Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14451 del 05/06/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 14451 Anno 2018
Presidente: GENOVESE FRANCESCO ANTONIO
Relatore: ACIERNO MARIA

ORDINANZA INTERLOCUTORIA
sul ricorso 13966-2016 proposto da:
PREFETTURA DI FIRENZE UFFICIO TERRITORIALE DEL
GOVERNO, in persona del Prefetto pro tempore, MINISTERO
DELL’INTERNO 80185690585, in persona del Ministro pro tempore,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,
presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li
rappresenta e difende;
– ricorrenti contro
KULOLLI ALKET;
– intimato avverso il provvedimento del GIUDICE DI PACE di FIRENZE,
depositata il 27/11/2015;

t•

4 q/1

Data pubblicazione: 05/06/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 22/03/2018 dal Consigliere Dott. MARIA ACIERNO.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

l’opposizione proposta da Alket Kullolli, cittadino albanese, avverso il
provvedimento di espulsione (cat. A11/2015, nr. 9 del 23.03.2015)
emesso nei sui confronti dal Prefetto della medesima città ex art. 13,
comma 2, lett. b), d.lgs. 286/98, per essersi egli trattenuto nel territorio
nazionale oltre i 90 giorni stabiliti per i soggiorni per motivi di turismo.
A sostegno della decisione il Giudice di Pace ha affermato che lo
straniero soggiorna attualmente con i propri genitori, regolarmente
soggiornanti, e frequenta con profitto una scuola professionale a
Firenze, per la quale ha ottenuto una borsa di studio. Pertanto, tenuto
conto dell’integrazione sociale e familiare del Kullolli, l’opposto
espulsione comprometterebbe la sua regolarizzazione.
Avverso questa pronuncia ricorre per cassazione il Ministero
dell’Interno sulla base di cinque motivi.
L’intimato non svolge difese.
Con il primo motivo viene lamentata la violazione dell’art. 115 c.p.c.,
perché il Giudice di Pace non espone le motivazioni a sostegno
dell’accoglimento del ricorso.
Con il secondo motivo viene lamentata la violazione dell’art. 13,
comma 2, d.lgs. 286/98, perché il signor Kullolli, essendo
maggiorenne, non può essere regolarizzato per motivi di famiglia, non
avendo i requisiti per ricongiungersi con i propri genitori.
Con il terzo motivo viene lamentata la violazione dell’art. 28, comma
3, d.lgs. 286 cit., perché il diritto all’unità familiare non poteva
Ric. 2016 n. 13966 sez. M1 – ud. 22-03-2018
-2-

Con pronuncia del 20.11.2015 il Giudice di Pace di Firenze ha accolto

prevalere sull’espulsione, trattandosi di soggetto maggiorenne non
avente i requisiti per il ricongiungimento.
Con il quarto motivo viene lamentata la violazione della direttiva
comunitaria 115/2003, perché il Giudice di Pace non ha tenuto conto
che, non potendo il Kullolli accedere alla procedura per il

P.A.
Con il quinto motivo, infine, è lamentata la violazione dell’art. 19,
commi 1 e 2, e dell’art. 8, d.lgs. 286 cit., perché lo straniero non può
godere di alcuna causa di inespellibilità, né ricorrono i motivi per il
rilascio di un permesso umanitario.
Il Collegio ha ritenuto di rimettere la causa alla pubblica udienza della
prima sezione civile di questa Corte ai sensi dell’art. 380bis, ult. comma,
c.p.c. al fine di approfondire la questione relativa alla corretta
valutazione del legame familiare e del radicamento affettivo e sociale
dedotto in giudizio (art. 2 Cost; art. 8 Cedu), secondo le indicazioni
contenute nell’art. 13 comma 2 bis d.lgs n. 286 del 1998 anche alla luce
della giurisprudenza costituzionale.

P.Q.M.

Visto l’art. 380bis, ult. comma, c.p.c., rimette la causa alla pubblica
udienza della prima sezione civile di questa Corte.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 22 marzo 2018.

ricongiungimento familiare, l’espulsione costituisce atto vincolato della

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