Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14551 del 06/06/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 14551 Anno 2018
Presidente: BRUSCHETTA ERNESTINO LUIGI
Relatore: GIORDANO LUIGI

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sul ricorso iscritto al n. 17813/2011 R.G. proposto da
Francesco Vasapollo, rappresentato e difeso dall’avvocato Francescc
Paolo Messina, del foro di Trani, con domicilio eletto in Roma, via Luclovisi
n. 36, presso lo studio associato PT Legai & Tax;;

— ritornarle contro
Agenzia delle entrate, in persona del diret .:ore

pro tenripore,

elettivamente domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi n. 1.2, presso
l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende, ope legis;

intimata –

Data pubblicazione: 06/06/2018

avverso la sentenza n. 82/24/10 della Commissione Tributaria
Regionale della Lombardia – Milano, depositata il 21/5/2010.
Udita la relazione svolta nella camera di c:onsigl o del 11/01/2018 dal
Consigliere Luigi Giordano;
FATTI DI CAUSA

notificata, la Commissione tributaria regionale della Lombardia (in seguito
CTR) ha rigettato l’appello proposto da Francesco Vasa pollo ,avverso la
sentenza n. 214/29/2009 della Commissione tributaria provinciale di
Milano, compensando le spese di lite.
Il giudice di appello ha rilevato che la controversia riguardava ricorso
avverso l’avviso di accertamento n. R1KH104, notil:icato il :L9 settembre
2008, concernente una maggiore imposta Irpef, Iva, Irap per l’anno 2002,
che scaturiva dall’applicazione degli studi di settore. Secor do la CTR,
l’accertamento fondato sugli studi di se:tore costituisce una .;:y -esunzione
legale relativa circa l’ammontare dei redditi. In particolare,
studi di settore è sufficiente

”L’uso degli

ope legis ad assolvere l’onere della prova

gravante sull’Ufficio”. La necessità di dare una prova contrar a sì sposta
sul contribuente, che può offrirla “con qualsiasi argomentazione, salvo ad
essere valutata dal giudice convincente o meno … Il contribuente può
quindi addurre qualsiasi circostanza e tutte le caratteristiche cella propria
specialità per confermare la congruità dei dati dich.arati”.

Pertanto, “Il

contribuente può dimostrare all’Ufficio (in sede di definizione con
adesione) e al Giudice (in sede contenziosa)„ con qualsiasi d3cumento
argomentazione, l’infondatezza del reddito accertato”.

Nel Ca S o di specie,

all’esito del contraddittorio procedimentale tra amminlstra:zionc: finanziaria
e contribuente, la presunzione non è stata superata : non essendo state
portate prove convincenti e fondate in grado di contrastare la pretesa
tributaria dell’Agenzia, in particolare prove documentali. In mancanza di
tali prove, le risultanze dello studio di settore non sono sta .:e superate
neppure nel corso del giudizio.
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1. Con sentenza n. 82/24/10, depositata il 21 maggio 2010 e non

2. Avverso la sentenza di appello, il contribuente ha proposto ricorso
per cassazione, notificato il 13 luglio 2011 ed affidato EI cinque motivi,
ancorché erroneamente indicati come “appello” (cfr. pag, 10 del ricorso).
3. L’Agenzia intimata ha depositato atto di costituzione.
RAGIONI DELLA DECISIONE

in relazione all’art. 360, primo comma, n. 3 e n.

cod. proc. civ. – la

violazione degli artt. 62-bis e 62-sexies del c1.1. 30 agosto 1993, n. 331,
convertito nella legge n. 427 del 2003 per la violazione dell’art. 23 della
Cost. (rectius art. 53 Cost.) e l’omessa pronuncia su un fatto .::liecisivo per
il giudizio. In particolare, ha sostenuto che le disposizioni indicate,
introducendo un sistema di determinazione dei ricavi dell’impresa che
sarebbe automatico, non terrebbe conto delle caratteristiche del
contribuente, con violazione del dettato costituzionale.
2. Il motivo è infondato e deve essere rigettato.
L’accertamento dello scostamento del reddito dichiarato ,..ispetto agli
studi di settore è conforme al rispetto de principio dela capacità
contributiva, perché, per la natura relativa deila presunzione, il
contribuente nel contraddittorio è posto in grado di dimostrare
l’infondatezza della pretesa tributaria. Il contribuente, infatti, i Dri subisce
alcuna limitazione dei propri diritti di difesa, potendo contestare gli studi
di settore sotto ogni profilo, dimostrando l’inidoneità degli studi di settore
a rappresentare – in maniera adeguata le effettive caratteristiche
dell’attività svolta, adducendo motivi sia di natura strettamente 1)a -sonale,
sia di carattere generale (cfr. di recente Cass., Sez. 5 n. 9484 del
12/04/2017).
Nella sentenza della CTR, in particolare, si ravvisa una specifica
motivazione sul rispetto delle regole costituzionali (“Appé-iionc nfondati i
dubbi sulla legittimità costituzionale degli studi di sefltore, considE.- -irato
che nessun limite è posto alla prova della sussistenza degli elementi e
delle circostanze di fatto su cui si basa l’accertamento”), inserito in un
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1. Con il primo motivo di ricorso, Francesco Vasarollo ha denunciato –

