Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14652 del 13/06/2017


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Cassazione civile, sez. un., 13/06/2017, (ud. 06/06/2016, dep.13/06/2017),  n. 14652

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Primo Presidente f.f. –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di sez. –

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente di sez. –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. CHINDEMI Domenico – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione proposto da:

G.S.E. – GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI – S.p.A., in persona del

legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli

Avvocati Sergio Fidanzia e Angelo Gigliola, con domicilio eletto nel

loro studio in Roma, via Giovanni Antonelli, n. 4 (studio legale

Amministrativisti Europei Associati);

– ricorrente –

contro

ASJA AMBIENTE ITALIA s.p.a., in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dagli Avvocati Francesco Saverio

Marini ed Ernesto Sticchi Damiani, con domicilio eletto nello studio

del primo in Roma, via di Villa Sacchetti, n. 9;

– resistente –

nei confronti di:

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA

TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, in persona dei rispettivi Ministri

pro tempore, rappresentati e difesi, per legge, dall’Avvocatura

generale dello Stato, e presso gli Uffici di questa domiciliati in

Roma, via dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrenti –

e nei confronti di:

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO (AEEG);

– intimata –

per regolamento preventivo di giurisdizione nel giudizio pendente

innanzi al Tribunale ordinario di Roma, sez. 2, R.G. n. 42900 del

2015;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del 6

giugno 2017 dal Consigliere Dott. Giusti Alberto;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. RUSSO Rosario Giovanni, che ha

concluso per il rigetto del ricorso, per la statuizione della

giurisdizione del giudice ordinario e per la condanna dei

soccombenti al rimborso delle spese.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – Con atto di citazione notificato il 24 giugno 2015, la s.p.a. Asja Ambiente Italia ha convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale ordinario di Roma il Gestore dei Servizi Energetici s.p.a. (d’ora in poi, anche G.S.E.), il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonchè l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, per ivi sentire, per ciascuno degli impianti fotovoltaici di sua proprietà: (a) accertare il diritto all’adeguamento annuale delle tariffe incentivanti in base agli indici ISTAT, secondo quanto stabilito dal D.M. 28 luglio 2005, e dalle convenzioni stipulate con il G.S.E. – in via principale – previo accertamento dell’intervenuto annullamento, ad opera del giudice amministrativo (sentenza del TAR Lombardia n. 2125 del 2006, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 1435 del 2008), del D.M. 6 febbraio 2006, art. 8, e – in via subordinata – previa disapplicazione dello stesso D.M. 6 febbraio 2006, artt. 4.1. e 8; (b) in via ulteriormente subordinata, riconoscere e dichiarare il diritto all’adeguamento annuale delle tariffe incentivanti agli indici ISTAT a far data dal 1 gennaio 2013 (giorno di decorrenza dell’abrogazione del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, art. 7) e fino a tutto il residuo periodo di incentivazione risultante dalle convenzioni stipulate con il G.S.E.; (c) in via ulteriormente gradata, sospendere il giudizio e rimettere alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, art. 7, comma 2, lett. b), per violazione degli artt. 3, 41 Cost. e art. 117 Cost., comma 1, nonchè delle direttive 2001/77/CE, 2003/30/CE, 2009/28/CE; (d) in via di ulteriore subordine, accertare il diritto a percepire la tariffa in base all’ultimo aggiornamento ISTAT effettuato dal G.S.E. per l’anno 2012.

In particolare, la società Asja Ambiente Italia ha esposto di essere titolare di impianti fotovoltaici ammessi a beneficiare delle tariffe incentivanti previste del D.Lgs. n. 387 del 2003, art. 7, e dal D.M. 28 luglio 2005, (c.d. Primo conto energia), e di avere a tal fine stipulato le convenzioni con il G.S.E., ed ha premesso che l’art. 6, comma 6, del citato D.M. prevedeva l’aggiornamento annuale della tariffa dal primo gennaio di ogni anno sulla base del tasso di variazione annuo, riferito ai dodici mesi precedenti.

La Asja Ambiente Italia ha lamentato che il sopravvenuto D.M. 6 febbraio 2006, – sostituendo il citato art. 6, comma 6, con l’art. 4, comma 1, in combinato disposto con l’art. 8, comma 1 – avrebbe illegittimamente innovato la disciplina dell’adeguamento ISTAT originariamente prevista ed in senso peggiorativo per la posizione di essa attrice, in particolare escludendo l’adeguamento annuale ISTAT per tutta la durata ventennale della convenzione.

L’attrice si è doluta del fatto che, nonostante l’intervenuto annullamento, da parte del TAR Lombardia, con sentenza confermata dal Consiglio di Stato, del richiamato dal D.M. 6 febbraio 2006, art. 8, il G.S.E. – a seguito della sentenza dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato 4 maggio 2012, n. 9, che ha invece affermato la legittimità delle disposizioni normative introdotte dal D.M. 6 febbraio 2006, e l’esclusione di qualsiasi violazione del principio di irretroattività e del legittimo affidamento dei soggetti che avevano presentato le domande di ammissione agli incentivi negli anni 2005 e 2006 – abbia cessato di adeguare agli indici ISTAT le tariffe incentivanti riconosciute agli impianti di sua proprietà.

