Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14489 del 09/06/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 09/06/2017, (ud. 13/03/2017, dep.09/06/2017),  n. 14489

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – rel. Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18341-2016 proposto da:

T.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA MAZZINI 27,

presso lo studio dell’avvocato GIOVAN CANDIDO DI GIOIA che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

A.A.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 21644/2014 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE,

depositata il 14/10/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 13/03/2017 dal Consigliere Dott. MARIA ACIERNO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte,

osserva quanto segue: con ricorso ex art 391 bis c.p.c. si chiede la correzione di errore materiale della sentenza di questa Corte, sez. 1 civile, recante il numero 21644/2014, depositata il 14.10.2014, evidenziando che nel corpo del dispositivo ed in particolare alla pag. 43, 44, 45, 46 relativamente alle parti in giudizio, la parte A.A., sempre correttamente indicata in motivazione ed epigrafe della sentenza, viene indicata come ” A.G.”; che effettivamente dalla lettura della motivazione della sentenza, dalle argomentazioni tecniche e letterali apportate a supporto della decisione, emerge senza alcun dubbio la ricorrenza nei punti indicati di mero errore materiale;

Considerato che in conclusione il ricorso va accolto, disponendo la correzione dell’errore materiale nei termini sopra indicati.

PQM

 

Accoglie il ricorso e dispone la correzione dell’errore materiale nel senso che alla pag. 43, 44, 45, 46, del dispositivo della sentenza n. 21644/2014 depositata il 14.10.2014 ove è scritto ” A.G.” si intenda invece ” A.A.”. Nulla sulle spese.

Così deciso in Roma, il 13 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2017

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