Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1460 del 23/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1460 Anno 2014
Presidente: PICCIALLI LUIGI
Relatore: D’ASCOLA PASQUALE

ORDINANZA
sul ricorso 26978-2012 proposto da:
FERRERO GIOVANNI FRRGNN47C23E290W, o0NORATO
MARIA PINA, elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE GIULIO
CESARE 14 A-4, presso lo studio dell’avvocato PAFUNDI
GABRIELE, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato
ACQUARONE GIUSEPPE giusta delega a margine del ricorso;

– dcarrenti
Contro
DULBECCO MARIA ANGELA, GUIDUCCI MARINO,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIA GIACINTA PEZZANA 27,
presso lo studio dell’avvocato BALTA RENATO, che li rappresenta e
difende giusta procura a margine della memoria difensiva;

– resistenti –

851 ‘r+
;15

Data pubblicazione: 23/01/2014

avverso l’ordinanza n. 1203/2010 del TRIBUNALE di IMPERIA del
19/10/2010, depositata il 23/10/2012;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
23/10/2013 dal Consigliere Relatore Dott. PASQUALE D’ASCOLA;
è presente il P.G. in persona del Dott. ROSARIO GIOVANNI

RUSSO.

Ric. 2012 n. 26978 sez. M2 – ud. 23-10-2013
-2-

R.G.

Fatto e diritto
1)

2C9ì8-

Nel 2006 gli odierni resistenti Guiducci hanno introdotto

un’azione per la tutela delle distanze legali lese da costruzioni
dei ricorrenti Ferrero.
Nel 2010 i Ferrero hanno agito con azione

confessoria servitutis

fabbricati.
Il tribunale di Imperia con sentenza n. 142 del 2011, già gravata
di appello, ha accolto la domanda Guiducci.
Con ordinanza del 23 ottobre 2012 il giudice istruttore del
medesimo tribunale ha sospeso ex art. 337 c.p.c. la causa
instaurata nel dicembre 2010.
Con atto notificato il 22 novembre 2012 i Ferrero hanno impugnato
questo provvedimento ai sensi dell’art. 42 c.p.c.
I Guiducci hanno resistito con memoria.
Avviata la trattazione con il rito previsto per il procedimento in
camera di consiglio, il procuratore generale ha chiesto il rigetto
del ricorso.
Parte ricorrente ha depositato memoria.
2) Il Collegio condivide le conclusioni del P.G., che giustificano
il rigetto del ricorso.
E’ stato opportunamente ricordato che il caso de

quo è

da

inquadrare, come ha fatto il giudice del tribunale, nell’ambito
del disposto dell’art. 337 cpc.; è stata infatti disposta

bi
n. -O D’Ascola rei

3

per far accertare il loro diritto di mantenere in loco i propri

sospensione espressamente sulla base di detta norma, che al
secondo comma prevede: “Quando l’autorità di una sentenza è
invocata in un diverso processo, questo può essere sospeso se tale
sentenza è impugnata.”

ravvisare i rigidi presupposti che sono alla base dell’art. 295
c.p.c., invano invocati con il motivo l sub c e con il motivo n.
5.
I presupposti della sospensione ex art. 337 sono soggetti a un
controllo meno rigoroso in sede di legittimità.
Cass. 23977/10 ha ricordato:

«le peculiarità della figura di

sospensione processuale contemplata dalla norma in esame: la quale
(a differenza di quanto dispone l’art. 295 c.p.c.) attribuisce al
giudice un potere di sospensione facoltativo e discrezionale – da
esercitare ovviamente in modo motivato – come il testo stesso
della norma chiaramente indica (si veda in tal senso, tra le
altre, Cass. n. 15794 del 2005, cit.).
Ne consegue che il sindacato esercitabile al riguardo da parte
della cassazione, investita con ricorso per regolamento, è
limitato alla verifica dell’esistenza dei presupposti giuridici in
base ai quali il giudice di merito ha esercitato il potere
discrezionale a lui solo spettante ed all’esistenza di una
motivazione non meramente apparente.

