Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14447 del 05/06/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 14447 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: MOCCI MAURO

ORDINANZA
sul ricorso 4903-2017 proposto da:
LALA COMNENO MARIA ISABELLA, elettivamente domiciliata in
ROMA, VIA XX SETTEMBRE n.118, presso lo studio
dell’avvocato MAURO FIORE, rappresentata e difesa
dall’avvocato LUCIANO FILIPPO BRACCI;
– ricorrente contro
AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. 06363391001, in persona del
Direttore e legale rappresentante pro tempore, domiciliata in
ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA
GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope
legis;
– controricorrente avverso la sentenza n. 4468/1/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE del LAZIO, depositata il 11/07/2016;

Data pubblicazione: 05/06/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 19/04/2018 dal Consigliere Dott. MAURO
MOCCI.
Rilevato:
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla

con motivazione semplificata;
che Maria Isabella Lala Comneno propone ricorso per
cassazione nei confronti della sentenza della Commissione
tributaria regionale del Lazio che aveva accolto l’appello
dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della
Commissione tributaria provinciale di Roma. Quest’ultima, a
sua volta, aveva accolto l’impugnazione della contribuente
avverso un avviso di accertamento relativo ad una variazione
della rendita catastale per due unità immobiliari;
Considerato:
che il ricorso è affidato a quattro motivi;
che, col primo, la Lala Comneno invoca violazione e falsa
applicazione degli artt. 1 comma 335 I n. 311/2004 e 9 DPR n.
138/1998, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.: la sentenza
impugnata avrebbe ritenuto sufficiente la motivazione
dell’Ufficio, reputando superflue le prove date dalla
contribuente con la perizia giurata, in ordine alle qualità
intrinseche degli immobili accertati, che avrebbero differenziato
gli stessi da quelli posti nella medesima microzona;
che, col secondo, la ricorrente assume la violazione dell’art.
112 c.p.c, in relazione all’art.360 n. 4 c.p.c.: la CTR avrebbe
omesso di statuire in ordine a quale normativa avesse adottato
l’Ufficio nell’atto di accertamento;
che, col terzo, la contribuente denuncia ancora violazione e
falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., ai sensi dell’art. 360 n. 4
Ric. 2017 n. 04903 sez. MT – ud. 19-04-2018
-2-

relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere

c.p.c., giacché la decisione impugnata avrebbe omesso di
pronunziarsi sulla necessità del contraddittorio preventivo, che
l’Ufficio aveva contestato nel suo gravame;
che, da ultimo, la ricorrente rileva la violazione e falsa
applicazione dell’art. 132 c.p.c., in relazione all’art. 360 n.4
c.p.c: la sentenza avrebbe respinto le eccezioni preliminari di

cui alla comparsa di costituzione, senza motivare il rigetto;
che l’Agenzia si è costituita con controricorso;
che il quarto motivo — da esaminare con priorità
inammissibile, giacché, per un verso, non precisa nel dettaglio
la pregnanza delle eccezioni, ai fini dell’accoglimento del
gravame, e, per altro verso, non viene dedotta un’omessa
pronunzia;
che il primo motivo è inammissibile, giacché privo di specifiche
argomentazioni intellegibili ed esaurienti intese a
motivatamente dimostrare in qual modo determinate
affermazioni in diritto contenute nella sentenza gravata
debbano ritenersi in contrasto con le indicate norme regolatrici
della fattispecie o con l’interpretazione delle stesse fornita dalla
giurisprudenza ed altresì carente di autosufficienza, non
riportando nel ricorso né allegando a parte l’atto di
accertamento contestato;
che il secondo motivo è infondato, giacché la CTR ha
chiaramente indicato che l’Ufficio aveva provveduto alla
rideterminazione del classamento, ai sensi dell’art. 1, comma
335 della legge n. 311 del 2004;
che il terzo motivo è infondato, giacché la sentenza impugnata
(pag. 8, ultimo periodo) discute appunto in ordine al rispetto
del contraddittorio e del diritto di difesa del contribuente, nel
caso di specie;

Ric. 2017 n. 04903 sez. MT – ud. 19-04-2018
-3-

(Il
,

che al rigetto del ricorso segue la condanna della ricorrente alla
rifusione delle spese processuali in favore della
controricorrente, nella misura indicata in dispositivo;
che, ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 dei
2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, va

parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo
unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma
1-bis, dello stesso articolo 13.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso.
Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di
legittimità, che liquida, a favore dell’Agenzia delle Entrate, in
euro 2.000, oltre spese prenotate a debito.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 dei 2002,
inserito dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, dà atto
della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte
della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo
unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma
1-bis, dello stesso articolo 13.
Così deciso in Roma il 19 aprile 2018

1

Il Pr siiente

dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA