Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14322 del 15/06/2010

Cassazione civile sez. trib., 15/06/2010, (ud. 24/03/2009, dep. 15/06/2010), n.14322

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i

cui uffici è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12;

– ricorrente –

contro

F.V.;

– intimato –

avverso la decisione n. 28/24/07 della Commissione tributaria

regionale di Venezia, emessa il 19 settembre 2007, depositata il 17

ottobre 2007, R.G. 196/07;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

Sorrentino Federico;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

24 marzo 2010 dal Consigliere Dott. Giacinto Bisogni;

rilevato che in data 18 febbraio 2010 è stata depositata relazione

che qui si riporta:

Il relatore Cons. Dott. Giacinto Bisogni;

Letti gli atti depositati.

 

Fatto

OSSERVA

1. La controversia ha per oggetto l’impugnazione da parte del contribuente, F.V., agente di commercio, del rigetto tacito opposto dall’amministrazione finanziaria alla richiesta di rimborso dell’IRAP versata negli anni dal 1998 al 2000. Il contribuente ha dedotto che la sua attività, per le modalità con le quali era svolta, doveva considerarsi non assoggettatile all’IRAP per insussistenza del requisito della autonoma organizzazione;

2. La C.T.P. di Padova ha accolto il ricorso;

3. La C.T.R. ha confermato la decisione impugnata;

4. Ricorre per cassazione l’Agenzia delle Entrate che deduce la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2, 3, 4, 8 e pone il seguente quesito di diritto: se il requisito dell’autonoma organizzazione è presupposto necessario per l’applicazione dell’ IRAP ai lavoratori autonomi mentre i redditi di impresa sono sottoposti di per sè stessi a tale imposta. Perciò, ove il contribuente risulti agente di commercio e quindi dichiari un reddito di impresa ex art. 2195 c.c. (ancorchè in contabilità semplificata), non è necessario alcun accertamento in fatto circa la sua soggezione ad IRAP;

Ritiene che:

1. il ricorso sia infondato perchè contrario all’indirizzo di questa Corte di legittimità dopo la recente sentenza delle Sezioni Unite (cfr. Cassazione civile sezioni unite n. 12108 del 26 maggio 2009) secondo cui: in tema di IRAP, a norma del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo e art. 3, comma 1, lett. c), l’esercizio dell’attività di agente di commercio di cui alla L. 9 maggio 1985, n. 204, art. 1, è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata. Il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta, dare la prova dell’assenza delle predette condizioni;

2. sussistono i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e se l’impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio per il rigetto del ricorso;

ritenuto che tale relazione appare pienamente condivisibile cosicchè il ricorso deve essere respinto senza alcuna statuizione sulle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Nulla sulle spese processuali del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 15 giugno 2010

 

 

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