Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14412 del 14/07/2016

Cassazione civile sez. VI, 14/07/2016, (ud. 22/06/2016, dep. 14/07/2016), n.14412

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – rel. Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15415-2015 proposto da:

S.F., elettivamente domiciliato in ROMA, L. G.

FARAVELLI 22, presso lo studio dell’avvocato ARTURO MARESCA, che

lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato FEDERICO TERRIN

giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 489/06/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del VENETO 10/03/2015, depositata il 10/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

22/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GIULIA IOFRIDA.

Fatto

IN FATTO

S.F. propone ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto n. 489/06/2015, depositata in data 10/03/2015, con la quale – in controversia concernente le separate impugnazioni del diniego di rimborso dell’IRAP versata dal contribuente, esercente, tramite adesione ad associazioni con altri medici, nella forma della c.d. medicina di gruppo, l’attività d medico di medicina generale convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, negli anni dal 2006 al 2009, – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva respinto i ricorsi riuniti del contribuente.

In particolare, i giudici d’appello, nel respingere il gravame del contribuente, hanno sostenuto, in via preliminare, che l’istanza di rimborso relativa all’acconto di imposta IRAP 2006 versato era tardiva, essendo stata proposta oltre il termine di decadenza di 48 mesi e, nel merito dei restanti diritti di rimborso, che era ravvisabile la presenza di un’autonoma organizzazione, con conseguente assoggettamento dell’attività professionale (medico pediatra) ad IRAP, stante “sia la forma associativa della medicina di gruppo nella quale, come rileva l’ufficio, è possibile lo scambio di assistiti e dunque un potenziale incremento della singola attività professionale, sia l’apporto di collaboratori (altro personale sanitario sostitutivo dei titolari) e la rilevanza delle spese per beni strumentali all’esercizio dell’attività professionale sanitaria”.

A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti.

Diritto

IN DIRITTO

1. Il ricorrente lamenta, con il primo ed il secondo motivo, la violazione o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, primo periodo, e art. 3, comma 1, lett. c), avendo i giudici della C.T.R. ricollegato la sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione all’adesione del professionista alla c.d. Medicina di Gruppo ed al dato, irrilevante (in assenza di utilizzo di personale dipendente o di collaborazioni continuative), dell’apporto di collaboratori, intesi quali colleghi medici disponibili a sostituzioni occasionali, in perfido feriali o di assenza per malattia.

Infine, con l’ultimo motivo, il ricorrente lamenta l’omesso esame, ex art. 360 c.p.c., n. 5, circa un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti, in punto di valutazione dei beni strumentali utilizzati, ritenuti dalla C.T.R., del tutto apoditticamente, “rilevanti”.

2. Le prime due censure, da trattare unitariamente, sono fondate, con assorbimento del terzo motivo.

Le Sezioni Unite di questa Corte, con la pronuncia n. 7291/2016, hanno di recente affermato il seguente principio di diritto: “In materia di imposta regionale sulle attività produttive, la “medicina di gruppo”, ai sensi del D.P.R. n. 270 del 2000, art. 40, non è un’associazione tra professionisti, ma un organismo promosso dal serviti sanitario nazionale, sicchè la relativa attività integra il presupposto impositivo non per la forma associativa del suo eserciti, ma solo per l’eventuale sussistenza di un’autonoma organizzazione;

per quest’ultima, è insufficiente l’erogazione della quota di spesa del personale di segreteria o infermieristico comune, giacchè essa costituisce il “minimo indispensabile” per l’esercizio dell’attività professionale”.

Le Sezioni Unite hanno escluso quindi che l’attività della medicina di gruppo sia riconducibile ad uno dei tipi di società o enti, di cui al D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3, e che quindi costituisca ex lege presupposto d’imposta ed hanno richiamato, da tempo chiarito, da questa stessa Corte, con riguardo all’IRAP, in ordine al fatto che la disponibilità, da parte dei medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, di uno studio, avente le caratteristiche e dotato delle attrezzature, indicate nell’art. 22 dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, reso esecutivo con D.P.R. 28 luglio 2000, n. 270, ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, art. 8 (e considerazioni analoghe conseguono in relazione poi alle spese costituenti la quota per il “Personale di segreteria o infermieristico comune”, il cui utilizzo è previsto per lo svolgimento dell’attività di medicina di gruppo dall’art. 40, comma 9, lett. d), del detto accordo collettivo, reso esecutivo col D.P.R. n. 270 del 2000), rientrando nell’ambito del “minimo indipensabile” per l’esercizio dell’attività professionale ed essendo obbligatoria ai fini dell’instaurazione e del mantenimento del rapporto convenzionale, non integra, di per se, in assenza di personale dipendente, il requisito dell’autonoma organizzazione ai fini del presupposto impositivo (Cass. n. 10240 del 2010, n. 1158 del 2012).

La decisione della C.T.R. non è conforme a tale principio di diritto successivamente affermato e peraltro la controricorrente, anche in questa sede, deduce soltanto l’esercizio in forma associata della medicina di gruppo quale requisito integrante l’autonoma organizzazione ai fini IRAP. 3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento dei primi due motivi di ricorso, assorbito il terzo motivo, va cassata la sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, decidendo nel merito, va accolto il ricorso introduttivo del contribuente, ad esclusione del 1 acconto di imposta IRAP 2006 (stante il giudicato formatosi sulla decadenza del contribuente).

Atteso che sul thema decidendum oggetto della lite vi è stato intervento recente delle Sezioni Unite di questa Corte, ricorrono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali del presente giudizio di legittimità.

PQM

Accoglie i primi due motivi di ricorso, assorbito il terzo motivo, cassa la sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo del contribuente, ad esclusione del 1 acconto di imposta IRAP 2006. Dichiara integralmente compensate tra le parti le spese processuali.

Così deciso in Roma, il 22 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 14 luglio 2016

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