Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14608 del 06/06/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 14608 Anno 2018
Presidente: LOCATELLI GIUSEPPE
Relatore: GUIDA RICCARDO

el.5r,

ORDINANZA

,

e-

sul ricorso iscritto al n. 7413/2011 R.G. proposto da
AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore

pro tempore,

rappresentata dall’Avvocatura Generale dello Stato, con domicilio legale in
Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato;
– ricorrente BASILIO MAZZEO, rappresentato e difeso dall’avv. Marco de
Innocentiis, con domicilio eletto in Roma, in via Piccolomini n. 34, presso lo
studio dell’avv. Maria Letizia Viola.
– controricorrente –

contro
ESATRI SPA
– intimata avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della
Lombardia, sezione 32, n. 2/32/10, pronunciata il 13/01/2010, depositata il
29/01/2010.

Data pubblicazione: 06/06/2018

RG n. 7413/2011
Cons. est. Riccardo Guida

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 26 aprile 2018 dal
Consigliere Riccardo Guida.

RITENUTO IN FATTO
L’Agenzia delle entrate propone ricorso, affidato a tre motivi, nei
confronti di Basilio Mazzeo, che resiste con controricorso, e di Esatri Spa,
rimasta intimata, avverso la sentenza della Commissione tributaria

(hinc:

CTR), indicata in epigrafe, che – in

controversia avente a oggetto l’impugnazione di una cartella di pagamento
di IRPEF, CSSN, sanzioni e interessi, relativi al periodo d’imposta 1995 – per
quanto qui interessa, in accoglimento dell’appello del contribuente, ha
annullato l’atto impugnato.
In

particolare,

la

CTR

ha

disatteso

l’eccezione

dell’Ufficio

d’inammissibilità del “motivo aggiunto” di gravame, dedotto dal
contribuente, riguardante l’inesistenza e la nullità del ruolo, per mancanza
di una valida sottoscrizione, ritenendo che l’integrazione dei motivi di
ricorso derivasse dalla produzione del ruolo informatico, da parte
dell’Ufficio, su ordine del giudice.
Ha quindi affermato la nullità della cartella di pagamento perché
emessa in relazione ad un ruolo, redatto in forma elettronica, mancante
della firma digitale del direttore dell’Ufficio competente (o di un suo
delegato) e, come tale, privo di efficacia esecutiva.

CONSIDERATO IN DIRITTO
a. Preliminarmente si osserva che non ricorrono i presupposti per la
declaratoria, sollecitata dal contribuente (cfr. pag. 9 del controricorso), di
cessazione della materia del contendere, per sopravvenuta carenza
d’interesse ad agire dell’Agenzia delle entrate che, dopo la sentenza della
CTR, ha provveduto allo sgravio delle somme iscritte a ruolo.
Nel contenzioso tributario, infatti, lo sgravio del ruolo attraverso
l’annullamento della cartella di pagamento, disposta dall’Amministrazione
finanziaria, in ottemperanza alla sentenza di secondo grado, favorevole al
contribuente, rappresenta un provvedimento provvisorio che non determina
il venire meno della pretesa tributaria e non equivale a una manifestazione

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regionale della Lombardia

RG n. 7413/2011
Cons. est. Riccardo Guida

d’acquiescenza alla pronuncia eseguita, ma è solo diretto a uniformarsi
(temporaneamente) alla decisione del giudice di merito.
A questo proposito la Corte ha già avuto modo di affermare che: «[…]
nel processo tributario, la cessazione della materia del contendere
presuppone che le parti si diano reciprocamente atto dell’intervenuto
mutamento della situazione dedotta in controversia e sottopongano al

giudizio per la tutela dei propri interessi ne abbia conseguito l’integrale
soddisfacimento direttamente ad opera della controparte (Cass. 18 gennaio
2006, n. 909; Cass., ord. 10 dicembre 2013, n. 27598).» (Cass.
20/01/2015, n. 918).
1. Primo motivo di ricorso: «Violazione e falsa applicazione dell’art. 24
D.Lgs. 546/92, in relazione all’art. 360, N. 4, C.P.C.».
L’Ufficio lamenta che la CTR, nell’ammettere (e nell’accogliere) il motivo
aggiunto di ricorso del contribuente – quello relativo alla mancanza di firma
elettronica sul ruolo, proposto con la memoria del 12/11/2003, successiva
al ricorso introduttivo del 6/11/2002 – abbia violato l’art. 24, comma 2, cit.
che consente l’integrazione dei motivi di ricorso che dipendono dalla
produzione successiva di documenti non conosciuti (dal ricorrente).
Evidenzia, al riguardo, che il ricorrente, prima d’impugnare la cartella di
pagamento, era a conoscenza dell’esistenza del ruolo, del quale, con l’atto
introduttivo del giudizio (pagg. 20 e seguenti), aveva fatto valere alcuni vizi
e che, per altro, aveva allegato (come produzione n. 3) al medesimo atto
d’impulso processuale.
2. Secondo motivo: «Violazione e falsa applicazione dell’art. 12 comma
4 D.P.R. 602/73, dell’art. 3, comma 2°, D.Lvo N. 39 del 1993 e dell’art.
2712 C.C., in relazione all’art. 360, n. 3, C.P.C.».
L’Agenzia delle entrate si duole che la CTR abbia affermato contra legem
che il ruolo, redatto in forma elettronica, fosse privo del necessario visto
con firma digitale del direttore dell’Ufficio competente, senza considerare
che la “firma elettronica” richiesta dalle norme suindicate non è la
sottoscrizione digitale di un flusso informatico, ma è il flusso informatico
stesso; sotto altro profilo, si deduce che l’art. 12, comma 4, d.P.R. n.

