Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14313 del 05/06/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 14313 Anno 2018
Presidente: SCALDAFERRI ANDREA
Relatore: SAMBITO MARIA GIOVANNA C.

ORDINANZA
sul ricorso 1894-2017 proposto da:
COMUNE DI GIOIOSA MAREA, in persona del Sindaco pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIOVANNI
VITELLESCHI 26, presso lo studio dell’avvocato GIANFRANCO
PASSALACQUA, rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO
PIZZUTO;
– ricorrente contro
FALLIMENTO TI.CO . TIRRENICA COSTRUZIONI SRL;
– intimata avverso la sentenza n. 205/2016 della CORTE D’APPELLO di
MESSINA, depositata il 05/04/2016;

Data pubblicazione: 05/06/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 19/04/2018 dal Consigliere Dott. MARIA
GIOVANNA C. SAMBITO.
FATTI DI CAUSA
La Corte d’Appello di Messina, giudicando in sede di

pagamento del saldo del compenso revisionale dovuto al
Fallimento TICO Tirrenica Costruzioni S.r.l. dal Comune di
Gioiosa Marea, che ha condannato al pagamento delle spese di
CTU acquisita in prime cure, nonché al pagamento delle spese
del giudizio di appello e di legittimità, compensando le spese
del grado. Il Comune ricorre sulla scorta di due motivi, con cui
si deduce, rispettivamente, la violazione degli artt. 91 e 92
c.p.c., e degli artt. 336, 91 e 92 c.p.c. L’intimato non ha svolto
difese.
RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Il Collegio ha autorizzato la redazione della
motivazione in forma semplificata.
2. I motivi che vanno congiuntamente esaminati, sono
inammissibili. 3. In riferimento alle spese di CTU di primo
grado, già anticipate dall’appaltatrice e non comprese nel
regolamento finale delle spese di primo grado, il ricorrente soccombente nel merito, anche se in misura inferiore rispetto
all’importo ex adverso domandato- invoca, a torto, il principio
secondo cui il giudice non infrange il divieto di condanna della
parte vittoriosa al pagamento delle spese, se ripartisce il costo
della consulenza tecnica in quote uguali tra detta parte e quella
soccombente: siffatta modalità di suddivisione di tale costo
costituisce, infatti, una forma di compensazione parziale che il
giudice del merito può, bensì, disporre senza, tuttavia, essere
a ciò tenuto.

E,

come riconosce lo stesso ricorrente, la

Ric. 2017 n. 01894 sez. M1 – ud. 19-04-2018
-2-

rinvio, ha confermato la statuizione relativa alla condanna al

valutazione dell’opportunità di compensare in tutto o in parte le
spese di lite rientra nel potere discrezionale del giudice di
merito il cui esercizio, positivo o negativo, non è censurabile in
sede di legittimità (Cass. SU n. 14989 del 2005; 15317 del
2013; n. 8421 del 2017; n. 26502 del 2017).

che ha, in concreto, disposto la compensazione parziale delle
spese con la statuizione riferita a quelle del giudizio di rinvio,
sicchè il richiamo al principio, secondo cui il regolamento delle
spese va compiuto in riferimento all’esito globale della lite, si
traduce in un’inammissibile richiesta di una maggiore
compensazione, e, del resto, non essendo la parte totalmente
vittoriosa, il Comune è privo d’interesse all’applicazione del
criterio invocato.

La contestazione circa

l’entità della

liquidazione delle spese, ritenuta eccessiva rispetto all’importo
riconosciuto, è inammissibile per la sua genericità e per non
esser state dedotte specifiche violazioni delle voci tariffarie.
5. Non va provveduto sulle spese in assenza di attività
difensiva della parte intimata
PQM
Dichiara inammissibile il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115
del 2002, art. 13, comma 1 quater, da atto della sussistenza
dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente,
dell’ulteriore importo a. titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso principale, a norma dell’art. 13,
comma 1 bis, dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma, il 19 aprile 2018

DEPOSITATO IN CANCELLERIA

4. Di tale potere si è peraltro avvalsa la Corte territoriale

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