n. -O D’Ascola rei

4

In tali casi, di sospensione facoltativa, non è indispensabile

Non parrebbe invece coerente con la funzione e con le
caratteristiche stesse del rimedio che la Suprema corte si
cimentasse con una valutazione di adeguatezza della motivazione
adottata sul punto dal giudice di merito e che si sostituisse a

spettante; ne’, del resto, il regolamento potrebbe metter capo ad
un annullamento con rinvio del provvedimento impugnato.»
2.1) Sebbene parte ricorrente lamenti un’omessa motivazione, nella
specie sussistono invece i presupposti del provvedimento adottato,
perché si è osservato che la prima sentenza potrebbe avere
autorità su quella da rendere nella causa introdotta
successivamente.
Si è chiarito che il cuore delle due controversie è
sovrapponibile, poiché consiste nel diritto di servitù vantato dai
ricorrenti e negato dai Guiducci, che hanno agito per primi
conseguendo un provvisorio esito vittorioso.
Si è aggiunto che il giudicato che potrebbe eventualmente formarsi
sulla prima causa coprirebbe la deducibilità in separato giudizio
delle eccezioni non dedotte tempestivamente.
2.1.1) A fronte di questo motivato esame, sussistono i presupposti
in forza dei quali viene ipotizzata l’autorità della prima
sentenza.
Non è infatti negato che gli immobili oggetto del primo giudizio
siano oggetto anche del secondo, ma si valorizza la tesi, che
nulla toglie alla possibilità discrezionale di disporre la
n. -O D’Ascola rel

5

detto giudice nell’esercizio di un potere discrezionale a lui solo

sospensione, che diversi sianosolo

per una consistente parte

(ricorso pag.9) i beni oggetto delle due cause.
Ciò giustifica il provvedimento per la parte in cui i beni sono
identici e non lede parte ricorrente quanto ai beni diversi, che
non sono minacciati dalla prima sentenza.

costruite a distanza illegale e accertamento di servitù reciproche
relative ai beni compresi nel piano di lottizzazione di cui fanno
parte i fabbricati – emerge poi dalla stessa sintesi fattane in
ricorso a pag. 15.
2.3) Quanto al rischio che sia la Corte d’appello a sospendere il
primo giudizio, nulla è stato osservato alle deduzioni difensive
di parte resistente, la quale ha precisato (quinta pagina memoria)
che ogni istanza in tal senso è stata respinta.
Queste osservazioni assorbono anche il secondo motivo di ricorso,
relativo alla mancata riunione dei due giudizi in primo grado, non
più possibile e peraltro negata dal tribunale secondo quanto
specificamente dedotto da parte Guiducci riferendo – senza
contestazioni – il contenuto dell’ordinanza presidenziale 9 maggio
2011.
3) Quanto alla possibilità, dedotta nel terzo motivo, che la
sentenza impugnata venga riformata grazie alle censure esposte in
appello, il provvedimento di sospensione non è inciso da esse,
salve le valutazioni di opportunità rimesse al primo giudice,

PA
n. -O D’Ascola rei

6

2.2.) La specularità delle due domande – demolizione delle opere

valutazioni insindacabili in questa sede.
Qualora

infatti

l’esito

dell’appello

fosse

favorevole

all’appellante, verrebbe vanificato il provvedimento di tutela
demolitoria delle distanze, obbiettivo intuibile della seconda

proposito, incoerenza o illogicità alcuna a questo proposito.
4) Il quarto motivo, relativo alla pregiudizialità tra i due
giudizi e alla opportunità di disporre la sospensione, trova già
argomenti di rigetto in quanto si è detto.
L’autorità della prima sentenza è stata motivata adeguatamente ed
è sorretta dalla specularità delle due cause e dalle tesi circa il
gioco delle preclusioni nei due giudizi successivi.
La non necessità di pregiudizialità ex art. 295 e di identità di
parti è spiegata dall’adozione del provvedimento possibile,
quello assunto ex art. 337 c.p.c., i cui presupposti legali
pendenza dell’impugnazione, relazione tra le due cause) sono stati
verificati.
Il ricorso è rigettato.
Le spese si liquidano in dispositivo a carico dei soccombenti.
PQM
La Corte rigetta il ricorso.
Condanna parte ricorrente alla refusione a controparte delle spese
del procedimento liquidate in euro 2.500 per compenso, 200 per
esborsi, oltre accessori di legge.

n. -O D’ Ascola rel

i,

7

causa, qui oggetto di sospensione. Non vi è quindi, a questo

Così deciso in Roma nella Camera di consiglio della
sesta-,2″ sezione civile il 23 ottobre 2013

Il Presid te

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