Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14618 del 06/06/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 5 Num. 14618 Anno 2018
Presidente: DI IASI CAMILLA
Relatore: CASTORINA ROSARIA MARIA

ORDINANZA

sul ricorso 28988-2011 proposto da:
MENEGARDO

DOMENICO,

elettivamente

domiciliato in ROMA VIA DELLA CONSULTA 50,
presso lo studio dell’avvocato LUCA DI
RAIMONDO, che lo rappresenta e difende
unitamente all’avvocato PATRIZIA GHIZZONI;
– ricorrente –

2018
1637

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del

Data pubblicazione: 06/06/2018

Direttore

pro

elettivamente

tempore,

domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12,
presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO,
che lo rappresenta e difende;

avverso

la

COMM.TRIB.REG.

sentenza
di

n.

41/2011

MILANO,

della

depositata

1’11/04/2011;
udita la relazione della causa svolta nella
camera di consiglio del 15/05/2018 dal
Consigliere Dott. ROSARIA MARIA CASTORINA.

– controricorrente

RG N 28988/11

Ritenuto in fatto
Menegardo Domenico ricorre avverso la sentenza n.41/11/11
depositata in data 11.4.2011, con la quale la C.T.R. della Lombardia,
in accoglimento dell’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate ha
riformato la sentenza di primo grado di accoglimento del ricorso

convenzionato con il Servizio Sanitario nazionale, avverso il silenzio
rifiuto opposto dall’Amministrazione finanziaria alle istanze di
rimborso dell’Irap versata per gli anni dal 2001 al 2004.
Il Giudice di appello, ha ritenuto non dovuto il rimborso in quanto,
dalla documentazione prodotta, era emerso che il contribuente, nel
godere di un rilevante reddito da lavoro autonomo, aveva usufruito
dei vantaggi collegati all’utilizzo di adeguati beni strumentali, di
prestazioni da parte di terzi, nonché di ausili deducibili dall’importo
dei costi inerenti all’attività esercitata.
Il contribuente propone ricorso per cassazione affidato a un
motivo.
Resiste l’Agenzia delle Entrate con controricorso.

Ritenuto in diritto
1.Con unico motivo, rubricato violazione del D.Lgs. n. 446 del
1997, art. 2, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3 il contribuente censura la sentenza impugnata nel capo in cui la CTR ha ritenuto
sussistente il requisito dell’autonoma organizzazione.
La censura è fondata.

proposto dal contribuente, di professione medico chirurgo,

RG N 28988/11

1 a. Come è noto, “con riguardo al presupposto dell’IRAP, il
requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dall’art. 2 del d.lgs.
15 settembre 1997, n. 446 – il cui accertamento spetta al giudice di
merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente
motivato, ricorre quando il contribuente; a) sia, sotto qualsiasi forma,

strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque
accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza
di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di
lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che
esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive” (Sez. U,
Sentenza n. 9451 del 10/05/2016) Allorquando, in particolare, si
tratti di medici di medicina generale convenzionati con il Servizio
sanitario nazionale, la disponibilità di uno studio, avente le
caratteristiche e dotato delle attrezzature indicate nell’art. 22
dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i
medici di medicina generale, reso esecutivo con d.P.R. 28 luglio 2000,
n. 270, rientrando nell’ambito del “minimo indispensabile” per
l’esercizio dell’attività professionale, ed essendo obbligatoria ai fini
dell’instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale,
non integra, di per sé, in assenza di personale dipendente, il requisito
dell’autonoma organizzazione ai fini del presupposto impositivo
(Ordinanza 20027/2017; sentenza n. 23999/2016; sentenza
n.13405/2016; Ordinanza n. 1158 del 27/01/2012; Ordinanza n.
10240 del 28/04/2010).
Nella specie, la CTR afferma laconicamente che il contribuente
“nel godere di un rilevante reddito da lavoro autonomo, aveva
usufruito dei vantaggi collegati all’utilizzo di adeguati beni

il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in

RG N 28988/11

strumentali, di prestazioni da parte di terzi, nonché di ausili deducibili
dall’importo dei costi inerenti all’attività esercitata”.
La decisione impugnata non dà conto degli elementi forniti
dall’Ufficio per sostenere la sussistenza dei presupposti IRAP nè
specifica la consistenza dei macchinari reputati idonei a corroborare il

medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale (come
l’odierno ricorrente), di uno studio, avente le caratteristiche e dotato
delle attrezzature indicate nell’art. 22 dell’Accordo collettivo nazionale
per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, reso
esecutivo con d.P.R. n. 270 del 2000, rientrando nell’ambito del
“minimo indispensabile” per l’esercizio dell’attività professionale, ed
essendo obbligatoria ai fini dell’instaurazione e del mantenimento del
rapporto convenzionale, non integra, di per sé, in assenza di
personale dipendente, il requisito dell’autonoma organizzazione.
I giudici d’appello, peraltro, neppure forniscono spiegazioni in
ordine alla menzionata “prestazione da parte di terzi” (soprattutto
circa la natura di tali prestazioni ed il numero degli eventuali
collaboratori).
Il presupposto dell’autonoma organizzazione, non appare
pertanto, adeguatamente accertato.
Consegue il rinvio del giudizio alla Commissione tributaria
regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le
spese della presente fase.
P.Q.M.

presupposto impositivo, tenuto conto che la disponibilità, da parte dei

RG N 28988/11

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia
alla CTR della Veneto, in diversa composizione, anche per la
regolamentazione delle spese.

Così deciso nella Camera di consiglio del 15.5.2018

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA