Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14653 del 13/06/2017


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Cassazione civile, sez. un., 13/06/2017, (ud. 06/06/2017, dep.13/06/2017),  n. 14653

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Primo Presidente f.f. –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di Sez. –

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente di Sez. –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. CHINDEMI Domenico – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione proposto da:

UNICREDIT s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore,

rappresentata e difesa dagli Avvocati Andrea Guarino, Cecilia

Martellii e Andrea Fioretti, con domicilio eletto nello studio dei

primi due in Roma (studio legale Guarino), piazza Borghese, n. 3;

– ricorrente –

contro

G.S.E. – GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI – S.p.A., in persona del

legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli

Avvocati Ernesto Stajano e Fabio Garella, con domicilio eletto nello

studio di quest’ultimo in Roma, via Sardegna, n. 14;

– controricorrente –

contro

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA

TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE;

– intimati –

e nei confronti di:

ENERGETIC SOURCE SOLAR PRODUCTION s.r.l.; EAM SOLAR ITALY HOLDING

s.r.l.;

– intimate –

per regolamento preventivo di giurisdizione nel giudizio pendente

innanzi al TAR del Lazio R.G. n. 2495/2016.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 6

giugno 2017 dal Consigliere Dott. Alberto Giusti;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. DEL CORE Sergio, che ha

concluso per l’inammissibilità del proposto ricorso per regolamento

di giurisdizione e, in subordine, per la statuizione della

giurisdizione del giudice amministrativo.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – La s.p.a. Unicredit ha chiesto al Tribunale amministrativo regionale del Lazio l’annullamento dell’atto in data 20 novembre 2015 con la quale il Gestore dei servizi energetici (d’ora in poi, anche GSE) comunicava alla ricorrente, nella sua qualità di cessionaria dei crediti sorgenti a favore della s.r.l. Energetic source solar production (d’ora in poi, anche ESSP) in conseguenza del riconoscimento del diritto alla tariffa incentivante per l’energia elettrica di origine fotovoltaica prodotta dall’impianto “(OMISSIS)”, la decadenza dal diritto alla predetta tariffa incentivante unitamente alla richiesta di restituzione delle somme percepite, nonchè di ogni atto antecedente o presupposto al predetto, ivi compresi i decreti adottati dal Ministro per lo sviluppo economico di concerto con il Ministro per l’ambiente in data 19 febbraio 2007 ed in data 6 agosto 2010, e del decreto adottato in data 31 gennaio 2014 dal Ministro per lo sviluppo economico.

Con successivo ricorso per motivi aggiunti, Unicredit ha impugnato dinanzi al TAR del Lazio la nota con cui il GSE ha provveduto a richiedere ad essa ricorrente, nella stessa qualità di cessionario, la restituzione degli incentivi indebitamente percepiti sin dal momento dell’avvenuta cessione del contratto.

Unicredit ha anche avanzato una domanda risarcitoria nei confronti del GSE.

Si è costituito in giudizio il GSE, chiedendo il rigetto dei ricorsi.

2. – Nella pendenza del giudizio dinanzi al Tribunale amministrativo regionale, Unicredit ha proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, con atto notificato il 13 e il 14 luglio 2016, chiedendo affermarsi la giurisdizione del giudice ordinario.

2.1. – La ricorrente premette di avere cautelativamente promosso il giudizio dinanzi al TAR, adeguandosi all’indicazione sulla giurisdizione espressamente contenuta negli atti del GSE che sono stati impugnati, ma nutrendo il convincimento che la controversia verta su diritti soggettivi e appartenga alla giurisdizione del giudice ordinario.

Sostiene Unicredit di avere nella specie effettuato, nello svolgimento della sua ordinaria attività bancaria, un finanziamento ad un’impresa (la Energetic source solar production – ESSP), assistito da una garanzia, costituita dalla cessione di alcuni crediti vantati dall’impresa finanziata.

Nello specifico – afferma la ricorrente – la garanzia è costituita dai crediti vantati dall’impresa nei confronti del GSE a titolo di tariffa incentivante per la produzione di energia pulita.

