Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14358 del 05/06/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 14358 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: CIRILLO FRANCESCO MARIA

ORDINANZA
sul ricorso 2582-2017 proposto da:
MOLARA TOMMASO, elettivamente domiciliato in ROMA,
PIAZZA C WOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE,
rappresentato e difeso dall’avvocato ANTONIO CRISTOFERO
ALESSI;

– ricorrente contro
AXA ASSICURAZIONI SPA, BLANDINI FRANCESCO MARIA
ANTONIO;

– intimati .

avverso la sentenza n. 291/2016 del TRIBUNALE di ENNA,
depositata 11 25/05/2016;

Data pubblicazione: 05/06/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 17/04/2018 dal Consigliere Dott. FRANCESCO
MARIA CIRILLO.

FATTI DI CAUSA
1. Tommaso Molara convenne in giudizio, davanti al Giudice di pace

chiedendo che fossero condannati in solido al risarcimento dei danni
conseguenti al sinistro stradale nel quale la sua vettura era stata
tamponata da quella condotta dal Blandini.
Si costituì in giudizio la società di assicurazione chiedendo il rigetto
della domanda.
Il Giudice di pace accolse la domanda e condannò i convenuti al
pagamento della somma di curo 3.575, con il carico delle spese di lite.
2. La pronuncia è stata impugnata dalla società di assicurazione e il
Tribunale di Enna, con sentenza del 25 maggio 2016, in accoglimento
del gravame ha rigettato la domanda del Molara, condannandolo al
pagamento delle spese del doppio grado di giudizio.
3. Contro la sentenza del Tribunale di Enna ricorre Tommaso Molara
con atto affidato a quattro motivi.
L’AXA Assicurazioni s.p.a. e Francesco Blandini non hanno svolto
attività difensiva in questa sede.
Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio,
sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375, 376 e 380-bis cod. proc.
civ., e non sono state depositate memorie.

RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Osserva la Corte che il ricorso è inammissibile.
Esso, infatti, benché formalmente contenente quattro motivi, peraltro
tutti rubricati come violazione dell’art. 2697 cod. civ., si risolve

Ric. 2017 n. 02582 sez. M3 – ud. 17-04-2018
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di Piazza Armerina, l’AXA Assicurazioni s.p.a. e Francesco Blandini,

nell’unica censura per cui la sentenza non avrebbe tenuto conto della
deposizione resa dal Blandini in sede di interrogatorio formale.
In tal modo, però, il ricorso non contiene alcuna effettiva
contestazione in ordine alla complessa ricostruzione dei fatti compiuta
dal Tribunale; la sentenza impugnata, infatti, richiamando le

conclusione di non ritenere provata né la compatibilità dei danni
lamentati con la dinamica dei fatti, né addirittura l’esistenza stessa
dell’incidente, benché supportato dalla redazione della contestazione
amichevole di sinistro.
Ed è appena il caso di ricordare che questa Corte, con un costante
orientamento al quale la pronuncia odierna intende dare continuità, ha
affermato che in materia di responsabilità da sinistri derivanti dalla
circolazione stradale, la ricostruzione delle modalità del fatto
generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti
che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa,
l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti
dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di
merito, come tali sottratti al sindacato di legittimità se il ragionamento
posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza,
correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico (v., tra le
altre, le sentenze 23 febbraio 2006, n. 4009, 25 gennaio 2012, n. 1028,
e 30 giugno 2015, n. 13421, nonché l’ordinanza 22 settembre 2017, n.
22205, e la sentenza 17 gennaio 2018, n. 908).
A fronte di simile situazione, il ricorso si risolve nell’evidente tentativo
di ottenere in questa sede un nuovo e non consentito esame del
merito.
2. Il ricorso, pertanto, è dichiarato inammissibile.

Ric. 2017 n. 02582 sez. M3 – ud. 17-04-2018
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deposizioni testimoniali e la relazione del c.t.u., è giunta alla

Non occorre provvedere sulle spese, in considerazione del mancato
espletamento di attività difensiva da parte degli intimati.
Sussistono tuttavia le condizioni di cui all’art. 13, comma 1-quater, del
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a

P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115,
dà atto della sussistenza delle condizioni per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione
Civile — 3, il 17 aprile 2018.

quello dovuto per il ricorso.

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