Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14482 del 26/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/05/2021, (ud. 19/03/2021, dep. 26/05/2021), n.14482

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 35614-2019 proposto da:

E-DISTRIBUZIONE S.P.A., già ENEL DISTRBUZIONE S.P.A., rappresentata

e difesa dall’Avvocato RAFFAELE NICOLA per procura speciale in calce

al ricorso;

– ricorrente –

contro

G.V., rappresentato e difeso dall’Avvocato ATTILIO

SEBASTIO per procura speciale in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso l’ORDINANZA DEL GIUDICE DI PACE DI TARANTO, depositata il

5/9/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 19/3/2021 dal Consigliere GIUSEPPE DONGIACOMO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Il giudice di pace di Taranto, su ricorso dell’avv. G.V., ha pronunciato, nel 2019, decreto con il quale ha ingiunto alla e-distribuzione s.p.a. di pagare all’istante la somma di Euro 1.358,26, oltre interessi e spese, quale compenso per le prestazioni professionali rese dallo stesso nell’interesse della società debitrice.

La società ingiunta, con atto di citazione notificato il 26/4/2019 ed iscritto a ruolo lo stesso giorno, ha proposto opposizione avverso il predetto decreto ingiuntivo.

L’avv. G., costituendosi in giudizio, ha eccepito l’improcedibilità dell’opposizione perchè proposta con atto di citazione e non con ricorso a norma del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 14, e dell’art. 702 bis c.p.c..

Il giudice di pace, con l’ordinanza impugnata, ha ritenuto che, nella fattispecie in esame, avente ad oggetto il pagamento degli onorari asseritamente maturati dal convenuto opposto, l’opposizione al decreto ingiuntivo, ai sensi del comb. disp. del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 14, e dell’art. 702 (bis) c.p.c., può essere proposta solo a mezzo di ricorso ex art. 702 bis c.p.c. “con il rito speciale di cui al D.lgs. n. 150 del 2011, art. 14”, che appartiene alla “competenza esclusiva del Tribunale”, ed ha, quindi, dichiarato l’inammissibilità della domanda.

La e-distribuzione s.p.a., con ricorso notificato il 15/11/2019, ha chiesto, per due motivi, la cassazione dell’ordinanza.

L’avv. G.V. ha resistito con controricorso.

La ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo, la ricorrente, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 2, ha denunciato la violazione delle norme sulla competenza, in relazione all’art. 645 c.p.c., e al D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 14, censurando l’ordinanza impugnata nella parte in cui il giudice di pace ha ritenuto che l’opposizione al decreto ingiuntivo dovesse essere proposta con ricorso innanzi al tribunale, senza, tuttavia, considerare che, a norma dell’art. 645 c.p.c., comma 1, l’opposizione al decreto ingiuntivo deve essere proposta innanzi all’ufficio giudiziario al quale appartiene il giudice che l’ha emesso.

2. Con il secondo motivo, la ricorrente, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4, ha denunciato la nullità del procedimento e dell’ordinanza per violazione dell’art. 156 c.p.c., comma 3, e dell’art. 159 c.p.c., comma 3, censurando l’ordinanza impugnata nella parte in cui il giudice di pace ha dichiarato l’inammissibilità della domanda sul rilievo che l’opposizione al decreto ingiuntivo doveva essere proposto non con atto di citazione a comparire ad udienza fissa ma con ricorso ai sensi dell’art. 702 bis c.p.c., e del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 14, senza, tuttavia, applicare il principio di salvezza degli effetti sostanziale dell’atto processuale ove lo stesso, a prescindere dalla forma adottata, abbia comunque raggiunto lo scopo, come è accaduto nel caso in esame, in cui l’atto di citazione era stato notificato e depositato ai fini dell’iscrizione a ruolo entro il termine di quaranta giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo opposto.

3. Il ricorso è inammissibile. Il giudice di pace, infatti, con l’ordinanza impugnata, resa in un ordinario giudizio d’opposizione a decreto ingiuntivo, dichiarando l’improcedibilità dell’opposizione proposta sul rilievo, tra l’altro, che si tratterebbe di domanda che, avendo ad oggetto il pagamento degli onorari asseritamente maturati dal convenuto opposto, appartiene alla “competenza esclusiva del Tribunale”, ha, in sostanza, dichiarato, definendo il giudizio innanzi sè, la propria incompetenza per materia (cfr. Cass. SU n. 4485 del 2018, la quale, con riferimento ad un’ordinanza del tribunale che aveva dichiarato l’inammissibilità della domanda in ragione della negazione della propria competenza, ha ritenuto che, proprio in ragione della sostanza del decisum, l’ordinanza impugnata doveva essere interpretata come una decisione che aveva inteso negare la competenza e che, per tale ragione, fosse impugnabile con il regolamento di competenza). Ed è, tuttavia, noto che la decisione con la quale il giudice di pace statuisca sulla propria competenza, ove non abbia natura meramente interlocutoria, può essere soltanto appellata, nei limiti e secondo le previsioni di cui all’art. 339 c.p.c. (Cass. n. 23062 del 2018), anche se si tratta di opposizione a decreto ingiuntivo (cfr. Cass. n. 21975 del 2020).

4. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

5. La Corte dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte così provvede: dichiara l’inammissibilità del ricorso; condanna la ricorrente a rimborsare al controricorrente le spese di lite, che liquida in Euro 1.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori di legge e spese generali nella misura del 15%; dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione Civile – 2, il 19 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 maggio 2021

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