Secondo la ricorrente, la fattispecie esulerebbe dall’esercizio di poteri autoritativi da parte del Gestore, e Unicredit non sarebbe inquadrabile tra i destinatari di incentivi pubblici o tra i produttori di energia pulita. Il rapporto tra Unicredit e Gestore sarebbe di natura esclusivamente negoziale, indipendentemente dalla natura del rapporto originariamente intercorrente tra cedente e debitore ceduto.

D’altra parte, in punto di fatto non formerebbe oggetto di contestazione la circostanza che Unicredit non ha mai concretamente azionato la garanzia costituita dalla cessione dei crediti vantati da ESSP nei confronti del GSE. Poichè dunque Unicredit non ha mai percepito alcuna somma dal GSE, la pretesa restitutoria del GSE nei confronti di Unicredit non potrebbe essere attratta, neppure ai fini della giurisdizione, nell’ambito della controversia tra GSE ed ESSP.

Inoltre, l’accertamento da parte del GSE dell’assenza del diritto alla tariffa incentivante per mancanza dei requisiti indicati direttamente dalla normativa vigente, esulerebbe dall’esercizio di poteri discrezionali autoritativi e rientrerebbe nella giurisdizione del giudice ordinario.

Infine, ad avviso della ricorrente, non ci si troverebbe neppure nell’ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo di cui all’art. 133, comma 1, lettera o), cod. proc. amm..

3. – Il Gestore ha depositato atto di controricorso, chiedendo il rigetto del ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione.

3.1. – Ad avviso del Gestore, il contratto di cessione del credito tra titolare dell’impianto e istituto cessionario sarebbe un atto interno, inidoneo ad incidere sulla sostanza pubblicistica che caratterizza i sistemi di incentivazione delle energie rinnovabili. La convenzione stipulata tra GSE e titolare dell’impianto per la definizione degli importi e delle modalità dell’incentivazione riconosciuta all’esito di procedure ad evidenza pubblica, non renderebbe privatistico un rapporto di incentivazione orientato a soddisfare l’interesse alla produzione di energia pulita. Ad avviso del Gestore, la giurisdizione in materia di assegnazione degli incentivi ovvero di decadenza dagli stessi apparterrebbe alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 133, comma 1, lettera o), cod. proc. amm..

4. – Gli altri intimati non hanno svolto attività difensiva in questa sede.

5. – Il regolamento di giurisdizione è stato avviato alla trattazione camerale sulla base delle conclusioni scritte del pubblico ministero, ai sensi dell’art. 380-ter c.p.c., con cui si chiede dichiararsi l’inammissibilità del proposto ricorso, per difetto di interesse ad agire, non sussistendo alcun elemento di fatto e di diritto che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito. In subordine, il pubblico ministero ha concluso per l’affermazione della giurisdizione del giudice amministrativo, sul rilievo che la dichiarata decadenza dal diritto e la consequenziale richiesta di restituzione degli incentivi percetti non sarebbero riconducibili a un’accertata o contestata frattura del sinallagma contrattuale, ma al potere autoritativo di revisione del provvedimento ammissivo al beneficio economico, viziato per violazione di legge, al cospetto del quale potrebbe configurarsi solo una posizione di interesse legittimo al corretto esercizio del potere.

In prossimità dell’adunanza in camera di consiglio Unicredit ha depositato una memoria illustrativa per replicare alle conclusioni del pubblico ministero.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – Si tratta di stabilire a chi spetti la giurisdizione nella controversia vertente sulla legittimità dell’atto con cui il Gestore dei servizi energetici, in esito ad un procedimento di verifica, ha comunicato alla banca, nella sua qualità di cessionario dei crediti sorgenti a favore del cedente in conseguenza del riconoscimento del diritto alla tariffa incentivante per l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico, la decadenza dal diritto alla predetta tariffa incentivante.

2. – Il proposto regolamento di giurisdizione è ammissibile, dovendosi disattendere l’eccezione formulata dal pubblico ministero.

