Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14452 del 05/06/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 14452 Anno 2018
Presidente: ORILIA LORENZO
Relatore: CARRATO ALDO

ORDINANZA
sul ricorso 12371-2017 proposto da:

(..) •

.1VIS BUDGET ITALIA SPA, in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA

con\ DI

RIENZO 92, presso lo studio dell’avvocato ‘VINCENZO DE
NISCO, che la rappresenta e difende; – ricorrente

contro
COMUNE DI FIRENZE, in persona del Sindaco pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA POLIBIO 15, presso lo
studio dell’avvocato GIUSEPPE LEPORE, rappresentato e difeso
dall’avvocato ANDREA SANSONI; – controricorrente

contro
EQUITALIA SUD SPA 11210661002;

– intimata –

avverso la sentenza n. 3679/2016 del TRIBUN ALE di FIRENZE,
depositata 1’8/11/2016;

Data pubblicazione: 05/06/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 27/4/2018 dal Consigliere Dott. ALDO CARRAIO.

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Con sentenza n. 3679/2016 (depositata 1’8 novembre 2016), il

Firenze avverso la sentenza del Giudice di pace di Firenze n.
3814/2013, accoglieva il gravame e, per l’effetto, in riforma della
decisione impugnata, confermava la legittimità della cartella esattoriale
opposta con il ricorso introduttivo del giudizio di primo grado
Autonoleggio s.p.a., che era stata annullata dal primo giudice
sul presupposto che, ai sensi degli artt. 196 e 84 c.d.s., non poteva
considerarsi sussistente la responsabilità solidale della società
opponente in quanto esercente l’attività di autonoleggio senza
conducente e, quindi, locatrice che andava esente da responsabilità
solidale per le violazioni stradali commesse dai conducenti clienti.
fondamento della sentenza di appello il Tribunale fiorentino
(richiamando anche lo specifico precedente di questa Corte di cui alla
sentenza n. 18988/2015) ravvisava, invece, la sussistenza della
responsabilità solidale della società locatrice di autonoleggio perché
l’art. 196 c.d.s., pur menzionando esclusivamente il locatario, intende
assicurare il pagamento da parte di un soggetto agevolmente
identificabile, mentre l’identità del locatario, di regola, è nota soltanto
al locatore, e ciò si verifica certamente nel caso di espletamento del
servizio di autonoleggio implicante la conclusione di rapporti di
locazione (di veicoli) senza conducente, come disciplinata dall’art. 84
dello stesso c.d.s.
2. Nei confronti della suddetta sentenza di appello proponeva ricorso
per cassazione, articolato in due motivi, la menzionata Avis Budget
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Tribunale di Firenze, decidendo sull’appello proposto dal Comune di

Italia s.p.a. . Si costituiva con controricorso il solo Comune di Firenze
mentre l’altra intimata Equitalia Sud s.p.a. non svolgeva attività
difensiva in questa sede.
3. Con il primo motivo la ricorrente ha dedotto — ai sensi dell’art. 360,
comma 1, n. 3, c.p.c. — la violazione e falsa applicazione degli artt. 386

autonoleggio a lungo e breve termine di veicolo a terzi, senza
conducente, non avrebbe potuto considerarsi — in relazione a quanto
previsto dalle predette disposizioni normative – autrice delle infrazioni
presupposte neanche in solido con i clienti locatari ai quali i veicoli
erano stati noleggiati.
3. Con la seconda censura la ricorrente ha denunciato — in virtù
dell’art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c. — l’omesso esame circa un fatto
decisivo per la controversia (avuto riguardo alla mancata
valorizzazione — da parte del giudice di appello – della circostanza che
essa società aveva provveduto a comunicare all’Amministrazione
comunale i nominativi dei clienti che al momento delle presunte
violazioni erano in possesso dei relativi veicoli), nonché la violazione
ed errata applicazione del citato art. 196 c.d.s.
4. Su proposta del relatore, il quale riteneva che il primo motivo
potesse essere dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 360-bis c.p.c. e
che il secondo andasse considerato inammissibile con riferimento alla
dedotta violazione di legge e manifestamente infondato con riguardo al
prospettato vizio di cui all’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., con
conseguente definibilità nelle forme dell’art. 380-bis c.p.c., in relazione
all’art. 375, comma 1, nn. 1) e 5), c.p.c., il presidente ha fissato
l’adunanza della camera di consiglio.
5. Rileva il collegio che il ricorso) deve essere, nel suo complesso,
respinto, ravvisandosi, in conformità alla proposta formulata dal
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reg. c.d.s. e 196 c.d.s., sul presupposto che essa, svolgendo) attività di

relatore ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., l’inammissibilità del primo
motivo e del secondo limitatamente alla denunciata violazione di legge
e la manifesta infondatezza dello stesso secondo motivo quanto al
dedotto vizio di omesso esame di un fatto ritenuto) decisivo per la
controversia.