contesto in cui è descritto il meccanismo legale di accertamento dei
maggiori redditi, dovendo concludersi, pertanto, One non sussiste la
lamentata omissione.
3. Con il secondo motivo di ricorso, Francesco Vasapollo ha denunciato
– in relazione all’art. 360, primo comma, n. 3 cod. proc. civ. -1E1 violazione

non era motivato, in quanto fondato unicamente sulle risultanze dello
studio di settore, senza dimostrare l’applicabilità dei risultati st9nclardizzati
al caso concreto.
4. Il motivo è infondato e deve essere rigettato.
Secondo l’indirizzo giurisprudenziale consolidato, l’accertamento
tributario standardizzato mediante applicazione dei parametri o degli studi
di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici„ la cui gravità,
precisione e concordanza non è “ex lege” determinata dallo scostamento
del reddito dichiarato rispetto agli “standards” in sé considerati meri
strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale
redditività – ma nasce solo in esito a! contraddittorio

■ jEl attivare

obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente.
In tale sede, questi ha l’onere di provare, senza limitazione di mezzi e
contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano I esclusione
dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli
“standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di
tempo in esame, mentre la motivazione dell’atto di accertamelto non può
esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma va integrata con la
dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello “standard” prescelto e le
ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate (Cass. n.
9484 del 12/04/2017, citata).
Nella decisione della CTR è precisato che l’ufficio ha detE.Tminato lo
scostamento rispetto a quanto fissato negli studi di settore per il tipo di
attività svolta – impresa di piccole dimensioni che realina lavori di
costruzione di edifici in subappalto – mediante l’utilizzo lei sistema
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dell’art. 7 della legge n. 212 del 2000, deducendo che l’atto ..mpositivo

informatico GERICO, assolvendo in tale modo l’onere probatorio relativo
alla determinazione dei maggiori ricavi. Ha poi provocato il contraddittorio ,
con il contribuente, che si è limitato ad affermare anche nel ricorso che ha
introdotto il presente giudizio la natura familiare delLmpresa. Il
contribuente, pertanto, come ha affermato la CTR non ha prodotto prove

producendo in particolare prove documentali che giustificassero lo
scostamento dai parametri, né dimostrando il difetto di motivazione
dell’accertamento.
5. Con il terzo motivo di ricorso, Francesco Vasapollo ha cienunciato in relazione all’art. 360, primo comma, n. 3 cod. proc. civ. — la violazione
dell’art. 2697 cod. civ., deducendo che l’applicazione

dei

risultati

standardizzati desunti dagli studi di settore ha determinato una illegiltima
inversione dell’onere della prova in merito ai maggior ricavi conseguiti
dall’impresa.
6. Il motivo è infondato e deve essere rigettato.
Come è stato rilevato, in conseguenza della natura relativa della
presunzione posta dall’applicazione degli studi di settore, il contribue~ite è
posto in grado di dimostrare l’infondatezza della pretesa tribu .:aria. Egli è
reso edotto dello studio di settore applicato nel corso di un contraddittorio
che verte sulle ragioni dello scostamento dei ricavi dichiarati rispetto a
quelli fissati dal sistema standardizzato ovvero sulle Egioni per
l’inapplicabilità dello studio di settore individuato dall’amministrazione. Di
conseguenza non subisce alcuna limitazione dei propri diriti di difesa,
derivante da un’illegittima inversione dell’onere della prova. Rimane in
capo all’amministrazione l’onere di provare le ragioni per le quali nel caso
concreto deve trovare applicazione un determinato studio di settore,
mentre il contribuente può contestarne le risultanze sotto ogni profilo,
dimostrandone l’inidoneità a rappresentare in maniera adeguata – le
effettive caratteristiche dell’attività svolta, adducendo motivi sia di natura