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giudice conclusioni conformi, occorrendo che la parte che ha agito in

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Cons. est. Riccardo Guida

602/1973 prevede che il ruolo possa essere sottoscritto, con facoltà
alternative, con firma autografa (com’è avvenuto nel caso di specie, in cui è
stato sottoscritto, in forma autografa, il supporto cartaceo del ruolo formato
in via elettronica) o “anche” con firma elettronica.
Rileva, altresì, che, in generale, il documento informatico privo di firma
digitale ha l’efficacia probatoria prevista dall’art. 2712 cod. civ. e soggiunge

(passata in giudicato), respingendo la querela di falso del contribuente,
aveva statuito che il ruolo era stato correttamente e legittimamente
sottoscritto in forma elettronica, atteso che la firma elettronica non è la
sottoscrizione di un flusso di dati, ma s’identifica con lo stesso flusso di dati.
Addebita, infine, alla CTR di avere erroneamente ritenuto che la
mancanza di sottoscrizione del ruolo comportasse la nullità della cartella di
pagamento che ne è scaturita, disattendendo il chiaro contenuto dell’art.
12, comma 4, cit. secondo cui: «Il ruolo è sottoscritto, anche mediante
firma elettronica, dal titolare dell’ufficio LI».
3. Terzo motivo: «Violazione e falsa applicazione degli artt. 10 e 19 del
D.P.R. 513 del 1997, nonché dell’art. 12, comma 4, DPR 602 del 1973, in
relazione all’art. 360, N. 3, C.P.C.».
Si deduce che, in base alle norme appena indicate, un documento
redatto dalla pubblica amministrazione è valido anche se sottoscritto con
firma autografa.
4. Per un’esigenza di priorità logica appare opportuno esaminare, per
primo, il secondo motivo che si appalesa fondato.
La CTR,

nell’affermare che il ruolo informatico,

mancante

(testualmente) della “firma digitale” del direttore dell’Ufficio competente, è
privo d’efficacia esecutiva, con conseguente nullità della cartella di
pagamento che esso ha originato, ha interpretato in modo erroneo il
contenuto dell’art. 12, comma 4, cit.
La norma, infatti, non prescrive che la firma elettronica (e non, come si
legge nella sentenza della CTR, la “firma digitale”), sia una modalità
necessaria di sottoscrizione del ruolo, ma la indica come forma di
sottoscrizione alternativa rispetto alle altre astrattamente possibili, non

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che, nella specie, il Tribunale di Milano, con sentenza n. 5924/2008

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esclusa, ovviamente, la sottoscrizione autografa del ruolo in formato
cartaceo.
Da altro punto di vista, inoltre, la CTR ha erroneamente affermato che il
ruolo, redatto in forma elettronica, fosse privo del necessario visto con firma
digitale del direttore dell’Ufficio competente, senza considerare che la “firma
elettronica” richiesta dalle norme suindicate non è la sottoscrizione digitale

S’intende, con ciò, dare continuità al recente orientamento della Corte,
che ha avuto modo di affermare che: «In tema di riscossione delle imposte
sui redditi, ai sensi dell’art. 1, comma 5-ter, del d.l. n. 106 del 2005, conv.,
con modif., dalla I. n. 156 del 2005, norma di interpretazione autentica
dell’art. 12, comma 4, del d.P.R. n. 602 del 1973, i ruoli sono formati e resi
esecutivi anche mediante la cd. validazione informatica dei dati in essi
contenuti, eseguita in via centralizzata dal sistema informativo
dell’Amministrazione creditrice, che deve considerarsi equipollente alla
sottoscrizione del ruolo stesso. » (Cass. 20/01/2017, n. 1449).
5. L’accoglimento del secondo motivo rende superfluo l’esame delle
altre doglianze, che restano assorbite, e comporta la cassazione della
sentenza, con rinvio alla CTR, in diversa composizione, per il nuovo esame
della controversia, nel rispetto del principio di diritto appena affermato,
nonché per la decisione sulle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.
accoglie il secondo motivo, assorbiti gli altri al motivo accolto;
cassa la sentenza impugnata;
rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa
composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, il 26 aprile 2018
Il Presidente

di un flusso informatico, ma è il flusso informatico stesso.

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