Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14598 del 06/06/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 14598 Anno 2018
Presidente: CAPPABIANCA AURELIO
Relatore: D’ORAZIO LUIGI

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 25848/2012, proposto da
Agenzia delle Entrate, in persona del legale rappresentante pro tempre,
rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in
Roma, Via dei Portoghesi n. 12

ricorrente

contro
Agostino Consigliere,

rappresentato e difeso dall’Avv. Benedetto Gargani,

elettivamente domiciliato presso lo studio dell’Avv. Giuseppe Marino, in Roma,
Via Ruffini n. 2/a, giusta procura speciale a margine del controricorso;

controricorrente 1

Data pubblicazione: 06/06/2018

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo n.
831/2012 depositata il 19-6-2012.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio dell’ 11 aprile 2018 dal

RITENUTO IN FATTO
1.Agostino Consigliere presentava al Centro Operativo di Pescara istanza di
rimborso delle ritenute Irpef subite sulla pensione di vecchiaia Inps percepita
negli anni dal 2004 al 2006, avendole già inserite nella propria dichiarazione
dei redditi presentata in Francia, Stato in cui era residente. Il COP di Pescara
rigettava la richiesta in base al tenore dell’art. 18 della Convenzione tra Italia e
Francia.
2.11 Consigliere presentava ricorso dinanzi alla Commissione tributaria
provinciale che accoglieva la domanda.
3.La Commissione tributaria regionale rigettava l’appello proposto dalla
Agenzia delle entrate, evidenziando che la pensione di vecchiaia erogata in
favore del contribuente non rientrava tra le pensioni pagate in applicazione
della legislazione sulla sicurezza sociale, sicchè non era imponibile in Italia
sulla base della Convenzione Italia-Francia (art. 18 comma 1), e che il
Consigliere aveva subito comunque la tassazione della pensione in Francia,
come risultava dai documenti prodotti.
4.Avverso tale sentenza proponeva ricorso per Cassazione l’Agenzia delle
entrate.
5.Resisteva con controricorso il contribuente.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1.Con un unico motivo di impugnazione l’Agenzia delle entrate deduce
,

2

Consigliere Luigi D’Orazio.

”violazione e falsa applicazione dell’art. 18 della Convenzione sottoscritta
dall’Italia con la Francia/ratificata con la legge n. 20 del 7-1-1992), in relazione
all’art. 360 n. 3 c.p.c.”, in quanto l’art. 18 al comma 2, laddove fa riferimento
alle pensioni pagate in applicazione della legislazione sulla sicurezza sociale di
uno Stato (Italia), imponibili in tale Stato (Italia),adotta una nozione ampia di
“sicurezza sociale”, tale da includere non solo la pensione sociale, non legata al
versamento di contributi, ma anche la pensione di vecchiaia, strettamente

1.1.Tale motivo è fondato.
Invero, secondo la giurisprudenza di questa Corte, la pensione di anzianità
percepita dall’INPS da un cittadino italiano residente in Francia, è soggetta ad
Irpef, in base all’art. 18, comma 2, della Convenzione Internazionale tra l’Italia
e la Francia del 5 ottobre 1989, ratificata con legge 7 gennaio 1992, n. 20,
secondo il quale “le pensioni ed altre somme pagate in applicazione della
legislazione sulla sicurezza sociale di uno Stato, sono imponibili in detto Stato”.
Le parole “sicurezza sociale”, in mancanza di una specifica definizione, vanno
interpretate alla luce di quanto stabilito dall’art. 3, comma 2, della
Convenzione, (secondo cui ” le espressioni ivi non definite hanno il significato
che ad esse è attribuito dalla legislazione di detto Stato relativa alle imposte
alle quali si applica la Convenzione, a meno che il contesto non richieda una
diversa interpretazione”) in base al significato attribuito dall’ordinamento
italiano, per il quale, a seguito di un’evoluzione costituzionalmente orientata, il
termine stesso è indicativo di un concetto ampio, comprensivo di tutti i diritti,

tanto di previdenza che di assistenza, collegati alla persona, alla sua dignità
ed, in quanto tali, inviolabili, secondo i principi riconosciuti dall’art. 38 Cost. e
presenti anche nel diritto internazionale (Cass.Civ., 12 novembre 2010, n.
23001; in termini anche se con riferimento alla Convenzione ItaliaLussemburgo ma di identico tenore all’articolo 18 vedi Cass.Civ., 4 aprile 2014,
n. 7969; Cass.Civ., 3 febbraio 2012, n. 1550).
Nella dizione generale di “sicurezza sociale”, quindi, ha trovato collocazione non
solo il trattamento assistenziale, ma anche quello previdenziale, legato al
versamento dei contributi. Pertanto, vi rientrano tutte le tipologie di pensione,
3

correlata al versamento dei contributi previdenziali.

ivi comprese quelle di anzianità (collegata al servizio) e di vecchiaia (legata
all’età). Infatti, la circostanza che il legislatore detti una disciplina in parte
diversa per i trattamenti pensionistici di anzianità rispetto a quelli di vecchiaia,
non esclude che entrambi appartengano comunque al sistema generale di
sicurezza sociale.
Il pericolo della doppia imposizione viene, poi, disinnescato applicando il
disposto dell’art. 24 della Convenzione (Disposizione per eliminare le doppie

reale coordinamento impositivo senza pregiudizio né per lo Stato sovrano né
per il contribuente,
Infatti, tale norma prevede che “per quanto concerne la Francia: a) Gli utili e
gli altri redditi (revenus positifs) che provengono dall’Italia e che sono ivi
imponibili conformemente alle disposizioni della Convenzione, sono parimenti
imponibili in Francia allorchè sono ricevuti da un residente della Francia.
L’imposta italiana non e’ deducibile ai fini del calcolo del reddito imponibile in
Francia. Ma il beneficiario ha diritto ad un credito di imposta nei confronti
dell’imposta francese nella cui base detti redditi sono inclusi…”.
2.La decisione impugnata va, quindi, cassata e, non essendo necessari ulteriori
accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito, ai sensi dell’art.
384 comma 2 c.p.c., con il rigetto della domanda introduttiva del contribuente.
3.Vanno compensate le spese dell’intero giudizio in ragione del consolidarsi
della giurisprudenza in epoca successiva alla presentazione del ricorso per
cassazione.
P.Q.M.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito,
rigetta il ricorso introduttivo del contribuente.
Compensa interamente tra le parti le spese dell’intero giudizio.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio dell’il. aprile 2018

imposizioni), comma 1, n. 2, lettera a, dettato proprio al fine di raggiungere un

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