Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14378 del 05/06/2018


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Civile Ord. Sez. L Num. 14378 Anno 2018
Presidente: NAPOLETANO GIUSEPPE
Relatore: BRONZINI GIUSEPPE

ORDINANZA

sul ricorso 11331-2013 proposto da:
POSTE ITALIANE S.P.A. C.F. 97103880585, in persona
del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIALE EUROPA 175, presso la
DIREZIONE AFFARI LEGALI DI POSTE ITALIANE,
rappresentata e difesa dall’avvocato LORETO SEVERINO,
giusta delega in atti;
– ricorrente 2017
4665

contro

BONETTI IVAN, DI DOMENICO ALESSIA, FLORA CARLO,
PRATICO’ FRANCESCO, SERPE MARIO;
– intimati –

avverso la sentenza n. 210/2012 della CORTE D’APPELLO

Data pubblicazione: 05/06/2018

di BRESCIA, depositata il 28/04/2012 R.G.N. 516/2011;

il P.M. ha depositato conclusioni scritte.

R.G. n. 11331/2013

Fatti di causa
1.

Con la sentenza del 12.5.2012 la Corte di appello di Brescia

rigettava l’appello proposto dalle Poste italiane spa avverso la
sentenza del Tribunale di Brescia n. 850/2010 con la quale era

intimati, per il pagamento di somme relative al compenso
incentivante per l’attività di consegna dei volumi delle Pagine
Gialle e delle Pagine Bianche per la zona di Brescia nel periodo
settembre-novembre 2006.
2.

A fondamento della propria decisione la Corte territoriale ha

osservato che le deduzioni delle Poste in ordine all’inesistenza di
un accordo collettivo per il periodo considerato relativo al
compenso incentivante erano state sollevate solo in appello
mentre le Poste con il ricorso avverso il decreto ingiuntivo
opposto aveva solo posto questioni di interpretazione dei contratti
collettivi richiamati dai lavoratori. La Corte territoriale osservava
che il Tribunale aveva ritenuto applicabili i citati Accordi anche se
sottoscritti per gli anni 2004 e 2005 in quanto l’azienda li aveva
divulgati e con un comportamento concludente applicati anche per
la distribuzione del 2006 estendendo la loro disciplina per un anno
ancora.

La Corte osservava che per il 2006 gli obiettivi di

consegna erano stati raggiunti ma non erano stati raggiunti quelli
per il ritiro: il compenso incentivante era previsto senza obiettivi
minimi per la consegna ( solo a peso), mentre per il ritiro, in caso
di mancato conseguimento dell’obiettivo minimo, vi sarebbe stata
una riduzione ” del premio previsto per le consegne di tanti punti
percentuali quanto quelli al di sotto dell’obiettivo minimo”. Tale
interpretazione di natura letterale era stata anche confermata
dalle dichiarazioni dai testi essendo stata applicata in precedenza.

1

stata accolta la domanda di alcuni lavoratori, in questa sede

R.G. n. 11331/2013

Per la cassazione di tale decisione propongono ricorso le Poste
con un motivo; le parti intimate non si sono costituite.
Ragioni della decisione

Con il motivo proposto si allega la violazione e falsa

applicazione di norme di diritto e di contratti e accordi collettivi
nazionali di lavoro ex art. 360 n. 3 cod. civ. proc. con riferimento
agli artt. 2099-2100-2101 – 1362 cod. civ. ed accordo collettivo
9.4.2004, nonché vizio di motivazione ex art. 360, n. 6 cod. civ.
proc. Andava considerato l’Accordo nazionale del 2004 che
definiva la regolamentazione del cottimo aziendale in relazione
alla distribuzione e ritiro delle Pagine da pare dei lavoratori Poste.
Il premio incentivante subordinava l’erogazione del premio
individuale al raggiungimento di un quantitativo minimo collettivo
prefissato per area geografica e nessuno degli obiettivi era stato
raggiunto nella provincia di Brescia.
2. Il motivo appare infondato: la Corte di appello ha infatti

osservato che il Tribunale aveva accertato che gli obiettivi di
consegna erano stati raggiunti ma non quelli di ritiro per il 2006
e che sul punto non vi era stata censura. Nel ricorso si deduce che
tale accertamento sarebbe stato contestato ma sul punto il
motivo non è autosufficiente in quanto non riporta come era
stata sollevata la questione in appello (si rinvia a documentazione
del primo grado che evidentemente non può comprovare che vi
sia stata un’idonea impugnazione sul punto, esclusa dalla Corte
territoriale). Ora partendo da tale circostanza fattuale la Corte di
appello ha rilevato che una riduzione del premio era previsto solo
per il mancato raggiungimento dell’obiettivo minimo per il solo
ritiro (” di tanti punti percentuali quanto quelli al di sotto
dell’obiettivo minimo” ) ma non per le consegne relativamente
2

1.

R.G. n. 11331/2013

alle quali il compenso era ” a peso” senza prefissione di un
obiettivo minimo (comunque rispettato, come detto). Questa
interpretazione risultava confermata anche dalla prova per testi
che avevano affermato che negli anni precedenti ci si era regolati

coerente con la sua formulazione letterale che effettivamente
prevede una riduzione del premio come quella riportata nella
sentenza nei casi di non raggiungimento dell’obiettivo minimo per
i soli ritiri e con quanto dichiarato dai testi che viene
semplicemente ignorato nel motivo. Sembrerebbe di capire dal
motivo che le Poste vorrebbero interpretare l’accordo del 94 nel
senso che gli obiettivi minimi presupposti per l’attribuzione del
premio riguarderebbero contemporaneamente sia il ritiro che la
consegna, ma questa interpretazione non sembra coerente con
una previsione esplicita di riduzione ad hoc per il ritiro e con
quanto dichiarato dai testi circa la pregressa esecuzione degli
accordi contrattuali, poi estesi anche per il 2006.
3.

Si deve quindi rigettare il ricorso: nulla spese stante la

mancata costituzione delle parti intimate. Ai sensi dell’art. 13
comma 1 quater del DPR n. 115/02, nel testo risultante dalla
legge 24.12.2012 n. 228, deve provvedersi, ricorrendone i
presupposti, come da dispositivo.

PQM
Rigetta il ricorso. Nulla spese Ai sensi dell’art. 13, comma

1

quater, del DPR n. 115/02, nel testo risultante dalla legge 24.12.2012
n. 228, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il
versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di
contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del
comma 1 bis dello stesso art. 13.
3

in tal modo. L’interpretazione offerta dell’accordo appare quindi

R.G. n. 11331/2013

Così deciso in Roma il 19.12.2017

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