dei costi
relativi alle attrezzature destinate alla realizzazione del progetto formativo.
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chiedendo la condanna di G.F.I. s.p.a. in solido con la Milano
assicurazioni s.p.a. alla restituzione della somma indebitamente
erogata.
Con sentenza n. 3129 del 31.7.2007 il Tribunale di Firenze
condannava la G.F.I. sp.a. in solido con la Milano Assicurazioni s.p.a.
a restituire alla Provincia di Firenze la somma di Euro 636.637,33
oltre agli interessi legali con decorrenza dal 31.3.2005 ed al rimborso
delle spese processuali.
A seguito di impugnazione della sentenza da parte della GFI s.p.a., in
proprio e quale capogruppo dell’ATS, la Corte d’Appello di Firenze con
sentenza n. 469 del 15.3.2012 respingeva l’appello.
Nel merito la Corte riteneva che il rendiconto dell’attività svolta cui
era subordinato l’erogazione del contributo da parte della Provincia
non consisteva nella sola verifica di conformità dell’esecuzione al
progetto ma anche in un controllo sulla corretta utilizzazione dei fondi
sicchè l’approvazione del preventivo di spesa non esimeva la GFI
s.p.a. dal giustificare in sede di rendiconto con quali modalità la spesa
fosse stata effettuata, tenuto conto altresì che uno dei due contraenti
è un soggetto pubblico. Aggiungeva la Corte che trattandosi di
progetto finanziato con il FSE i costi sostenuti dovevano essere reali e
sostenuti secondo principi di economia e di gestione finanziaria nel
rispetto del rapporto costi benefici.
Avverso detta pronuncia la Informatic s.r.l. (già GFI s.p.a.)
proponeva ricorso per cassazione articolato in due motivi, cui
resisteva con controricorso la Provincia di Firenze.
Parte ricorrente depositava memoria.

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Entrambe le doglianze svolte da parte ricorrente vertono sulle spese
sostenute dall’Associazione Temporanea di Imprese e segnatamente dalla
capogruppo Informatic s.r.l. per la locazione delle attrezzature da destinare
alla realizzazione del progetto “Anyway” oggetto della convenzione
stipulata con la Provincia di Firenze.
Con riguardo a tali spese, la Corte territoriale ha in primis sottolineato che
l’approvazione del preventivo di spesa da parte della Provincia non
esonerava la GFI s.p.a. dal giustificare le spese sostenute in sede di
rendicontazione finale obbligandola anzi a dare conto della corretta
utilizzazione dei fondi assegnati.
Con particolare riguardo alla locazione dei computers, la Corte ha
sottolineato le modalità definite “anomale” con cui sono state acquisite le
attrezzature ( in quanto prima acquistate, poi rivendute ad una società di
leasing al doppio del prezzo di acquisto ed infine prese in locazione dalla
stessa ad un canone superiore al triplo del prezzo di acquisto) con
conseguente lievitazione dei costi ritenendo tale modus operandi non
rispondente ad una corretta gestione amministrativo-finanziaria.
Ciò premesso, la prima censura svolta da parte ricorrente è inammissibile.
Ed invero, a prescindere dal rilievo che dalla lettura della sentenza
impugnata si ricava che l’inadempimento della società ricorrente non è
basato solo su tale profilo (avendo la Provincia contestato anche le
modalità di svolgimento dell’attività formativa e didattica e la mancata
realizzazione del progetto “..in quanto delle 450 partecipanti solo il
58.77% hanno concluso il percorso formativo e non sono stati realizzati i
previsti percorsi personalizzati di occupazione autonoma e dipendente”)
parte ricorrente mira a sollecitare da parte del giudice di legittimità una
rivisitazione del giudizio operato dalla corte di merito circa l’ammissione
delle spese di acquisto/finanziamento delle attrezzature necessarie per
l’esecuzione della convenzione, che a sua volta postula una valutazione nel
merito delle risultanze istruttorie preclusa a questa Corte.
Va del pari dichiarata inammissibile la seconda censura che, a prescindere
dalla sua formulazione in termini generici, ugualmente attinge la
valutazione operata dalla corte di merito circa l’ammissibilità dei costi
sostenuti dalla GFI s.p.a per le attrezzature utilizzate.
In conclusione il ricorso va dichiarato inammissibile.
La regolamentazione delle spese del giudizio segue la soccombenza.
Ricorrono le condizioni per l’applicazione al ricorrente dell’art. 13 comma
1 quater d.p.r. 30 maggio 2002 n. 115.

Dichiara inammissibile il ricorso;
condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità
pari ad Euro 5000,00 oltre ad Euro 200,00 per esborsi ed accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002 dà atto
della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto
per il ricorso incidentale a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 6 marzo 2018.
IL P

E

Fra cTif !li
Il Funzionario Giudi
Dott..s. sa Fobrizia BA

P.Q.M.

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