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convincenti e fondate in risposta alla pretesa tributaria dell’Agenzia, non

strettamente personale, sia di carattere generale (cfr. di recente Cass.,
Sez. 5, n. 9484 del 12/04/2017, citata).
7. Con il quarto motivo di ricorso, Francesco Vasapollo ha c enunciato in relazione all’art. 360, primo comma, n. 3 e n. 5 cod. preic. civ. – la
violazione degli artt. 62 bis e 62 sexies del d.l. 30 agosto 1993, n. 331,

decisivo per il giudizio, avendo ritenuto la CTR legittimo l’accertamento in
base allo scostamento rispetto agli studi di settore„

Dur non sussistendo

nel caso di specie una grave incongruenza tra i ricavi dichiarati e quelli
accertati in modo standardizzato.
8. Il motivo è infondato e deve essere rigettato.
L’accertamento induttivo fondato sul mero divario ., a prescindere dalla
sua gravità, tra quanto dichiarato dal contribuente e quanto risulTante
dagli studi di settore è legittimo a decorrere dal 10 gennaio 2007, in base
all’art. 1, comma 23, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, norma di
portata innovativa che ha soppresso il riferimento alle “gravi
incongruenze”, prima operato tramite il rinvio recettizio all’art. 152-sexies,
comma 3, del d.l. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con rnodificazioni,
nella legge 29 ottobre 1993, n. 427 (Cass. Sez. 5, n. :2.6481. del
17/12/2014; Cass. Sez. 5, n. 22421 del 04/11/2015).
In particolare, è stato rilevato che, avendo a disoosi:::ione citata
carattere innovativo, essa non può che intendersi riferibile, ai sensi
dell’art. 11 disp. prel. cod civ., agli avvisi di accertamento emessi in
epoca successiva all’entrata in vigore della I. n. 296/2006 (cfr, Cass. Sez.
5, n. 26481 del 17/12/2014, citata).
Nel caso di specie, l’accertamento risale al 19 settembre 2008 e,
dunque, in epoca ampiamente successiva all’inl:roduzione della normativa
citata.
In ogni caso, la sentenza della CTR ha dato atto della legittimità dei
criteri con i quali l’amministrazione ha determinato i maggiori r cavi,
ritenendo dunque sussistenti i presupposti per l’applicazione della
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convertito nella legge n. 427 del 2003 e l’omessa pronuncia su un fatto

disciplina degli studi di settore; ha indicato precisamente I enti:à dello
scostamento rispetto ai ricavi derivanti dall’applicazione del o studio di
settore relativo all’attività di impresa di picc:ole dimensioni che realizza
lavori di costruzione di edifici in subappalto (cluster 23), ha irecisato che
il contribuente, sia nel corso del contraddittorio endo-procedimentale, che

con ogni mezzo, convincenti ed idonee a dimostrare la congruità de dati
dichiarati.
9. Con il quinto motivo di ricorso, Francesco VasapoLo ha denunciato in relazione all’art. 360, primo comma, n. 5 cod. proc. civ.

la

contraddittorietà della motivazione rispetto ad un fatto decisivo per il
giudizio, rappresentato dalla prova contraria offerta dal ccntribuente
rispetto alla pretesa dell’Agenzia.
10. Il motivo è infondato e deve essere rigettato.
Nella decisione della CTR è precisato che l’ufficio ha determinato lo
scostamento rispetto a quanto fissato negli studi di settore per il tiDo di
attività svolta – impresa di piccole dimensioni che realiz2:a lavori di
costruzione di edifici in subappalto – assolvendo in tale modo l’onere
probatorio relativo alla determinazione dei maggiori ricavi. Ha poi
provocato il contraddittorio con il contribuente, che si è limitatp ad
affermare la natura familiare dell’impresa, senza spiegare

l

speOfiche

cause dei minori ricavi dell’impresa rispetto a quanto determinato in modo
standardizzato. Il contribuente, pertanto, come ha affermato a

crR

non

ha prodotto prove convincenti e fondate in risposta a la pretesa tributaria
dell’Agenzia, non producendo in partico’are prove docunientaii che
giustificassero lo scostamento dai parametri, né dimostrando il d fetto di
motivazione dell’accertamento.
11. Il ricorso va in conseguenza respinto. Nulla va disposte sulle spese
non essendosi costituita l’amministrazione intimata.
P.Q.M.
La Corte
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durante il giudizio, non ha offerto prove, che pure potevano essere date

- rigetta il ricorso;
– Nulla sulle spese.
D 20.18

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 11 gennai

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