Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14461 del 15/07/2016


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Cassazione civile sez. VI, 15/07/2016, (ud. 11/05/2016, dep. 15/07/2016), n.14461

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – rel. Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 30085/2014 proposto da:

A.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA OSLAVIA 12,

presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO RANCLIETTI, rappresentato e

difeso dall’avvocato ANGELA RITA FORTE, giusta procura speciale a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

INPS – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, in persona del suo

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso L’AVVOCATURA CENTRALE

DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati RICCI MAURO,

EMANUELA CAPANNOLO, CLEMENTINA PULLI, giusta procura speciale in

calce al ricorso notificato;

– resistente –

avverso la sentenza n. 1618/2013 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO

del 28/11/2013, depositata il 30/12/2013;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio

dell’11/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. FABRIZIA GARRI;

udito l’Avvocato Mauro Ricci difensore del resistente si riporta agli

scritti.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte di appello di Catanzaro ha confermato la sentenza del Tribunale di Castrovillari che aveva dichiarato inammissibile la domanda di A.G. volta al riconoscimento del diritto a percepire l’indennita’ di accompagnamento della L. n. 18 del 1980, ex art. 1, sottolineando che, prima ancora che tardiva ai sensi del D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47, la domanda (del 19.9.2008) era stata tardivamente proposta in violazione del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 42, comma 3, convertito con modificazioni nella L. 24 novembre 2003, n. 326, oltre il termine semestrale di decadenza decorrente dalla comunicazione del provvedimento amministrativo di diniego della prestazione ove, come nel caso in esame (comunicazione del 26.3.2005), comunicato successivamente al 1.1.2005.

Per la cassazione della sentenza ricorre l’ A. che articola tre motivi. L’Inps e’ rimasto intimato.

Tanto premesso il ricorso manifestamente fondato deve esser accolto. La Corte territoriale ha dichiarato decaduto, ai sensi del D.L. n. 269 del 2003, art. 42, comma 3, come convertito nella L. n. 326 del 2003, il ricorrente dall’azione giudiziaria sebbene la domanda avanzata con il ricorso introduttivo del giudizio fosse relativa ad una prestazione pensionistica previdenziale disciplinata dalla L. n. 222 del 1984 (assegno ordinario di invalidita’ ex art. 1 della Legge citata) e non all’indennita’ di accompagnamento della L. n. 18 del 1980, ex art. 1, come erroneamente riportato nella motivazione della sentenza della Corte di merito.

E’ evidente allora la falsa applicazione dell’art. 42, comma 3 citato in quanto tale disposizione, che abolisce i ricorsi amministrativi ed introduce un nuovo termine di decadenza per la proposizione dell’azione giudiziaria, e’ riferita con chiarezza ai procedimenti in materia di invalidita’ civile.

In questo senso depone oltre che la rubrica della norma stessa anche l’esplicito richiamo contenuto al comma 3 ai benefici “di cui al presente articolo” chiaramente elencati al comma 1 della stessa norma vale a dire ai procedimenti giurisdizionali concernenti l’invalidita’ civile, la cecita’ civile, il sordomutismo, l’handicap e la disabilita’ ai fini del collocamento obbligatorio al lavoro.

In conclusione la sentenza deve essere cassata con rinvio alla Corte territoriale che verifichera’ se in concreto, e con riguardo alla domanda di riconoscimento dell’assegno ordinario di invalidita’ della L. n. 222 del 1984, ex art. 1, era maturata o meno la decadenza disciplinata dal D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47 e s.m..

La Corte del rinvio provvedera’ altresi’ alla regolazione delle spese del giudizio di legittimita’.

PQM

La Corte, accoglie il ricorso. Cassa la sentenza e rinvia alla Corte di appello di Catanzaro in diversa composizione che provvedera’ anche sulle spese del giudizio di legittimita’.

Cosi’ deciso in Roma, il 11 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 15 luglio 2016

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