Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14231 del 25/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 25/05/2021, (ud. 26/01/2021, dep. 25/05/2021), n.14231

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino – Presidente –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. FICHERA Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sui ricorsi riuniti iscritti al n. 23304/2015 R.G. e al n. 06978/2017

R.G. proposti da:

CEDIS Costruzioni Edili Industriali e Servizi s.r.l., in liquidazione

(C.F. (OMISSIS)), in persona del liquidatore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’avv. Vincenzo Taranto, elettivamente

domiciliata presso lo studio dell’avv. Sergio Tropea, in Roma via

Casetta Mattei 239;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, (C.F. (OMISSIS)), in persona del direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’avvocatura generale dello

Stato, elettivamente domiciliata presso i suoi uffici in Roma via

dei Portoghesi 12.

– controricorrente –

e da

Agenzia delle Entrate, (C.F. (OMISSIS)), in persona del direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’avvocatura generale dello

Stato, elettivamente domiciliata presso i suoi uffici in Roma, via

dei Portoghesi 12.

– ricorrente –

contro

CEDIS Costruzioni Edili Industriali e Servizi s.r.l., in liquidazione

(C.F. (OMISSIS)), in persona del liquidatore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’avv. Vincenzo Taranto, elettivamente

domiciliata presso la cancelleria della Corte di cassazione;

– controricorrente e ricorrente in via incidentale –

Avverso la sentenza n. 665/21/2015 della Commissione Tributaria

Regionale della Sicilia, sezione staccata di Caltanissetta,

depositata il giorno 23 febbraio 2015 e la sentenza n. 3101/21/2016

della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, sezione

staccata di Caltanissetta, depositata il giorno 12 settembre 2016.

Sentite le relazioni svolte nella camera di consiglio del giorno 26

gennaio 2021 dal Consigliere Giuseppe Fichera.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

CEDIS Costruzioni Edili Industriali e Servizi s.r.l. (di seguito breviter CEDIS) impugnò un avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle entrate, con il quale vennero ripresi a tassazione maggiori redditi ai fini IRPEG, IRAP ed IVA, oltre interessi e sanzioni, per l’anno d’imposta 2003.

Accolta l’impugnazione integralmente in primo grado, venne proposto appello principale dall’Agenzia delle entrate ed incidentale dalla CEDIS; la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, sezione staccata di Caltanissetta, con sentenza resa il giorno 23 febbraio 2015, accolse integralmente il gravame principale, affermando la legittimità dell’atto impositivo impugnato.

Notificato una seconda volta dall’Agenzia delle entrate il medesimo avviso di accertamento, CEDIS lo impugnò di nuovo ottenendone l’annullamento integrale in primo grado; proposto appello dall’Agenzia delle entrate, la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, sezione staccata di Caltanissetta, con sentenza resa il giorno 12 settembre 2016, accolse parzialmente il gravame, rideterminando i maggiori ricavi della contribuente, in misura percentuale rispetto agli importi accertati dall’Amministrazione.

Avverso la prima sentenza CEDIS, posta in liquidazione volontaria, ha proposto ricorso per cassazione affidato a sei mezzi, cui ha resistito con controricorso l’Agenzia delle Entrate, mentre contro la seconda pronuncia l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre mezzi, cui ha resistito CEDIS con controricorso e ricorso incidentale basato su un unico motivo.

Nelle more di entrambi i giudizi, CEDIS ha avanzato istanza per la definizione agevolata delle controversie pendenti, D.L. n. 119 del 2018, ex art. 6 convertito con modificazioni dalla L. n. 136 del 2018, ottenendo un diniego dall’Amministrazione impugnato innanzi a questa Corte con ricorso successivo, affidato ad un unico motivo, mentre l’Agenzia delle entrate ha depositato atto di costituzione.

Con le memorie ex art. 380-bis.1 c.p.c., CEDIS ha documentando l’avvenuto pagamento delle somme dovute per la definizione agevolata e ha concluso, nel primo ricorso, per la cassazione della sentenza impugnata e, solo in subordine, perchè sia dichiarata l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere e nel secondo ricorso perchè, annullato il provvedimento di diniego, sia senz’altro dichiarata l’estinzione della lite.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Preliminarmente, va disposta la riunione del ricorso iscritto al n. 6978/2017 R.G. a quello iscritto al n. 23304/2015 R.G., trattandosi qui dell’impugnazione di due sentenze che hanno definito i ricorsi giurisdizionali promossi avverso il medesimo avviso di accertamento, notificato alla contribuente in date diverse dall’Agenzia delle entrate.

2. Assume carattere pregiudiziale l’esame del ricorso successivo, depositato da CEDIS, avverso il diniego opposto dall’Amministrazione alla domanda di definizione agevolata, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 12.

3. Con l’unico motivo del detto ricorso, CEDIS denuncia l’illegittimità del diniego impugnato per violazione del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 1, 2 e 2-bis convertito con modificazioni dalla L. n. 136 del 2018, poichè è incontroverso che la lite pendente tra le parti – quella oggetto del ricorso iscritto al n. 6978/2017 RG – ha visto la “soccombenza ripartita” tra le parti e, dunque, non è giustificata la pretesa dell’Amministrazione al pagamento di un importo pari al valore della controversia.

3.1. Il motivo è privo di fondamento, per le ragioni di cui si dirà.

E’ noto che ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 1 sono suscettibili di essere definite mediante il pagamento di un determinato importo, “Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio”.

Orbene, non è dubitabile che nella singolare vicenda all’esame della Corte, sia attualmente portata al suo esame una controversia tra CEDIS e Agenzia delle entrate, avente per oggetto un unico atto impositivo, definita allo stato con due distinte sentenze spiccate dalla commissione tributaria regionale, l’una che ha statuito una “soccombenza ripartita” tra le parti e l’altra che ha invece deciso la soccombenza integrale della contribuente.

Dunque, in presenza di due processi pendenti avverso il medesimo atto impositivo, nessuno dei quali “concluso con pronuncia definitiva” (come prescritto dal D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 4), non è certo consentito al contribuente addivenire, mediante lo strumento condonistico, alla chiusura dell’uno piuttosto che dell’altro processo, potendosi dirsi effettivamente definita “la controversia” solo quando, in relazione a tutti gli eventuali plurimi procedimenti giurisdizionali pendenti, è consentito addivenire ad una pronuncia di cessazione della materia del contendere.

Non avendo allora la contribuente inteso definire l’intera controversia in atto, ivi compresa quella che ha dato luogo al ricorso iscritto al n. 23304/2015 R.G, mediante il pagamento di un importo pari al valore della controversia, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 1, il diniego opposto dall’Amministrazione si mostra pienamente legittimo.

3. Il rigetto del ricorso avverso il diniego della definizione agevolata, non consente tuttavia la decisione dei ricorsi riuniti proposti avverso le decisioni rese sul medesimo avviso di accertamento impugnato, dovendosi attendere il passaggio in giudicato dell’odierna decisione, in ossequio all’art. 111 Cost.; sicchè i predetti ricorsi riuniti vanno rinviati a nuovo ruolo.

Nulla sulle spese del ricorso successivo, in difetto di attività difensiva dell’Agenzia delle entrate.

P.Q.M.

Respinge il ricorso successivo avverso il diniego di definizione agevolata.

Rinvia la trattazione dei ricorsi riuniti a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, il 26 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 25 maggio 2021

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