Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14494 del 06/06/2018


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Civile Ord. Sez. 2 Num. 14494 Anno 2018
Presidente: MATERA LINA
Relatore: GORJAN SERGIO

ORDINANZA

sul ricorso 347-2014 proposto da:
GENCHI GIOACCHINO, difeso da se medesimo ex art.86 cpc
elettivamente domiciliato in ROMA, V. VETULONIA 64,
presso il suo studio, rappresentato e difeso
dall’avvocato MARIA TURCO;
– ricorrente contro

PROCURATORE REPUBBLICA TRIBUNALE TERMINI IMERESE;
– intimato –

2018
1369

nonchè contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE
DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
– resistente –

Data pubblicazione: 06/06/2018

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di TERMINI IMERESE)04,

l’oiR/1/6 1

udita la relazione della causa svolta nella camera di

consiglio del 23/03/2018 dal Consigliere SERGIO GORJAN.

Fatti di causa
Gioacchino Genchi,nominato consulente tecnico dal P.M. di Termini Innerese
nell’ambito di un procedimento per onnicidio,ebbe a presentare la nota di
liquidazione del compenso per l’opera prestata,istanza che fu rigettata dal P.M.
Avverso detto procedimento il Genchi ebbe a proporre opposizione al Presidente

della richiesta del consulente di aver pagato il compenso poiché l’istanza di
liquidazione depositata oltre il termine decadenziale, ex art 71 comma 2 dPR
115/02.
Il Genchi ha proposto ricorso per cassazione fondato su unico motivo.
Il Ministero non s’è costituito ritualmente a resistere ma ebbe solo a depositare
nota per la partecipazione alla discussione orale.

Ragioni della decisione
Il ricorso proposto da Gioacchino Genchi s’appalesa fondato e va accolto.
Con l’unico mezzo d’impugnazione proposto il ricorrente denunzia violazione
delle norme portate nel dPR 115/02 in tema di liquidazione del compenso degli
ausiliari del Giudice, in particolare i consulenti tecnici.
Osserva il ricorrente come il Giudice siciliano aveva errato nel ritenere
intempestivo il deposito della richiesta di liquidazione compenso, poiché la stessa
risulta proposta contestualmente al deposito dell’elaborato peritale, a seguito
d’espressa sollecitazione dallo stesso P.M.
La censura svolta dal ricorrente coglie nel segno.
Il ricorrente venne incaricato di procedere ad analisi dei flussi telefonici nella
zona in cui fu commesso omicidio dal P.M. presso il Tribunale di Termini
Imerese, ma non ebbe a rispettare il termine fissato per il deposito dell’elaborato
e richiese varie proroghe, sino a quando nel febbraio 2004 il P.M. rigettava la
richiesta del Genchi di ulteriore proroga delle operazioni.

1

del medesimo Tribunale,i1 quale con il decreto impugnato ha confermato il rigetto

Al rigetto dell’istanza di proroga però né seguiva il deposito dell’elaborato di
perizia da parte del consulente, né provvedimento di revoca dell’ausiliario da
parte del P.M. procedente.
Viceversa il P.M. di Termini Imerese,in data 13.7.2010, sollecitava il Genchi al
deposito dell’elaborato,fatto che avveniva puntualmente il 28.7.2010 unitamente

Tali dati fattuali pacifici lumeggiano come,in effetti, sussistesse ancora, nel luglio
2010, interesse da parte dell’Organo inquirente all’opera del consulente, tanto da
sollecitare il deposito dell’elaborato finale frutto dell’elaborazione peritale.
Erra,dunque, il Presidente del Tribunale di Termini Imerese a ritenere che la
confezione dell’elaborato peritale rappresenti solo una trasposizione scritta
dell’attività svolta in precedenza,poiché l’elaborato è il prodotto conclusivo
dell’attività peritale, che altrimenti non viene a giuridica esistenza.
Ciò è tanto vero che il P.M., dopo ben sei anni dal rigetto della richiesta di
proroga, ebbe a sollecitare il Genchi proprio al deposito dell’elaborato poiché
altrimenti non acquisibili al fascicolo delle indagini i risultati della consulenza.
Dunque a ragione il ricorrente sottolinea come l’elaborato peritale rappresenti
ancora attività di consulenza che,in fatto, si conclude con il deposito dello stesso
eppertanto il deposito dell’istanza di liquidazione,avvenuta contestualmente, non
può essere ritenuto tardivo, ex art 71 comma 2 dPR 115/02.
E’ ben vero che l’attività di raccolta dei dati da analizzare può essere anche
sensibilmente anteriore al momento dell’elaborazione dello scritto conclusivo
dell’attività peritale, ma questo rappresenta comunque la cristallizzazione
dell’attività d’indagine tecnica deferita, sicché rappresenta il compimento delle
operazioni peritali.
Di conseguenza il provvedimento del Presidente del Tribunale impugnato va
cassato e la questione rimessa per nuovo esame, rispettoso del principio di
diritto dianzi illustrato, al Tribunale di Termini Imerese in persona di diverso
Magistrato.

2

alla richiesta di liquidazione compenso.

Il Giudice di rinvio,ex art 385 comma 3 cod. proc. civ.,provvederà anche a
regolare le spese di questo giudizio di legittimità.

P. Q. M.
Accoglie il ricorso,cassa il provvedimento impugnato e rimette la causa,anche

Termini Imerese in persona di altro Magistrato.
Così deciso in Roma nell’adunanza di camera di consiglio del 23 marzo 2018.
Il Presidente
Lina Matera

per il regolamento delle spese di questo giudizio di legittimità,a1 Tribunale di

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