Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14272 del 28/06/2011

Cassazione civile sez. III, 28/06/2011, (ud. 09/05/2011, dep. 28/06/2011), n.14272

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MASSERA Maurizio – Presidente –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

Dott. LEVI Giulio – Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 26258-2006 proposto da:

C.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA CRESCENZIO 20, presso lo studio dell’avvocato PERSICHELLI

CESARE, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato

CACCIOTTOLI GUIDO giusta delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

S.G.C. S.R.L. SOCIETA’ GESTIONE CREDITI in qualità di cessionaria

dei crediti della BANCA NAZIONALE DEL LAVORO S.P.A., in persona del

membro del Consiglio di Amministrazione Sig. V.C.J.,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CLAUDIO MONTEVERDI 20, presso

lo studio dell’avvocato LOY GIAN LUIGI, rappresentata e difesa

dall’avvocato GUGLIELMUCCI ENRICO giusta delega a margine del

controricorso;

– controricorrents –

e contro

CONDOMINIO (OMISSIS);

– intimato –

avverso la sentenza n. 254/2006 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE –

SEZIONE 1^ CIVILE, emessa il 7/4/2006, depositata il 06/05/2006,

R.G.N. 941/2002;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

09/05/2011 dal Consigliere Dott. GIUSEPPINA LUCIANA BARRECA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.

GAMBARDELLA Vincenzo che ha concluso per l’inammissibilità del

ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1.- C.A. interpose appello avverso la sentenza del Tribunale di Trieste, con la quale era stata rigettata l’opposizione all’esecuzione da lei proposta, quale erede con beneficio di inventario della coesecutata deceduta C.S., nella procedura di esecuzione forzata immobiliare intentata dal Condominio (OMISSIS), nei confronti di quest’ultima e del condebitore C.P., nella quale era intervenuta la creditrice munita di titolo esecutivo Banca Nazionale del Lavoro S.p.A..

2.- La Corte d’Appello di Trieste, con sentenza pubblicata il 6 maggio 2006 e notificata il 9 giugno 2006, ha rigettato l’appello, condannando l’appellante al pagamento delle spese processuali in favore dell’unica appellata costituita, Banca Nazionale del Lavoro S.p.A..

3.- Avverso la sentenza della Corte d’Appello propone ricorso per cassazione C.A., a mezzo di un motivo, relativo sia al vizio di violazione di legge che al vizio di motivazione. Resiste con controricorso la S.G.C., s.r.l. – Società Gestione Crediti, in qualità di cessionaria dei crediti della Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. La ricorrente ha depositato memoria ex art. 378 cod. proc. civ..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il presente ricorso per cassazione è inammissibile.

Il ricorso risulta notificato il 21 settembre 2006 e risulta proposto avverso la sentenza della Corte d’Appello di Trieste pubblicata il 6 maggio 2006 e notificata il 9 giugno 2006.

Trattandosi di causa di opposizione all’esecuzione introdotta ai sensi dell’art. 615 c.p.c., comma 2 va fatta applicazione delle norme della L. n. 742 del 1969, artt. 1 e 3 e dell’art. 92 dell’ordinamento giudiziario, per le quali la sospensione feriale dei termini processuali non si applica alle opposizioni esecutive. Tale disciplina regola il processo di opposizione all’esecuzione in ogni sua fase ed a prescindere dal contenuto della sentenza e dai motivi di impugnazione (cfr., tra le tante, Cass. n. 20745/09, Cass. ord. n. 9997/10), purchè sia ancora in discussione il diritto del creditore di procedere ad esecuzione forzata. Nel caso di specie, il termine per proporre ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 325 c.p.c., comma 2 va computato a decorrere dal 9 giugno 2006, senza tenere conto della sospensione dei termini dal 1 agosto al 15 settembre, sicchè era già scaduto alla data del 21 settembre 2006, quando il ricorso venne notificato agli intimati. Ne segue che, essendo in contestazione il diritto della Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. (ed oggi della cessionaria del credito S.G.C. s.r.l. – Società Gestione Crediti) a procedere ad esecuzione forzata, l’impugnazione proposta va dichiarata inammissibile.

La statuizione di cui sopra è pregiudiziale rispetto a quella di declaratoria di cessazione della materia del contendere invocata dalla ricorrente con la memoria depositata ex art. 378 cod. proc. civ., senza che risulti altresì depositata formale rinuncia ex art. 390 cod. proc. civ..

In applicazione del principio della soccombenza la ricorrente va condannata al pagamento delle spese processuali in favore dell’intimata costituita.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna la ricorrente al pagamento in favore di S.G.C. s.r.l. Società Gestione Crediti delle spese del giudizio di cassazione che si liquidano nella somma di Euro 1.200,00, di cui Euro 200,00 per spese, oltre rimborso spese generali, IVA e CPA come per legge.

Così deciso in Roma, il 9 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 28 giugno 2011

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