Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14647 del 04/07/2011

Cassazione civile sez. VI, 04/07/2011, (ud. 19/05/2011, dep. 04/07/2011), n.14647

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – rel. Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. SPIRITO Angelo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 13755-2010 proposto da:

M.M. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA TREVISO 15, presso lo studio dell’avvocato MONETA MANTUANO

FERNANDA, che lo rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

D.P. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA VIA UMBRIA 7, presso lo studio dell’avvocato LA VIA SERGIO, che

lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato BALLERINI PUVIANI

PIETRO;

– controricorrenti –

e contro

CASA CURA VILLA VERDE SRL, GESTIONE LIQUIDATORIA EX USL/(OMISSIS)

BOLOGNA,

GENERALI ASSICURAZIONI SPA;

– intimati –

nonchè da:

GESTIONE LIQUIDATORIA EX USL/(OMISSIS) BOLOGNA elettivamente

domiciliato

in ROMA, VIA FABIO MASSIMO 60, presso lo studio dell’avvocato CAROLI

ENRICO, rappresentato e difeso dall’avvocato GIAMPAOLO MARIACHIARA;

– ricorrenti incidentali –

contro

M.M. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA TREVISO 15, presso lo studio dell’avvocato MONETA MANTUANO

FERNANDA, che lo rappresenta e difende;

– controricorrenti all’incidentale –

e contro

D.P. (OMISSIS), CASA CURA VILLA VERDE SRL,

GENERALI ASSICURAZIONI SPA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 79/2010 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 29/01/2010;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/05/2011 dal Consigliere Dott. MASSERA Maurizio;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI Carmelo.

La Corte, letti gli atti depositati:

Fatto

OSSERVA

E’ stata depositata la seguente relazione:

1 – Il fatto che ha originato la controversia è il seguente:

M.M. ha chiesto il risarcimento dei danni conseguenti all’intervento chirurgico maxillo facciale cui si era sottoposta con esiti totalmente negativi.

Con sentenza depositata in data 29 gennaio 2010 la Corte d’Appello di Bologna, in riforma della sentenza del Tribunale, ha rigettato la domanda. 2-11 relatore propone la trattazione del ricorso in camera di consiglio ai sensi degli artt. 375, 376 e 380 bis c.p.c..

3.- Il primo motivo del ricorso principale denuncia falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c..

La censura è inammissibile in riferimento sia all’art. 366 c.p.c., n. 4, sia all’art. 360 bis c.p.c., n. 1. Sotto il primo profilo, al di là delle evidenti manifestazioni di dissenso, non vengono specificate le ragioni in forza della quali la sentenza impugnata avrebbe falsamente applicato l’art. 115 c.p.c. Sotto il secondo profilo le argomentazioni addotte, pur denunciando la falsa applicazione di una norma, non dimostrano che la sentenza impugnata abbia deciso le questioni di diritto in modo difforme dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.

Il secondo motivo lamenta omessa e/o insufficiente motivazione circa un fatto decisivo e controverso.

Il vizio di omessa motivazione ricorre solo allorchè la sentenza non abbia motivato in ordine ad una situazione di fatto o di diritto rilevante ai fini della decisione.

Il difetto di insufficienza della motivazione è configurabile soltanto quando dall’esame del ragionamento svolto dal giudice del merito e quale risulta dalla sentenza stessa impugnata emerga la totale obliterazione di elementi che potrebbero condurre ad una diversa decisione ovvero quando è evincibile l’obiettiva deficienza, nel complesso della sentenza medesima, del procedimento logico che ha indotto il predetto giudice, sulla scorta degli elementi acquisiti, al suo convincimento, ma non già, invece, quando vi sia difformità rispetto alle attese e alle deduzioni della parte ricorrente sul valore e sul significato attribuiti dal giudice di merito agli elementi delibati, poichè, in quest’ultimo caso, il motivo di ricorso si risolverebbe in un’inammissibile istanza di revisione delle valutazioni e dei convincimenti dello stesso giudice di merito che tenderebbe all’ottenimento di una nuova pronuncia sul fatto, sicuramente estranea alla natura e alle finalità del giudizio di cassazione; in ogni caso, per poter considerare la motivazione adottata dal giudice di merito adeguata e sufficiente, non è necessario che nella stessa vengano prese in esame (al fine di confutarle o condividerle) tutte le argomentazioni svolte dalle parti, ma è sufficiente che il giudice indichi le ragioni del proprio convincimento, dovendosi in tal caso ritenere implicitamente disattese tutte le argomentazioni logicamente incompatibili con esse (Cass. n. 2272 del 2007).

Le argomentazioni poste a sostegno della censura non sono dimostrative nè dell’uno, nè dell’altro vizio, ma si sostanziano nella difesa della sentenza di primo grado e nella conseguente critica del contenuto decisionale della sentenza impugnata, che ha dato congrua spiegazione delle proprie scelte, in definitiva postulando una soluzione diversa.

4. – Con il ricorso incidentale la Gestione Liquidatoria ex USL n. (OMISSIS) denuncia violazione degli artt. 91, 92 e 332 c.p.c. ex art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5 per la omessa condanna della ricorrente alla rifusione delle spese dei due gradi di merito.

Anche questa censura si pone in contrasto con l’art. 360 bis c.p.c., n. 1, poichè, denunciando la violazione di norma di diritto, non dimostra che la sentenza impugnata abbia deciso in difformità della giurisprudenza della Corte di Cassazione. Inoltre attacca un potere discrezionale del giudice di merito.

5.- La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori delle parti;

La M. e la Gestione Liquidatoria ex Usl n. (OMISSIS) hanno presentato memorie e la Generali Assicurazioni ha chiesto d’essere ascoltata in camera di consiglio;

Le argomentazioni addotte con le memorie non inducono a diversa statuizione; quanto al ricorso principale, è sufficiente rilevare ulteriormente che le nozioni di comune esperienza non possono essere estese alla scienza medica perchè sono solo quelle che tutti conoscono; quanto al ricorso incidentale, occorre considerare che dalla motivazione della sentenza impugnata si evince che essa ha valorizzato l’assenza di domande della M. dirette contro la Gestione Liquidatoria;

6.- Ritenuto:

che, a seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, il collegio ha condiviso i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione;

che sia il ricorso principale, sia il ricorso incidentale debbono perciò essere rigettati essendo manifestamente infondati; sussistono giusti motivi per la compensazione integrale delle spese del giudizio di cassazione; visti gli artt. 380-bis e 385 cod. proc. civ..

P.Q.M.

Rigetta sia il ricorso principale della M., sia il ricorso incidentale della Gestione Liquidatoria ex USL (OMISSIS). Spese compensate.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione civile – 3, il 19 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 4 luglio 2011

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