Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14466 del 26/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 26/05/2021, (ud. 30/03/2021, dep. 26/05/2021), n.14466

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRAZIOSI Chiara – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso per conflitto di competenza iscritto al n. R.G.

16074/2020 sollevato dal Tribunale di Bologna con ordinanza n. R.G.

6440/2018 del 30/04/2020 nel procedimento vertente tra:

FRATELLI M. S.R.L. in liquidazione in concordato preventivo;

contro

AUTHORITY SOCIETA’ di TRASFORMAZIONE URBANA S.P.A. in liquidazione;

udita la relazione della causa svolta nella camera di Consiglio non

partecipata del 30/03/2021 dal Consigliere Relatore Dott. Valle

Cristiano;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. Nardecchia Giovanni Battista

che ha concluso chiedendo di rigettare il ricorso per regolamento di

competenza, nonchè di accertare e dichiarare la competenza del

Tribunale di Bologna, sezione specializzata per le imprese, osserva

quanto segue.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Dall’ordinanza del Tribunale di Bologna, sezione specializzata in materia d’impresa, recante data 30/04/2020, risulta quanto segue:

la Trasformazione Urbana Authority S.p.a., in liquidazione, propose, con atto di citazione ritualmente notificato, opposizione avverso il decreto ingiuntivo del Tribunale di Parma n. 556 del 2015, ottenuto nei suoi confronti dalla F.lli M. S.r.l., per oltre settecentomila Euro;

all’udienza di prima comparizione, ai sensi dell’art. 183 c.p.c. del 21/09/2016, dinanzi al detto giudice, l’ingiunta Authority S.p.a. eccepì l’incompetenza funzionale del Tribunale di Parma, indicando quale competente il Tribunale di Bologna, sezione specializzata in materia d’impresa;

il giudice monocratico del Tribunale di Parma sospese, quindi, la provvisoria esecutività del monitorio e fissò nuova udienza al 07/06/2017, assegnando alla opposta F.lli M. S.r.l. termine per il deposito di memoria di replica in relazione alla suddetta eccezione d’incompetenza funzionale;

con ordinanza del 26/07/2017 il giudice del Tribunale di Parma dichiarava la competenza dello stesso Tribunale a conoscere della controversia in regione del foro convenzionale esclusivo stabilito nel contratto di appalto e ai fini dell’ulteriore svolgimento della causa assegnava alle parti i termini di cui all’art. 183 c.p.c., comma 6;

all’udienza del 17/01/2018 il giudice monocratico fissava udienza di discussione orale ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c.

all’udienza del 29 marzo 2018, precisate le conclusioni, il giudice monocratico del Tribunale di Parma pronunciava sentenza con la quale dichiarava l’incompetenza del Tribunale stesso, ritenendo competente la Sezione Specializzata in materia d’impresa presso il Tribunale di Bologna;

la causa venne riassunta dinanzi al Tribunale di Bologna, Sezione specializzata in materia d’impresa, dalla F.lli M. S.r.l., che reiterava le proprie conclusioni di rigetto dell’opposizione;

la Authority S.p.a. pure insisteva nelle proprie conclusioni;

all’udienza del 19/09/2019, precisate le conclusioni, il giudice monocratico della detta Sezione specializzata in materia d’impresa rimetteva la causa al Collegio per la decisione;

La Sezione specializzata in materia d’impresa ha, quindi, ritenuto che il Tribunale di Parma avesse affermato) con l’ordinanza del 26/07/2017, la propria competenza a conoscere della controversia e che detto provvedimento, non impugnato con regolamento di competenza, avesse oramai stabilizzato la competenza di detto Tribunale, che, conseguentemente, non poteva successivamente rimettere in discussione la statuizione con la sentenza resa dopo la precisazione delle conclusioni.

Il P.G. nelle sue conclusioni ritiene tardivo il regolamento di competenza d’ufficio richiesto dalla Sezione specializzata per le imprese, in quanto sollevato dopo la precisazione delle conclusioni e senza che le parti fossero state invitate a dedurre sul punto.

L’opinamento della Procura generale è condivisibile in quanto di regola l’invito a precisare le conclusioni comporta che le parti debbano dedurre su tutte le questioni, e, quindi, segna il passaggio alla fase decisoria.

Aderendosi alla prospettazione del P.G., deve, pertanto, valorizzarsi la circostanza che la questione d’incompetenza doveva essere rilevata d’ufficio, o eventualmente, su prospettazione di parte, alla prima udienza, dal giudice singolo della Sezione Specializzata in materia d’impresa e quindi prima che egli invitasse le parti alla precisazione delle conclusioni e le rimettesse dinanzi al Collegio (sul punto, quale espressione di un orientamento consolidato si vedano: Cass. n. 27731 del 29/10/2019 Rv. 655646 – 01: “Il regolamento di competenza da parte del giudice investito della controversia, a seguito di pronunzia declinatoria della stessa da parte del giudice preventivamente adito, è tempestivo, secondo quanto si ricava dall’art. 38 c.p.c., purchè promosso entro la prima udienza di trattazione, eventualmente anche a seguito di riserva assunta in quella sede. Il mancato rispetto di detto termine comporta l’inammissibilità del regolamento d’ufficio, pur quando il regolamento venga sollevato all’udienza di trattazione successiva ad altra di mero rinvio, perchè la celebrazione di tali udienze è vietata nel nostro ordinamento, stante la finalità costituzionalmente recepita della ragionevole durata del processo. (In applicazione di detto principio, la S.C. ha ritenuto intempestivo il regolamento di competenza sollevato alla prima udienza di effettiva trattazione, perchè successiva ad altra di mero rinvio operata con “salvezza dei diritti di prima udienza”” e Cass. n. 26072 del 15/10/2019 Rv. 655819 – 01: “In materia di responsabilità civile dei magistrati, nel procedimento camerale di cui alla L. n. 117 del 1988, art. 5, “ratione temporis” applicabile, il giudice istruttore, nel rimettere al Collegio la decisione sull’ammissibilità della domanda di cui alla citata legge, art. 2, in sede di prima udienza di trattazione deve rilevare, a norma dell’art. 38 c.p.c., la questione di competenza in ordine alla quale l’organo collegiale, cui è riservata la decisione in parola, può sollevare il regolamento d’ufficio a norma dell’art. 45 c.p.c. In mancanza del suddetto tempestivo rilievo, il regolamento stesso dev’essere dichiarato inammissibile perchè tardivo.”), in quanto la rimessione al Collegio comporta il passaggio alla fase decisoria, con conseguente preclusione al rilievo dell’incompetenza, salvo che il giudice abbia già prospettato alle parti la relativa questione, invitandole a concludere (anche) su di essa.

Il ricorso per regolamento di competenza di ufficio deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile.

Nulla deve essere statuito in ordine alle spese di lite, trattandosi di regolamento di competenza richiesto d’ufficio.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il regolamento di ufficio;

nulla spese.

Così deciso in Roma, nella camera di Consiglio della Corte di Cassazione, sezione VI civile 3, il 30 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 26 maggio 2021

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