Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14484 del 06/06/2018


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Civile Ord. Sez. 2 Num. 14484 Anno 2018
Presidente: MATERA LINA
Relatore: GORJAN SERGIO

ORDINANZA

sul ricorso 29633-2014 proposto da:
LUCIO

SPANO’,

GERMOGLIO

OLIMPIA,

elettivamente

domiciliati in ROMA, VIALE ANGELICO 70/ C, presso lo
studio dell’avvocato PAOLO PALMA, rappresentati e
difesi dall’avvocato PASQUALE PACIFICO;
– ricorrenti contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, elettivamente domiciliato in
2018
546

ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso . AVVOCATURA
GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope
legis;
– controricorrente nonché contro

TRIBUNALE NAPOLI;

Data pubblicazione: 06/06/2018

- intimato –

,

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di NAPOLI, depositata
il 13/10/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di

consiglio del 08/02/2018 dal Consigliere SERGIO GORJAN.

Fatti di causa
Il dott. Lucio Spanò,quale custode ed amministratore giudiziario di società
sottoposta a sequestro preventivo penale,e la sig. Olimpia Germoglio,quale
coadiutore, ebbero a proporre opposizione al decreto di liquidazione, da parte del
Giudice penale,del loro compenso per l’opera di ausiliari prestata in quanto detto

commercialisti e, non già, in forza degli usi locali.
Il Tribunale di Napoli,attinto dal’opposizione,ebbe a rigettare la stessa
osservando come l’espletata attività di custodia del bene sequestrato era stata
correttamente compensata sulla base degli usi locali, non trovando altrimenti
base normativa l’applicazione delle tariffe professionali relative alla qualità di
dottore commercialista del custode.
I consorti Spanò-Germoglio hanno proposto ricorso per cassazione fondato su
unico motivo e depositato memoria ex art 378 cod. proc. civ..
Il Ministero della Giustizia s’è costituito ritualmente a resistere con contro
ricorso.

Ragioni della decisione
Il ricorso proposto dai consorti Spanò-Germoglio ha fondamento giuridico e va
accolto.
In limine va rilevata l’infondatezza dell’eccezione di inammissibilità del ricorso
per carenza di procura speciale sollevata dal Ministero.
Difatti l’incorporazione della procura rilasciata al difensore, ancorché non
portante specifici riferimenti al giudizio di cassazione, nell’atto d’impugnazione
notificato, siccome avvenuto nella specie,consente di ritenere superata la
questione sollevata – Cass. sez. 2 n° 26233/05 -.
Con l’unico mezzo d’impugnazione spiegato i ricorrenti denunziano violazione
delle norme relative alla tariffa professionale dei commercialisti ed in tema di
liquidazione del compenso agli ausiliari del Giudice poiché il Tribunale partenopeo
1

corrispettivo da liquidare in forza delle tariffe professionali dei dottori

ebbe a ritenere corretta la liquidazione secondo gli usi, nonostante che detta
modalità fosse applicabile ai soli ausiliari non rientri in categorie professionali
riconosciute e relativamente alle quali la legge disponesse apposite tariffe.
In effetto. gli arresti di legittimità richiamati dagli impugnanti, a sostegno della
loro impugnazione, appaiono specifici in relazione a situazione diversa ossia alla

sequestro di natura preventiva fu effettuato nell’ambito di procedimento penale.
Dunque correttamente il compenso andava tassato in forza delle norme in artt
58 e 59 dPR 115/2002, che però rimandano ad apposito decreto interministeriale
che non impone siccome obbligatoria la liquidazione in forza delle tariffe
professionali.
Tuttavia,come anche ricordato da specifico arresto di questa Suprema Corte Cass. sez. 2 n° 24106/2011 -, deve esser differenziata la peculiare situazione
della mera custodia e conservazione – art 58 dPR 115/02 – rispetto alla custodia
con amministrazione del bene sottoposto a sequestro – nella specie società
commerciale -.
Difatti, come anche ricordato nel provvedimento impugnato, lo Spanò venne
nominato dal Giudice penale procedente custode ed amministratore della società
posta in sequestro,tuttavia, nel valutare l’opposizione, il Tribunale partenopeo ha
argomentato esclusivamente esaminando la questione sotto il profilo
dell’affidamento della mera custodia del bene senza nulla cennare e-circa la
prestata attività anche di amministrazione,pur espressamente indicata nel
provvedimento di nomina.
Tale omissione comporta l’accoglimento del ricorso e la cassazione dell’ordinanza
impugnata con rinvio per nuovo esame al Tribunale di Napoli, diversa
connposizione,anche alla luce del decreto interministeriale ex art 59 dPR
115/2002 nelle more emanato.

P. Q. M.

2

gestione di beni soggetti a provvedimento di prevenzione, mentre nella specie il

Accoglie il ricorso,cassa e rinvia al Tribunale di Napoli,diversa composizione,che
provvederà anche al regolamento delle spese di questo giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma nell’adunanza di camera di consiglio del 8 febbraio 2018.

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