n. 7155/2017) in relazione al disposto del richiamato art. 360-bis,
comma 1, c.p.c., siccome la sentenza impugnata ha risolto le questioni
di diritto riconducibili alla prospettata violazione dell’art. 196 c.d.s. e
385 reg. esec. c.d.s. in modo conforme all’univoca giurisprudenza di
questa Corte, senza che dall’esame della censura stessa siano emersi
elementi ulteriori per mutare l’orientamento giurisprudenziale di
legittimità allo stato consolidatosi.
ld invero — con plurime precedenti pronunce (a partire da Cass. n.
18988/2015, riportata anche nella sentenza di appello, per poi
proseguire con Cass. n. 13664/2017, Cass. n. 15317/2017, fino ad
arrivare a Cass. n. 1845/2018, nella cui causa ricorrente era proprio
l’Avis Budget Italia s.p.a.) — è stato reiteratamente affermato il
principio secondo cui, in tema di sanzioni amministrative pecuniarie
per infrazioni stradali, nel caso di vetture date in noleggio il locatore
del veicolo è responsabile in solido con il locatario ed il conducente,
giacché l’art. 196 del codice della strada, pur menzionando
esclusivamente il locatario, intende assicurare il pagamento di un
soggetto agevolmente identificabile, mentre l’identità del locatario, di
regola, è nota soltanto al locatore.
Con il motivo in questione la ricorrente ha inteso, invece, sostenere
che l’aver l’ultima parte del comma 1 del citato art. 196 c.d.s. indicato
il solo locatario (e non già il proprietario o i soggetti equiparati indicati
nella prima parte di detta norma) quale soggetto solidalmente
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5.1. Infatti, la prima censura si profila inammissibile (cfr. Cass. Sez. U.

responsabile nel caso di cui all’art. 84 C.d.S. (locazione di veicolo senza
conducente) dovrebbe comportare l’esclusione della responsabilità di
colui che concede in locazione(breve) il veicolo, cioè il proprietario.
Tuttavia, nei richiamati precedenti, si è già osservato che
l’interpretazione fatta propria dalla ricorrente non tiene conto della

soggetti diversi dal proprietario del veicolo, quali obbligati in via
solidale, solo nelle ipotesi specificamente indicate come l’usufruttario,
l’acquirente con patto di riservato dominio o l’utilizzatore a titolo di
locazione finanziaria. La norma in esame (così come l’art. 386 reg.
esce. c.d.s.) non prevede il semplice locatore del veicolo, e ciò per
l’evidente ragione, rimarcata anche dal giudice di appello, dell’agevole
identificabilità, negli altri casi (diversamente dalla locazione semplice),
del soggetto solidalmente responsabile. L’art. 196 c.d.s., infatti, intende
assicurare, attraverso) la titolarità di un diritto adeguatamente e
agevolmente accertabile, la possibilità di ottenere il pagamento della
sanzione. Nel caso della locazione del veicolo senza conducente, il
rapporto di locazione riguarda solo il locatore e il locatario e il
nominativo di quest’ultimo è noto al solo locatore (tranne specifici
accordi tra le parti); da qui la ragione della mancata equiparazione del
locatore alle ipotesi su indicate. Né, in dipendenza della menzionata
ragione g,iustificatrice, può sostenersi un’interpretazione dell’ultima
parte del comma dell’art. 196 c.d.s. che giunga a vanificare in concreto
la solidarietà, una volta che non sia agevolmente identificabile il
conducente e non sia altrettanto agevolmente accertabile il locatario,
specie per i noleggi a breve termine.
In definitiva e per queste ragioni è stato ripetutamente affermato dalla
pregressa uniforme giurisprudenza di questa Corte — che va, perciò,
confermata – che l’ultima parte del comma 1 dell’art. 196 c.d.s., deve
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ratio complessiva della norma in discorso, che ha voluto prevedere

