Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14379 del 09/06/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 09/06/2017, (ud. 13/12/2016, dep.09/06/2017),  n. 14379

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. GRECO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. IANNELO Emilio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 16306-2009 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

CONSORZIO AGRARIO PROVINCIE REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA SCARL, in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE GIULIO CESARE 14 A-4,

presso lo studio dell’avvocato GABRIELE PAFUNDI, che lo rappresenta

e difende unitamente agli avvocati ANTONIO MANSI, FRANCESCO PAOLO

MANSI delega in calce;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 147/2006 della COMM.TRIB.REG. di TRIESTE,

depositata il 28/05/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

13/12/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO GRECO;

udito per il controricorrente l’Avvocato ROMANELLI per delega

dell’Avvocato PAFUNDI che si riporta agli atti;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ZENO Immacolata, che ha concluso per l’accoglimento per quanto di

ragione degli ultimi 3 motivi, rigetto dei motivi procedenti.

Fatto

FATTO E DIRITTO

L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, con sei motivi, illustrati con successiva memoria, nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Friuli Venezia Giulia n. 147/04/06, depositata il 28 maggio 2006, la quale, rigettandone l’appello, ed accogliendo l’appello incidentale del contribuente, ha annullato gli avvisi di accertamento ai fini dell’IRPEG e dell’ILOR per gli anni dal 1993 al 1997 emessi nei confronti del Consorzio Agrario delle Province della Regione Friuli Venezia Giulia s.coop. a r.l., alla quale venivano contestati: indebita deduzione di ammortamenti per il 1993, 1994 e 1995; omessa contabilizzazione di interessi e contributi attivi nell’esercizio di competenza ed indebita deduzione di interessi passivi nell’esercizio di competenza per gli anni 1993, 1994, 1995, 1996 e 1997.

Il Giudice d’appello ha ritenuto, per quanto ancora rileva in questa sede, che fosse infondata la rettifica per indebite deduzioni di ammortamenti, in quanto non era stata data dall’Ufficio “alcuna giustificazione circa l’automatica applicabilità negli anni pregressi degli effetti di una ricognizione straordinaria sul patrimonio, e quindi sui cespiti e sul loro effettivo utilizzo in quel momento, effettuata successivamente, nel 1996. Non appariva quindi adeguatamente motivato l’avviso di accertamento su tale punto, riprendendo integralmente le indicazioni del verbale di constatazione, dove la rettifica si fonda in forma molto generica sull’espressione “considerato che la riclassificazione attuata nel 1996 appare corretta sotto il profilo dell’esatto inquadramento di ciascun cespite strumentale, si deve ritenere di riflesso che le precedenti classificazioni erano errate, con conseguente inesatta individuazione dei coefficienti di ammortamento applicati”.

Il Consorzio agrario, costituendosi con controricorso notificato il 24 settembre 2009, ha anzitutto formulato eccezione di cosa giudicata per non aver mai ricevuto la notificazione del ricorso per cassazione, deducendo che una notifica perfezionatasi in un momento posteriore alla scadenza del termine lungo per la proposizione dell’impugnazione “copre con effetto di giudicato la sentenza della Commissione regionale”. Deduce quindi nel merito, “nella prospettiva che le eventuali ragioni esposte nel ricorso, non recapitato ai suoi destinatari naturali, siano analoghe a quelle di un procedimento” parallelo concernente un diverso periodo d’imposta.

Con memoria depositata il 29 novembre 2016 l’Agenzia delle entrate espone che non erano andate a buon fine la notifica del ricorso per cassazione presso la sede del Consorzio dichiarata, per essere stata la sede trasferita, e quella presso il domicilio eletto per non avere l’ufficiale giudiziario “apposto sul plico l’indicazione essenziale presso lo studio del rag. C.F.”. Espone ancora che “proprio nel momento in cui sono stati restituiti da Poste Italiane i plichi dai quali si evinceva il mancato esito della notifica, controparte ha notificato controricorso (nel settembre 2009) con il quale ha puntualmente descritto i motivi di ricorso fatti valere dall’esponente difendendosi puntualmente. Si è verificato, pertanto, evento che rendeva superflua una rinotificazione del ricorso (la cui notifica non aveva avuto buon fine per fatti non imputabili all’Esponente). Si ritiene dunque che il ricorso vada considerato tempestivamente notificato”.

Preliminarmente il Collegio rileva che il termine lungo di cui all’art. 327 c.p.c. (nel testo vigente ratione tenporis) per la notificazione del ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR del Friuli Venezia Giulia depositata il 28 maggio 2008 è venuto a spirare il 13 luglio 2009, data alla quale, in difetto di tempestiva notificazione, la decisione è divenuta definitiva.

Nè in alcun modo rileva la costituzione del Consorzio contribuente, avvenuta nel successivo mese di settembre 2009, quando sulla sentenza detta si era formato il giudicato, con la decadenza della ricorrente dall’impugnazione.

Il ricorso deve essere pertanto dichiarato inammissibile.

Le spese del giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

PQM

 

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in Euro 3.800 per compensi di avvocato oltre alle spese generali, determinate nella misura forfetaria del 15% ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 13 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 9 giugno 2017

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