Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14631 del 18/07/2016


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Cassazione civile sez. lav., 18/07/2016, (ud. 21/04/2016, dep. 18/07/2016), n.14631

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAMMONE Giovanni – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 5174/2011 proposto da:

B.M., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e

difeso dall’Avvocato ANTONIO CARBONELLI, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, C.F. (OMISSIS), in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli

Avvocati MAURO RICCI, SERGIO PREDEN, CLEMENTINA PULLI, ANTONELLA

PATTERI, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 616/2010 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,

depositata il 08/01/2011 R.G.N. 46/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

21/04/2016 dal Consigliere Dott. ROBERTO RIVERSO;

udito l’Avvocato PREDEN SERGIO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SANLORENZO Rita, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza n. 616/2010, depositata l’8.1.2011, la Corte d’Appello di Brescia, respingeva l’appello proposto da B.M. avverso la sentenza resa dal tribunale di Brescia che aveva rigettato la sua domanda di accertamento del diritto alla rivalutazione del periodo assicurativo L. n. 257 del 1992, ex art. 13, in quanto era stata ritenuta provata una esposizione all’amianto inferiore al limite ultradecennale. La Corte nel confermare la pronuncia di primo grado, pur rilevando che il ctu richiamato in appello a chiarimenti avesse ampliato la data di cessazione dell’esposizione dal 31.12.1993 fino al 31.12.1993, ha nondimeno evidenziato l’esistenza di un numero di settimane di sospensione dal lavoro per cassa integrazione (pari ad 84) tale da non consentire il raggiungimento della soglia di esposizione ultradecennale del lavoratore. Per la cassazione di questa sentenza, ricorre il lavoratore con un motivo. L’INAIL resiste con controricorso. Il ricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’art. 378 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.- Con il primo motivo il ricorrente aveva dedotto l’insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio costituito dalla valutazione del numero di settimane utili ai fini del beneficio pensionistico atteso che l’estratto conto previdenziale del ricorrente prodotto all’udienza del 30.4.2008 attestava che il ricorrente era stato si posto in CIG per i periodi indicati dal tribunale, ma evidenziava altresì che il lavoratore aveva lavorato per un numero di settimane effettive pari a 564 superiore quindi a quelle di 520 necessarie per superare il limite decennale di esposizione richiesto per l’attribuzione del beneficio.

2.- Risulta – in base alla memoria depositata dal ricorrente ex art. 378 c.p.c. e dalle concordi affermazioni rese dalla difesa dell’INPS all’udienza di discussione – che nelle more del presente giudizio di legittimità la decisione impugnata col ricorso per tassazione è stata revocata dalla Corte d’Appello di Brescia con sentenza n. 338/2011, depositata il 19.7.2011 e passata in giudicato.

Si tratta di un fatto processuale che produce l’estinzione del procedimento per cessata materia del contendere. Occorre dunque provvedere con la relativa declaratoria, disponendo altresì la compensazione delle spese processuali sostenute dalle parti.

PQM

dichiara cessata la materia del contendere e dispone la compensazione delle spese processuali.

Così deciso in Roma, il 21 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 18 luglio 2016

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