interpretarsi nel senso che il locatario è un ulteriore soggetto obbligato
solidamente, oltre al proprietario (o ai soggetti equiparati) ed al
conducente.
Pertanto, nel caso specifico, il Comune di Firenze, una volta rilevate le
infrazioni e non essendo stati individuati i conducenti, aveva

proprietaria delle autovetture ed unico soggetto identificabile
attraverso il pubblico registro automobilistico. I,a stessa società, ai
sensi dell’art. 203 c.d.s. (ove non avesse inteso optare,
alternativamente, per l’opposizione diretta in sede giurisdizionale
dinanzi al competente giudice di pace), avrebbe potuto presentare
ricorso al Perfetto e in quella sede avrebbe potuto rappresentare le
proprie contestazioni. In mancanza di una impugnazione in via
amministrativa dei verbali come prescritto dall’art. 203, comma 3,
c.d.s., essi sono venuti a costituire titolo esecutivo per una somma pari
alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le
spese del procedimento. E tale effetto si sarebbe configurato (come,
poi, è in effetti accaduto) anche se la società ricorrente avesse
comunicato correttamente i nominativi dei clienti responsabili delle
infrazioni, dal momento che la solidarietà, ai sensi della normativa
richiamata, continua ad operare all’esterno, fermo restando che, sul
piano del rapporto interno (intercorrente tra la società stessa e i propri
clienti), alla società Avis Budget Italia, una volta estinte le obbligazioni,
sarebbe stato riconoscibile il diritto di regresso nei confronti dei propri
clienti autori delle infrazioni (in virtù del comma 4 del medesimo art.
196 c.d.s.).
Sulla base di ciuesto impianto logico-argomentativo ed in
considerazione del vincolo legale di solidarietà che rendeva la
proprietaria dei veicoli (nel caso di specie la società Avis Budget Italia)
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provveduto a notificare i verbali di contestazione alla società Avis,

corresponsabile del pagamento delle sanzioni per le violazioni al c.d.s.
commesse dai clienti del servizio di autonoleggio senza conducente, il
Tribunale di Firenze ha accolto l’appello del Comune di Firenze osto
che, in ogni caso, le ragioni di una illegittimità delle sanzioni o di una
mancata legittimazione sostanziale passiva avrebbe dovuto essere

verbali di accertamento e contestazione e non anche con
l’impugnazione della conseguente cartella, da ritenersi legittimamente
emessa perché fondata su titoli esecutivi ritualmente formatisi).
5.2. Il secondo motivo è da ritenersi inammissibile con riferimento alla
reiterata deduzione della violazione dell’art. 196 c.d.s. perché basata
sulle stesse argomentazioni poste a fondamento della prima censura, in
risposta alla quale il collegio riconferma in questa sede il ragionamento
logico-giuridico già precedentemente svolto.
Lo stesso motivo è, invece, manifestamente infondato con riguardo
all’assunto omesso esame del fatto assunto come decisivo, perché la
valutazione della circostanza che essa società ricorrente — quale
locatrice — aveva provveduto a comunicare al Comune di Firenze i
nominativi dei clienti ai quali erano stati noleggiati i veicoli mediante la
cui circolazione erano state commesse le violazioni non riveste affatto,
per quanto già puntualizzato, il carattere della decisività ai fini della
(auspicata) esclusione della responsabilità della ricorrente, rispondendo
la stessa in via solidale con gli autori materiali delle infrazioni.
6. In definitiva, il ricorso deve essere rigettato e la società ricorrente va
condannata a rimborsare al controricorrente Comune di Firenze le
spese della presente fase di legittimità che si liquidano come in
dispositivo. Non occorre, invece, adottare alcuna statuizione in punto
spese circa il rapporto processuale instauratosi in questa sede tra la

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proposta dall’odierna società ricorrente con l’opposizione avverso i

ricorrente e l’altra intimata, non avendo quest’ultima svolto alcuna
attività difensiva.
Infine, va dato atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma
1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte
della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato,

1-bis.
P. Q.1\ I.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese del presente giudizio, in favore del controricorrente Comune di
Firenze, che si liquidano in complessivi curo 2.200,00 di cui euro
200,00 per esborsi, oltre spese generali, pari al 15°/0 dei compensi, ed
accessori come per legge.
Dà atto che, ai sensi dell’art. 13, comma 1 guater del d.P.R. n. 115 del
2002, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a
quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art.
13.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della VI-2 Sezione civile
della Corte di cassazione, in data 27 aprile 2018.

pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma

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