Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14209 del 07/06/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 07/06/2017, (ud. 03/04/2017, dep.07/06/2017),  n. 14209

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25174-2014 proposto da:

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – C.F. (OMISSIS), in persona

del Ministro pro tempore;

AGENZIA DEL DEMANIO – C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

G.C.;

– intimata –

CALABRO EDIL TOURIST IN LIQUIDAZIONE – P.I. (OMISSIS), in persona del

liquidatori, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA FARNESE 44,

presso lo studio dell’avvocato MARIO PECORARO, rappresentata e

difesa dall’avvocato ERNESTO GIARDINO;

– controricorrente ricorrente incidentale –

avverso la sentenza n. 1015/2013 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 20/07/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 03/04/2017 dal Consigliere Dott. SCALDAFERRI ANDREA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte rilevato che il MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, con atto spedito per la notifica postale il 20 ottobre 2014 e ricevuto il 22 successivo, ha proposto ricorso per cassazione della sentenza, depositata in data 20 luglio 2013, con la quale la Corte di appello di Catanzaro ha definito la controversia insorta tra il Ministero e G.C. – acquirente di una porzione di edificio incluso nel demanio marittimo, che a sua volta aveva chiamato in causa la venditrice CALABRO EDIL TOURIST s.r.l.;

che l’intimata CALABRO EDIL TOURIST s.r.l. ha resistito con controricorso e ricorso incidentale, mentre G.C. non ha svolto difese;

considerato che con l’unico motivo di ricorso principale il Ministero deduce la violazione degli artt. 113 e 115 c.p.c. e dell’art. 118 disp. att. c.p.c., lamentando il rigetto dell’appello incidentale con cui aveva chiesto la condanna della G. al risarcimento del danno per abusiva occupazione di immobile compreso nel demanio marittimo, rigetto motivato dalla Corte di merito con riferimento al mancato assolvimento da parte della Amministrazione dell’onere, su di essa gravante, di provare il dolo o la colpa della G., la quale ben poteva fare affidamento sulla legittimità della concessione edilizia e degli altri provvedimenti amministrativi richiamati nel rogito di compravendita;

che con l’unico motivo di ricorso incidentale la CALABRO EDIL TOURIST s.r.l. lamenta di essere stata condannata al risarcimento del danno – quale garante per evizione- in favore dell’acquirente G. senza alcuna dimostrazione della propria consapevolezza della demanialità del terreno su cui aveva edificato, essendo in corso “un’attività provvedimentale” che lasciava presumere che tutto fosse regolare;

ritenuto che il motivo di ricorso principale è inammissibile atteso che introduce per la prima volta nel processo questioni di fatto – relative ad una sopravvenuta consapevolezza della demanialità del bene cui sarebbe pervenuta la G. a seguito del passaggio in giudicato di una sentenza emessa dalla Corte stessa in altro processo celebrato nei confronti della Calabro Edil Tourist, o della stessa sentenza di primo grado – che non risultano essere state sollevate nel giudizio di merito; che il motivo di ricorso incidentale è parimenti inammissibile atteso che la doglianza si risolve in una mera richiesta di riesame – estraneo alla verifica di legittimità- delle valutazioni in fatto riservate al giudice di appello, che tra l’altro ha puntualmente evidenziato come l’odierna ricorrente non abbia neppure allegato di non conoscere la causa di evizione;

che la reciproca soccombenza giustifica la compensazione tra le parti delle spese di questo giudizio;

che sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo a carico della ricorrente incidentale, non anche dei ricorrenti principali che, in quanto Amministrazioni dello Stato, sono esentate dal pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (cfr. Cass. n. 1778/16; n. 5955/14; n. 18523/14).

PQM

dichiara inammissibile il ricorso principale e quello incidentale; compensa tra le parti le spese di questo giudizio.

Dà inoltre atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente incidentale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 3 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 giugno 2017

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