Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14524 del 15/07/2016


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Cassazione civile sez. I, 15/07/2016, (ud. 07/04/2016, dep. 15/07/2016), n.14524

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALVAGO Salvatore – Presidente –

Dott. CAMPANILE Pietro – rel. Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna – Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. DE MARZO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

ROMA CAPITALE (gia’ Comune di Roma), elettivamente domiciliata in

Roma, via del Tempio di Giove, presso gli uffici dell’Avvocatura

comunale; rappresentata e difesa dall’avv. Domenico Rossi, giusta

procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

C.C., V.M.G., la prima elettivamente

domiciliate in Roma, Via G.G. Belli, n. 39, nello studio dell’avv.

Alessandro Lembo, che le difende, come da procure autenticate in

data 30 marzo 2016, unitamente all’avv. Gianfranco Serratore;

– controricorrenti –

avverso la sentenza della Corte di appello di Roma, n. 3557,

depositata in data 13 settembre 2010;

sentita la relazione svolta all’udienza pubblica del 7 marzo 2016 dal

Consigliere Dott. Pietro Campanile;

Sentito per il ricorrente l’avv. Patriarca, munito di delega;

Sentito per le controricorrenti l’avv. Lembo;

Udite le richieste del Procuratore Generale, in persona del Sostituto

Dott. CARDINO Alberto, il quale ha concluso per l’estinzione per

rinuncia.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1 – La Corte di appello di Roma, pronunciando sulla domanda proposta dalle signore C.C. e V.M.G. nei confronti del Comune di Roma, in relazione alle indennita’ di espropriazione di terreno di loro proprieta’, soggetto a procedimento ablativo nell’ambito della realizzazione della viabilita’ di collegamento fra i quartieri di (OMISSIS), ha determinato in Euro 578.125,00 l’indennita’ di espropriazione, ordinandone il deposito, al netto di quanto gia’ versato, con gli interessi legali decorrenti dal 25 luglio 2007.

1.1 – A tali conclusioni, per quanto qui maggiormente rileva, la corte territoriale e’ pervenuta osservando preliminarmente che – essendo stata la relativa domanda validamente e tempestivamente proposta – l’indennita’ dovesse essere calcolata, tenuto conto dell’abrogazione ad opera della Corte costituzionale dei criteri riduttivi di cui della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, sulla base del valore di mercato del fondo.

1.2 – E’ stata a tale proposito rigettata, in quanto tardivamente proposta, la richiesta del Comune di tener conto, ai sensi del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16, del valore dichiarato dalle proprietarie del terreno ai fini dell’ICI. 1.3 – Quanto al valore delle aree, sono state recepite le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio, fondate sulla natura edificatoria del suolo, per altro pacifica fra le parti.

1.4 – Per la cassazione di tale decisione ha proposto ricorso Roma Capitale.

Resistono con controricorso la C. e la V.. Le parti hanno depositato memorie.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

2 Con unico e articolato motivo l’ente ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 16 e del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 7: la sentenza impugnata avrebbe erroneamente escluso la natura vincolante, ai fini della determinazione dell’indennita’, della dichiarazione ai fini ICI. 3 – Tale questione, come riconosce la stessa ricorrente nelle proprie memorie difensive, risulta superata a seguito dell’abrogazione della norma invocata. Infatti con sentenza del 22 dicembre 2011, n. 338, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimita’ del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 16, comma 1 (e, in via consequenziale, D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 37, comma 7), nella parte in cui, per il caso di omessa dichiarazione o denuncia ai fini dell’imposta comunale sugli immobili (ici) o di dichiarazione o denuncia di valori assolutamente irrisori, non stabilisce un limite alla riduzione dell’indennita’ di esproprio, idoneo ad impedire la totale elisione di qualsiasi ragionevole rapporto tra il valore venale del suolo espropriato e l’ammontare della indennita’.

3.1 – Tanto premesso, va dato atto della rinuncia al ricorso da parte di Roma capitale, con atto ritualmente notificato alle controparti.

Tanto comporta l’estinzione del giudizio ai sensi dell’art. 390 c.p.c..

3.2 – In considerazione della sopravvenienza della richiamata pronuncia del Giudice delle leggi in epoca successiva alla proposizione del ricorso, ricorrono giusti motivi per la compensazione delle spese processuali relative al presente giudizio di legittimita’.

PQM

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio ed interamente compensate fra le parti le spese processuali relative al presente giudizio di legittimita’.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 7 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 15 luglio 2016

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