Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14650 del 18/07/2016

Cassazione civile sez. III, 18/07/2016, (ud. 08/04/2016, dep. 18/07/2016), n.14650

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMBROSIO Annamaria – Presidente –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – rel. Consigliere –

Dott. DI MARZIO Fabrizio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 30694/2011 proposto da:

M.D. e B.A., elettivamente domiciliati in ROMA,

VIA QUINTINO SELLA 23, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO

CANCRINI, rappresentati e difesi dall’avvocato MARCO FRANCESCON

giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

UFFICIO CENTRALE ITALIANO – U.C.I., H.F.H., HAASER

TRANSPORT S.R.L., INTERUNFALL;

– intimati –

avverso la sentenza n. 2976/2010 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 05/11/2010, R.G.N. 2008/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

08/04/2016 dal Consigliere Dott. ENZO VINCENTI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARDINO Alberto, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. – I coniugi B.A. e M.D. convennero in giudizio, davanti al Tribunale di Milano, l’U.C.I. – Ufficio Centrale Italiano, H.F.H., la Hassler Transport s.r.l. e l’Interunfall Ass.ni per sentirli condannare in solido al risarcimento dei danni da loro subiti in conseguenza di un sinistro stradale.

Con sentenza del 10 maggio 2000, il Tribunale di Milano condannò in solido l’U.C.I., H.F.H., la Hassler Transport s.r.l. e l’Interunfall Ass.ni a pagare Lire 354.416.761 ad B.A. e Lire 473.649.000 a M.D., oltre accessori per entrambi, a titolo di risarcimento dei danni subiti nell’anzidetto incidente stradale, compensando per tre quarti le spese di lite tra le parti e liquidando in favore degli attori il restante quarto, quantificandolo in complessive Lire 6.500.000.

2. – I coniugi B. – M. proposero impugnazione contro tale sentenza, lamentando una insufficiente liquidazione dei danni subiti e delle spese di lite.

2.1. – Con sentenza del 4 giugno 2002, la Corte d’Appello di Milano riformò esclusivamente il capo della sentenza di primo grado relativo al rimborso delle spese processuali, condannando i convenuti al pagamento dei tre quarti delle stesse, liquidati in complessivi Euro 9.910,81, e compensando il rimanente quarto.

Per il resto, la Corte territoriale confermò la sentenza di primo grado e compensò tra le parti le spese del giudizio d’appello nella misura di un quarto.

3. – Avverso tale decisione B.A. e M.D. proposero ricorso per cassazione sulla base di tre motivi con cui lamentarono esclusivamente l’errata liquidazione delle spese processuali.

3.1. – Con sentenza n. 2748 dell’8 febbraio 2007, questa Corte accolse il ricorso, riconoscendo che, in contrasto con l’orientamento consolidato di legittimità, “la Corte di merito (aveva) liquidato sia per il primo che per il secondo grado di giudizio le spese, i diritti e gli onorari in misura inferiore a quella richiesta con nota specifica dettagliata senza fornire la benchè minima motivazione”. Donde la cassazione della sentenza impugnata relativamente al punto concernente la liquidazione delle spese del giudizio di primo e di secondo grado, con rinvio, anche per le spese del giudizio di Cassazione, ad altra sezione della Corte territoriale, essendo necessaria una nuova valutazione del merito.

4. – A seguito di riassunzione del giudizio ad opera dei coniugi B. – M., la Corte di appello di Milano, con sentenza resa pubblica il 5 novembre 2010, “compensate fra loro le spese di lite nella misura di un quarto”, condannava in solido fra loro i convenuti UCI, H.F.H., Hassler Transport s.r.l. e l’Interunfall Ass.ni a rimborsare agli appellanti i restanti tre quarti delle spese di al primo giudizio, che liquidava in Euro 2.559, Euro 4.332,00 per diritti ed Euro 13.456,00 “oltre ad accessori tariffari, previdenziali condannava, altresì, i medesimi appellati in rimborsare agli stessi appellanti le spese giudizio di legittimità e di quello di rinvio.

La Corte territoriale osservava, preliminarmente, come, tanto la causa (articolatasi in ben otto anni di attività istruttoria davanti al giudice di “prime cure”), quanto la vicenda (“consistita nel risarcimento dei danni a seguito di incidente stradale cagionato dall’autoarticolato di proprietà della Hassler Tranport che aveva investito ben diciotto autovetture che lo precedevano”) fossero complesse e, dopo aver rilevato che la “Corte d’Appello di Milano, con sentenza 1499/02, aveva liquidato le spese compensandole sia per il primo che per il secondo grado nella misura di un quarto e ponendo la rimanente parte, costituita dai tre quarti, a carico dei convenuti”, riconosceva che su tale statuizione si era formato il giudicato.

Il giudice di secondo grado assumeva, quindi, di doversi attenere al principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione, secondo cui, “qualora la parte avesse presentato nota specifica con l’indicazione delle spese sostenute, dei diritti e degli onorari, spettanti, il giudice non poteva procedere ad una liquidazione globale al di sotto delle somme richieste, ma era tenuto ad indicare dettagliatamente le singole voci che riduceva perchè richieste in misura eccessiva o eliminava perchè non dovute”.

