Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14488 del 06/06/2018


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 14488 Anno 2018
Presidente: MATERA LINA
Relatore: CAVALLARI DARIO

SENTENZA
sul ricorso 19663-2013 proposto da:
CAMPBELL BROLL DEL CORSO MARIA CARLA, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA PIEMONTE 26, presso lo studio
dell’avvocato MONICA BUCARELLI, rappresentata e difesa dagli
avvocati STEFANO e CARLO DE FERRARI;
– ricorrente nonché contro
RANIERI ANTONIO e MARANI EUGENIA;
– intimati avverso la sentenza n. 869/2013 della CORTE DI APPELLO di
GENOVA, depositata il 02/07/2013;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
14/02/2018 dal Dott. DARIO CAVALLARI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale
GIANFRANCO SERVELLO, che ha chiesto l’accoglimento del
ricorso;

(

Data pubblicazione: 06/06/2018

udito l’Avvocato STEFANO DE FERRARI per la ricorrente, che
ha chiesto l’accoglimento del ricorso;
letti gli atti del procedimento in epigrafe.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione notificata il 27 maggio 1996 Antonio Ranieri ed

Tribunale di La Spezia, Maria Carla Campbell Broll e, premesso
di essere comproprietari di un appartamento in La Spezia, sito
nel Condominio di via Faiti n. 14, si sono doluti del fatto che la
convenuta, proprietaria dell’appartamento sottostante, avesse
realizzato una veranda con tetto in tegole ed in appoggio al
muro perimetrale dell’ufficio violando il loro diritto di veduta.

Essi hanno chiesto, pertanto, che, previo accertamento della
violazione dell’articolo 907 c.c., fosse ordinata la demolizione
della suddetta costruzione.

Il Tribunale di La Spezia, nel contraddittorio delle parti, con
sentenza del 19 maggio 2003, ha respinto la domanda attrice.

Con atto di citazione del 19 maggio 2004 gli attori in primo
grado hanno proposto appello contro la summenzionata
sentenza.

La Corte di Appello di Genova, nel contraddittorio delle parti,
con sentenza n. 1308/09, ha respinto l’appello.

Antonio Ranieri ed Eugenia Marani hanno proposto ricorso
per cassazione contro la summenzionata sentenza sulla base di
quattro motivi.

Ric. 2016 n. 17131 sez. 52 ud. 14-02-2018
-2-

Eugenia Marani hanno convenuto in giudizio, presso il

Tale ricorso è stato accolto con sentenza n. 4847/12.

Antonio Ranieri ed Eugenia Marani hanno notificato in data
10-12 maggio 2012 “atto di citazione” con il quale hanno
convenuto in giudizio davanti alla Corte di Appello di Genova

La Corte di Appello di Genova, dichiarata la contumacia di
Maria Carla Campbell Broll, con sentenza n. 869/13, ha accolto
l’originario appello.

Maria Carla Campbell Broll ha proposto ricorso per cassazione
sulla base di un motivo.

Gli intimati non hanno svolto difese.

Il procedimento è stato assegnato alla Sezione civile 6-2 che,
con ordinanza interlocutoria del 2 marzo 2015, ha ritenuto di
rinviare la causa alla pubblica udienza.

In seguito alla fissazione della pubblica udienza, la ricorrente
ha depositato memoria ex articolo 378 c.p.c.

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con un unico motivo la ricorrente lamenta la nullità del
giudizio di rinvio e della sentenza impugnata ex articolo 164
c.p.c. per inosservanza degli articoli 163, 164, 167, 342 e 359
c.p.c.
Si duole Maria Carla Campbell Broll del fatto che la copia
dell’atto di citazione in riassunzione davanti alla Corte di
Ric. 2016 n. 17131 sez. 52 – ud. 14-02-2018
-3-

Maria Carla Campbell Broll.

Appello di Genova ad essa notificato non contenesse
l’indicazione della data di udienza di comparizione, recando lo
stesso uno spazio vuoto in luogo di detta data.
La ricorrente, perciò, ha domandato la cassazione senza
rinvio della sentenza e la dichiarazione di estinzione del

Il ricorso va accolto nei termini che seguono.
Dall’esame dell’atto di citazione in riassunzione, attività
consentita in questa sede di legittimità attesa la natura in
procedendo del vizio denunciato, risulta che non è stato
riportato il giorno dell’udienza di comparizione davanti alla
Corte di Appello di Genova.
L’omessa indicazione di tale data nella copia notificata
dell’atto di citazione in appello comporta la nullità della stessa
citazione poiché l’articolo 342 c.p.c., nello stabilire i requisiti
che deve rispettare l’appello, richiama le prescrizioni
dell’articolo 163 c.p.c. che impone di trascrivere nell’atto di
citazione il giorno dell’udienza di comparizione.
Non può, peraltro, condividersi la richiesta della ricorrente di
dichiarare estinto il processo per mancata riassunzione del
giudizio davanti alla corte territoriale ex articolo 363 c.p.c.
In particolare, non può trovare applicazione il principio, pure
enunciato dalla giurisprudenza di legittimità con riferimento a
controversia antecedente al 30 aprile 1995, per il quale la non
indicazione, nella copia notificata dell’atto di citazione in
appello, della data dell’udienza di comparizione, produce
l’inammissibilità del gravame ed il passaggio in giudicato della
sentenza impugnata, trattandosi di nullità non suscettibile di
sanatoria perché ricollegata all’assenza di un elemento
necessariamente richiesto dall’articolo 342 c.p.c. attraverso il
Ric. 2016 n. 17131 sez. 52 – ud. 14-02-2018
-4-

giudizio ex articolo 393 c.p.c.

richiamo al precedente articolo 163 c.p.c. (Cass., Sez. 1, n.
18868 dell’8 settembre 2014).
Infatti, l’articolo 164 c.p.c., nel testo rilevante nella specie,
trattandosi di giudizio introdotto successivamente alla data del
30 aprile 1995, prescrive che, ove la citazione sia nulla per

(qui l’appellato) non si sia costituito, il giudice ne dispone la
rinnovazione entro un termine perentorio che ne sana i vizi sin
dalla prima notificazione, e che solo la mancata rinnovazione di
tale notificazione comporta l’estinzione del processo.
Pertanto, si ritiene che la nullità, non rilevata d’ufficio dal
giudice di secondo grado nella contumacia del convenuto,
renda nulli gli atti successivi nonché la sentenza, ma imponga,
altresì, la cassazione con rinvio di quest’ultima ex articolo 383
c.p.c. affinché la controversia sia decisa nel merito, nel rispetto
del detto articolo 164, comma 2, c.p.c., applicabile anche in
appello (Cass., Sez. 3, n. 22024 del 16 ottobre 2009; Cass.,
Sez. 1, n. 17951 del

10 luglio 2008), che avrebbe reso

necessario il compimento d’ufficio, ad opera della Corte di
Appello di Genova, delle attività idonee a consentire la
prosecuzione della causa e ad evitarne l’estinzione.

2. Il ricorso è accolto, quindi, con cassazione della sentenza

impugnata e rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di
Genova perché decida la causa nel merito, provvedendo anche
sulle spese del giudizio di Cassazione.

P.Q.M.

La Corte,

Ric. 2016 n. 17131 sez. 52 – ud. 14-02-2018
-5-

mancata menzione dell’udienza di comparizione ed il convenuto

accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata con rinvio
ad altra sezione della Corte di Appello di Genova anche per le
spese del giudizio di Cassazione.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 2^

Sezione Civile, il 14 febbraio 2018.

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