Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14575 del 26/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 26/05/2021, (ud. 25/02/2021, dep. 26/05/2021), n.14575

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello M. – rel. Consigliere –

Dott. DI MARZIO Paolo – Consigliere –

Dott. PANDOLFI Catello – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 26912/2014 R.G. proposto da:

G.L., con gli avvocati Marco Brusco e Massimo Merlini,

con domicilio eletto presso lo studio del secondo, in Roma, in

piazza delle cinque giornate, n. 2;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del legale rappresentante p.t.,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, con

domicilio ex lege in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale per

l’Umbria, n. 207/04/14, pronunciata il 27 gennaio 2014 e depositata

il 24 marzo 2014, non notificata;

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 25 febbraio

2021 dal Consigliere Marcello M. Fracanzani.

 

Fatto

RILEVATO

La contribuente era attinta da avviso di accertamento per l’anno di imposta 2006 in ragione del reddito da partecipazione nella soc. Valle Verde di P.M. & C. s.a.s., di cui era socia al 95%, il rimanente 5% appartenendo al socio accomandatario P.M.. Nel particolare l’Ufficio rilevava come il reddito dichiarato dalla contribuente G.L. fosse ampiamente minore della stessa percentuale di reddito esposto dalla società. Altrettanto era accertato in capo al socio di minoranza che dichiarava un reddito che era proporzionale a poco più del 1% rispetto al 5% della sua partecipazione.

La contribuente, al pari dell’altro socio, rappresentavano – già in sede amministrativa – un errore nella compilazione dei redditi della s.a.s. che costituita nel 2005 aveva iniziato solo nel 2006, ma i ricavi erano stati maggiorati per mantenere la congruità con lo studio di settore. Prospettavano poi ulteriori doglianze nel rito e nel merito della ripresa a tassazione.

I gradi di merito erano sfavorevoli alla parte contribuente che ricorre per cassazione proponendo cinque motivi.

Diritto

CONSIDERATO

Preliminarmente occorre rilevare la lesione del contraddittorio necessario fra società di persone e soci.

Al proposito, la Corte rammenta che, fin dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 14815 del 4 giugno 2008, è stato statuito come “In materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5, e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario. Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29) ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio” (conforme, tra le molte, Cass. 20 aprile 2016 n. 7789). Tale principio è stato affinato ritenendo non necessario il rinvio al primo giudice, disponendo le riunione per economia processuale e rispetto della ragionevole durata del processo quando: a) vi sia identità di causa petendi dei ricorsi; b) simultanea proposizione degli stessi avverso sostanziale avviso unitario di accertamento da cui scaturiscono le rettifiche reddituali per società e soci; c) simultanea trattazione degli afferenti processi in entrambi i gradi di merito; d) identità sostanziale delle decisioni ivi adottate (cfr. Cass. S.U. 3830/2010, Cass. V, n. 3789/2018).

In definitiva, rilevata la violazione litisconsorzio, si impone il rinvio al giudice di primo grado.

PQM

La Corte, decidendo sul ricorso, rileva la violazione del litisconsorzio necessario tra società di persone e soci, dichiara la nullità dell’intero giudizio e rinvia alla CTP di Perugia, anche per la regolazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 25 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 maggio 2021

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