2. – Nel giudizio dinanzi al Tribunale ordinario si è costituito il Gestore dei Servizi Energetici, eccependo preliminarmente il difetto di giurisdizione del giudice ordinario e chiedendo nel merito il rigetto della domanda.

3. – Nella pendenza del giudizio dinanzi al Tribunale ordinario, il Gestore ha proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, chiedendo la statuizione della spettanza della giurisdizione al giudice amministrativo.

3.1. – Il ricorrente ritiene che sussista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133 c.p.a., lett. o), che affida a tale giurisdizione “le controversie, incluse quelle risarcitorie, attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione concernenti la produzione di energia”. Ad avviso del Gestore, essendovi un rapporto di necessaria strumentalità tra l’incentivo e la produzione, rientrerebbero nelle procedure contemplate dalla citata disposizione l’ammissione all’incentivazione, la determinazione del suo ammontare, compreso il calcolo o meno dell’incentivo ISTAT, e il procedimento che dispone il recupero. Il titolo per la corresponsione delle tariffe incentivanti sarebbe rappresentato dai provvedimenti amministrativi con i quali il Gestore ha ammesso gli impianti di proprietà dell’attrice agli incentivi del Primo Conto Energia, all’esito di un procedimento amministrativo regolato da fonti attributive del potere di rango primario e secondario e dal medesimo D.M. 28 luglio 2005. Gli atti con i quali il Gestore provvede alla rideterminazione delle tariffe incentivanti sarebbero anch’essi provvedimenti amministrativi, adottati dal medesimo Gestore all’esito di specifici procedimenti amministrativi nell’esercizio dei poteri di autotutela conseguenti alle specifiche normative intervenute sul decreto ministeriale fonte dell’incentivazione.

In ogni caso, alla stessa conclusione dovrebbe pervenirsi, secondo il ricorrente, in base all’ordinario criterio di riparto della giurisdizione. La misura delle tariffe incentivanti e quindi anche il loro preteso adeguamento agli indici ISTAT non dipendono dalle convenzioni sottoscritte con il G.S.E., bensì – si assume – dai provvedimenti di concessione delle agevolazioni adottati sulla base di un procedimento regolato da leggi e regolamenti. La modalità di adeguamento delle tariffe incentivanti agli indici ISTAT non potrebbe considerarsi come un inadempimento contrattuale regolato dalle norme civilistiche, bensì come una conseguenza dell’esercizio di un potere pubblicistico del G.S.E., a fronte del quale sussiste una posizione di interesse legittimo. La posizione giuridica soggettiva fatta valere dall’attrice sarebbe di interesse al legittimo esercizio da parte del Gestore del potere di rimodulazione tariffaria.

4. – La Asja Ambiente Italia s.p.a. non ha resistito con controricorso, ma ha depositato un atto di costituzione, chiedendo il rigetto del ricorso per inammissibilità e infondatezza dei rilievi in esso contenuti.

5. – Il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno depositato controricorso, concludendo per la giurisdizione del giudice amministrativo.

6. – L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico non ha svolto attività difensiva in questa sede.

7. – Il regolamento di giurisdizione è stato avviato alla trattazione camerale sulla base delle conclusioni scritte del pubblico ministero, ai sensi dell’art. 380 ter c.p.c., con cui si chiede dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario.

In prossimità dell’adunanza in Camera di consiglio il Gestore ha depositato una memoria per replicare alle conclusioni del pubblico ministero.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – La controversia ha ad oggetto, nella sostanza, il D.M. 6 febbraio 2006: più specificamente, verte sulla legittimità della previsione retroattiva di soppressione dell’aggiornamento Istat della tariffa applicabile alla società attrice.

Come già statuito da queste Sezioni Unite (ordinanze 27 aprile 2017, nn. 10409, 10410 e 10411), la causa rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133 c.p.a., comma 1, lett. o), che contempla “le controversie, incluse quelle risarcitorie, attinenti alle procedure e ai provvedimenti della pubblica amministrazione concernenti la produzione di energia, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche e quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti”. Infatti, la domanda attiene ad un provvedimento riguardante criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica dalla fonte solare: concerne, quindi, la “produzione di energia”, essendo la previsione di incentivi tariffari un efficace strumento di indirizzo della produzione energetica nazionale.

2. – E’ dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo. Sussistono le condizioni di legge per disporre la compensazione tra le parti delle spese del regolamento.

PQM

 

La Corte dichiara la giurisdizione del giudice amministrativo e compensa tra le parti le spese processuali.

Così deciso in Roma, il 6 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 giugno 2017

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