Pertanto, il giudice del rinvio, riconoscendo che la nota spese presentata dalle parti e risultante agli atti appariva “redatta analiticamente sulla base della tariffa applicabile in relazione allo scaglione di riferimento ed alla complessa attività istruttoria svolta e riscontrabile agli atti”, e rilevato che, nel caso di specie, non si configuravano “elementi che giustifichino una riduzione delle singole voci evidenziate nella nota spese”, concludeva nel senso che “si deve procedere alla liquidazione in modo conforme a quanto richiesto dalla parte in relazione alle spese ed ai diritti, ridotti gli onorari al minimo tabellare”.

7. – Per la Cassazione di tale sentenza ricorrono B.A. e M.D., affidando le sorti dell’impugnazione ad un unico motivo.

Non hanno svolto attività difensiva in questa sede gli intimati U.C.I. – Ufficio Centrale Italiano, H.F.H., la Hassler Transport s.r.l. e l’Interunfall Ass.ni

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. – Con l’unico motivo di ricorso è denunciata, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la nullità della sentenza e/o del procedimento per violazione dell’art. 384 c.p.c., comma 2.

La Corte d’Appello, non liquidando gli onorari in modo conforme alla nota spese analitica presentata da B.A. e M.D., bensì riducendoli al minimo tabellare senza motivare in alcun modo detta riduzione, pur avendo riconosciuto, peraltro, che nel caso di specie non sussistevano ragioni tali da giustificare una riduzione delle singole voci indicate nella citata nota spese, avrebbe disatteso principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione, incorrendo, così, in un error in procedendo.

2. – Il motivo è fondato.

La Corte d’Appello di Milano, quale giudice del rinvio, era tenuta ad uniformarsi al principio di diritto enunciato da questa Corte con la sentenza n. 2748 del 2007, in forza del quale, “qualora la parte avesse presentato nota specifica con l’indicazione delle spese sostenute, dei diritti e degli onorari, spettanti, il giudice non poteva procedere ad una liquidazione globale al di sotto delle somme richieste, ma era tenuto ad indicare dettagliatamente le singole voci, che riduceva, perchè richieste in misura eccessiva o eliminava perchè non dovute, in modo da consentire l’accertamento della conformità della liquidazione a quanto risulta dagli atti e alle tariffe in relazione all’inderogabilità dei minimi”.

Nel caso di specie, la Corte territoriale ha riconosciuto che gli odierni ricorrenti hanno presentato una nota spese che “appare redatta analiticamente sulla base della tariffa applicabile in relazione allo scaglione di riferimento ed alla complessa attività istruttoria svolta e riscontrabile agli atti”, precisando, altresì, che non si configuravano “elementi che giustifichino riduzione delle singole voci evidenziate nella nota spese”.

Ciò nonostante, il giudice di appello, in sede di rinvio, ha liquidato le spese ed i diritti in maniera conforme alla citata nota spese, ma ha ridotto gli onorari ivi indicati “al minimo tabellare”, mancando non solo di fornire al riguardo alcuna motivazione, ma, altresì, ponendosi in insanabile contraddizione con la presupposta affermazione secondo la quale non sussistevano “elementi che giustifichino riduzione delle singole voci evidenziate nella nota spese”. Donde, il sostanziale contrasto con il principio di diritto enunciato da questa Corte nella predetta sentenza del 2007, in violazione del disposto di cui all’art. 384 c.p.c., comma 2.

3. – Il ricorso va, dunque, accolto e la causa; non occorrendo altri accertamenti di fatto – posto che lo stesso giudice di rinvio ha già riconosciuto ed affermato l’insussistenza di elementi tali da giustificare una riduzione delle singole voci di cui alla nota spese degli attori B. – M. – può essere decisa nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 2, u.p., in riferimento alla determinazione degli onorari del giudizio di primo grado, da liquidarsi in conformità a quanto indicato nella citata nota spese (analiticamente riportata in ricorso, in modo corrispondente a quella presente in atti).

Pertanto, gli onorari giudiziali per il giudizio davanti al Tribunale di Milano vanno liquidati, tenuto conto della riduzione di un quarto per la disposta compensazione, in complessivi Euro 17.662,83, da cui è da detrarsi la somma di Euro 13.456,30, già riconosciuta allo stesso titolo dalla Corte di appello.

L’U.C.I. – Ufficio Centrale Italiano, H.F.H., l’Hassler Transport s.r.l. e l’Interunfall Ass.ni vanno, quindi, condannati, in solido tra loro, al pagamento della somma di Euro 4.206,56, oltre spese generali ed accessori di legge; nonchè, ai sensi dell’art. 385 c.p.c., comma 1, al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, come liquidate in dispositivo in conformità ai parametri introdotti dal d.m. 10 marzo 2014, n. 55.

PQM

LA CORTE accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, condanna l’U.C.I., H.F.H., Hassler Transport s.r.l. e l’Interunfall Ass.ni, in solido tra loro, al pagamento della somma, a titolo di spese processuali di primo grado, di Euro 4.206,56, oltre spese generali ed accessori di legge;

condanna, altresì, l’U.C.I., H.F.H., Hassler Transport s.r.l. e l’Interunfall Ass.ni, in solido tra loro, al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in complessivi Euro 1.600,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 8 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 18 luglio 2016

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