Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14335 del 25/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 25/05/2021, (ud. 24/03/2021, dep. 25/05/2021), n.14335

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. CAPOZZI Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 32881/2019 R.G., proposto da:

l’Agenzia delle Entrate, con sede in Roma, in persona del Direttore

Generale pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, con sede in Roma, ove per legge domiciliata;

– ricorrente –

contro

la “3R COSTRUZIONI S.r.l.”, con sede in Ariano Irpino (AV), in

persona dell’amministratore unico pro tempore;

– intimata –

Avverso la sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale

della Campania – Sezione Staccata di Salerno il 27 marzo 2019 n.

2702/05/2019, non notificata;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 24 marzo 2021 dal Dott. Lo Sardo Giuseppe.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale della Campania – Sezione Staccata di Salerno il 27 marzo 2019 n. 2702/05/2019, non notificata, che, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento per IRES ed IVA relative all’anno 2010, ha accolto l’appello proposto dalla “3R COSTRUZIONI S.r.l.” nei confronti della medesima avverso la sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Avellino col n. 1029/05/2016, con compensazione delle spese giudiziali. La Commissione Tributaria Regionale ha riformato la decisione di primo grado, sul presupposto che le erogazioni a favore della associazione sportiva dilettantistica “Polisportiva Zungoli” costituissero spese di sponsorizzazione e beneficiassero, quindi, della piena deducibilità ai fini fiscali. La “3R COSTRUZIONI S.r.l.” è rimasta intimata. Ritenuta la sussistenza delle condizioni per definire il ricorso ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., la proposta formulata dal relatore è stata notificata al difensore della parte costituita con il decreto di fissazione dell’adunanza della Corte. In vista dell’odierna adunanza non sono state depositate memorie.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

Con unico motivo, si denuncia violazione e falsa applicazione della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 90, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per aver omesso di considerare che la contribuente non aveva provato l’idoneità delle erogazioni ad ampliare le prospettive di crescita dell’impresa nell’ambito territoriale di un campionato dilettantistico di natura locale, considerando che essa svolge attività di costruzione di strade, autostrade, piste aeroportuali ecc., che gli spettatori di un campionato dilettantistico di natura locale non si identificano con la propria clientela e che le erogazioni sono servite per l’installazione di un cartellone in un campo di gioco.

Ritenuto che:

1. Il motivo è fondato.

1.1 Invero, il criterio discretivo tra spese di rappresentanza e di pubblicità va individuato nella diversità, anche strategica, degli obiettivi, atteso che costituiscono spese di rappresentanza i costi sostenuti per accrescere il prestigio e l’immagine della società e per potenziarne le possibilità di sviluppo, senza dar luogo ad una aspettativa di incremento delle vendite, mentre sono spese di pubblicità o propaganda quelle erogate per la realizzazione di iniziative tendenti, prevalentemente anche se non esclusivamente, alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi, o comunque al fine diretto di incrementare le vendite (tra le altre: Cass., Sez. 5, 27 maggio 2015, n. 10914).

In tema di detrazioni fiscali, le spese di sponsorizzazione di cui alla L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 90, comma 8, sono assistite da una “presunzione legale assoluta” circa la loro natura pubblicitaria, e non di rappresentanza, a condizione che: a) il soggetto sponsorizzato sia una compagine sportiva dilettantistica; b) sia rispettato il limite quantitativo di spesa; c) la sponsorizzazione miri a promuovere l’immagine ed i prodotti dello sponsor; d) il soggetto sponsorizzato abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale (in termini: Cass., Sez. 6-5, 7 giugno 2017, n. 14232; Cass., Sez. 5, 30 maggio 2018, n. 13508; Cass., Sez. 6″-5, 12 marzo 2021, n. 7117).

Peraltro, ai fini della loro deducibilità, occorre che esse siano correlate ad iniziative volte ad accrescere il prestigio e l’immagine dell’impresa ed a potenziarne le possibilità di sviluppo (Cass., Sez. 5, 10 ottobre 2018, n. 25021; Cass., Sez. 6-5, 24 gennaio 2019, n. 1922), abbisognando dell’allegazione delle potenziali utilità per la propria attività commerciale o dei futuri vantaggi conseguibili attraverso la pubblicità svolta dall’impresa in favore del terzo (Cass., Sez. 5, 27 maggio 2015, n. 10914).

1.2 Nella specie, con particolare riguardo al requisito sub d), il giudice di appello si è limitato ad accertare che le spese in questione erano consistite nell’installazione di striscioni e tabelloni in un campo da gioco, senza valutarne l’incidenza in relazione al beneficio ritraibile dall’attività svolta dalla contribuente in termini di ampliamento della clientela e di incremento dei ricavi.

Sotto tale aspetto, dunque, la sentenza impugnata ha fatto malgoverno del principio enunciato, limitandosi a ritenere l’inidoneità delle considerazioni dell’amministrazione finanziaria sulla carenza di un ritorno commerciale per lo sponsor a superare la presunzione legale senza alcuna motivazione in proposito.

2. Stante la fondatezza del motivo dedotto, dunque, il ricorso può essere accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio per nuovo esame alla Commissione Tributaria Regionale della Campania – Sezione Staccata di Salerno, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Campania Sezione Staccata di Salerno, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale effettuata da remoto, il 24 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 maggio 2021

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