Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14368 del 30/06/2011

Cassazione civile sez. trib., 30/06/2011, (ud. 05/04/2011, dep. 30/06/2011), n.14368

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – Presidente –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – rel. Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

S.R.L. ALLEVAMENTO BIG APPLE, in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, via Pierluigi da

Palestrina n. 63, presso lo studio degli avv.ti CONTALDI MARIO e

Gianluca Contaldi, che la rappresentano e difendono;

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria

regionale della Lombardia, sez. 28^, n. 66 del 13 giugno 2005;

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

5.4.2011 dal consigliere relatore Dott. Aurelio Cappabianca;

constatata la regolarità degli avvisi ex art. 377 c.p.c., comma 2;

udito, per la società controricorrente, l’avv. Mario Contaldi;

udito il P.M., in persona del sostituto procuratore generale Dott.

FEDELI Massimo, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La società contribuente propose ricorso avverso il silenzio-rifiuto opposto dall’Ufficio all’istanza di rimborso dell’i.v.a. a credito risultante dalla dichiarazione relativa all’anno d’imposta 1985.

Costituitosi l’Ufficio – che eccepiva l’intervenuta prescrizione del credito preteso, in quanto reclamato, per la prima volta, a distanza di oltre dieci anni dalla scadenza del termine (novantesimo giorno successivo a quello della presentazione della dichiarazione) per il rimborso accelerato, richiesto dal contribuente in dichiarazione – l’adita commissione tributaria accolse il ricorso, con decisione confermata, in esito all’appello dell’Agenzia, dalla commissione regionale.

I giudici del merito aderirono alla tesi della società contribuente, secondo cui la prescrizione del credito azionato non era maturata, poichè – non essendosi perfezionata la procedura di rimborso accelerato (per la mancata prestazione delle prescritte garanzie) – il relativo dies a quo, dovendo essere correlato alla procedura per il rimborso ordinario, andava identificato nella scadenza del ventisettesimo mese successivo a quello della dichiarazione.

Avverso la decisione di appello, l’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione in unico motivo.

La società contribuente ha resistito con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo di ricorso – deducendo violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38 bis, – l’Agenzia censura la decisione impugnata per non aver considerato che la mancata prestazione della garanzia non è in grado di determinare la modifica della domanda di rimborso e la correlativa procedura da accelerata ad ordinaria.

La doglianza è infondata.

Invero – sul presupposto che, in base al criterio di cui all’art. 2935 c.c., la prescrizione non comincia a decorrere che dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere ed è, dunque, divenuto esigibile – questa Corte è convincentemente pervenuta alla conclusione che, in tema di rimborso i.v.a., qualora il contribuente abbia optato per la procedura prevista dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38 bis, comma 2, (nel testo, applicabile ratione temporis, introdotto dal D.P.R. n. 24 del 1979, art. 1), la mancata prestazione delle prescritte garanzie impedisce l’insorgenza del diritto al rimborso accelerato e, quindi, la decorrenza del relativo termine di prescrizione; e, non precludendo il diritto del contribuente al rimborso in via ordinaria ai sensi del citato art. 38 bis, comma 1, (che prevede a favore dell’Amministrazione finanziaria un termine di ventisette mesi per l’effettuazione del rimborso), comporta lo spostamento in avanti dell’esigibilità del credito, e, quindi, dell’inizio del decorso della prescrizione (cfr. Cass. 4597/10).

Alla stregua della considerazioni che precedono, s’impone il rigetto del ricorso.

Per la soccombenza l’Agenzia ricorrente va condannata al pagamento delle spese di causa, liquidate in complessive Euro 2.000,00 (di cui Euro 1.900,00 per onorario) oltre spese generali ed accessori di legge.

P.Q.M.

la Corte: respinge il ricorso; condanna l’Agenzia al pagamento delle spese di causa, in complessive Euro 2.000,00 (di cui Euro 1.900,00 per onorario) oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 4 aprile 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 giugno 2011

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