2.1. – Invero, il regolamento preventivo di giurisdizione può essere proposto da ciascuna parte, e quindi anche dall’attore o dal ricorrente nel giudizio di merito, essendo palese, in presenza di ragionevoli dubbi sui limiti esterni della giurisdizione del giudice adito, la sussistenza di un interesse concreto ed immediato ad una risoluzione della questione da parte delle Sezioni Unite della Corte di cassazione, in via definitiva ed immodificabile, anche al fine di ottenere un giusto processo di durata ragionevole (Cass., Sez. U., 21 settembre 2006, n. 20504; Cass., Sez. U., 25 ottobre 2013, n. 24155; Cass., Sez. U., 16 dicembre 2013, n. 27990; Cass., Sez. U., 10 febbraio 2017, n. 3557).

Nella specie, il ricorrente, sin dalla proposizione della impugnativa, ha dichiarato di avere adito il TAR soltanto per adeguarsi all’indicazione sulla giurisdizione espressamente contenuta negli atti del Gestore oggetto della richiesta di annullamento, ma ha contestualmente sollevato l’autoeccezione di giurisdizione, rappresentando (v. pagg. 34 e 35 dell’atto introduttivo dinanzi al giudice a quo) l’oggettiva sussistenza di seri dubbi sulla competenza giurisdizionale di quel giudice, in una fattispecie caratterizzata dalla mancanza, al momento della proposizione del ricorso, di precedenti di questa Corte regolatrice.

3. – Nel merito, tuttavia, il ricorso è infondato, spettando la giurisdizione al giudice amministrativo.

La causa vede contrapposto alla società ricorrente un soggetto appartenente alla pubblica amministrazione, tale essendo il Gestore dei servizi energetici, società per azioni che svolge funzioni di natura pubblicistica nel settore elettrico, ed in particolare in tema di incentivazione dell’energia elettrica da fonte rinnovabile, il cui azionista unico è il Ministero dell’economia e delle finanze e che attende alla gestione di detto sistema pubblico di incentivazione anche mediante la concreta erogazione delle tariffe (Cass., Sez. U., 24 febbraio 2014, n. 4326).

La causa rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133, primo comma, lettera o), cod. proc. amm., che contempla “le controversie, incluse quelle risarcitorie, attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione concernenti la produzione di energia, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche e quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti”.

Infatti, nel caso di specie, il G.S.E., nell’ambito della gestione del sistema pubblico di incentivazione dell’energia elettrica da fonte rinnovabile e nell’esercizio dei poteri di competenza, ha accertato la carenza ab origine di una delle condizioni indefettibili per l’accesso ai chiesti benefici, stante la mancanza di veridicità delle dichiarazioni prodotte e delle informazioni fornite da ESSP al fine di ottenere il provvedimento agevolativo.

E la controversia – concernendo la dichiarata decadenza dal diritto cennano e la conseguenziale richiesta di restituzione dei contributi percetti – attiene ad un provvedimento riguardante l’incentivazione della produzione di energia elettrica dalla fonte solare: concerne, quindi, la “produzione di energia”, essendo la previsione di contributi tariffari un efficace strumento di indirizzo della produzione energetica nazionale (Cass., Sez. U., 27 aprile 2017, nn. 10409, 10410 e 10411; Cass., Sez. U., 4 maggio 2017, n. 10795).

D’altra parte, è bensì esatto che Unicredit non è produttore di energia pulita, ma il credito che ad essa è stato ceduto a seguito del finanziamento dell’impresa finanziata (ESSP) non può essere considerato al di fuori del rapporto da cui trae origine, non essendo ipotizzabile un differente atteggiarsi del provvedimento di decadenza, e della giurisdizione che su di esso si innesta, a seconda dei destinatari dei suoi effetti giuridici.

3. – E’ dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo.

Sussistono le condizioni di legge per disporre la compensazione tra le parti delle spese del regolamento.

PQM

 

La Corte dichiara la giurisdizione del giudice amministrativo e compensa tra le parti le spese processuali.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 6 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 giugno 2017

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